Prima elementare ovvero gli intrusi sono più di uno

Ho già avuto modo di dire come la prima elementare sia stata in qualche modo responsabile del mio destino artistico (se avessi avuto un destino artistico, naturalmente).
L’ho fatto nel post della Vita di un gentiluomo che ambiva a divenir pittore, dove facevo cenno della maestra che mi regalò una scatola di acquerelli.

Non ho più rivisto da allora quella maestra, mi sembra però doveroso farle un piccolo omaggio facendola conoscere potenzialmente a tutto il mondo, tramite quella tecnologia che a quei tempi nessuno avrebbe mai minimamente immaginato. Internet.

La maestra e i suoi piccoli allievi (intrusi compresi)

La maestra e i suoi piccoli allievi (intrusi compresi)

Come per tutti, la prima elementare è il primo passo reale di socializzazione, non solo di acculturamento. Ed io non ne sono stato immune. Infatti sin dal primo giorno mi sono preso la mia prima cotta 😳

Ebbene sì, una di queste amorevoli fanciulle è stata oggetto (inconsapevole, va da sé) delle mie amorevoli attenzioni. Colpo di fulmine sin dal primo giorno! Tanto che il secondo giorno di scuola presi il coraggio a due mani e appesi il mio cappottino vicino al suo.
Poi, vabbé, feci l’errore di confidarlo a mia madre e, tra le tante prime cose della prima elementare, dovetti annoverare anche la prima volta che vidi mia madre rotolarsi sotto il tavolo dalle risate 😦

Credo che trovare l’intruso, come nei miei precedenti post Trova l’intruso, Trova l’intruso (un anno dopo), L’intruso ha trovato casa e Trova l’intruso 3, sia ormai piuttosto facile. Allora, caccia all’intrusa questa volta. Chi di queste bellissime bimbe è la più bellissima di tutte? ❤

Questa fotografia però è interessante anche per la presenza di un altro intruso a cui dare la caccia. È un personaggio molto noto e onestamente non so che ci faccia in questa fotografia perché è un po’ più anziano di me e certo non faceva la prima elementare; mi pare però di ricordare che in questa foto non c’erano solo gli alunni di prima. Certamente la maestra seguiva  due classi.
Un piccolo aiutino: è molto noto a livello internazionale e non sono io 😉

Trova l’intruso 3

Per me c’è un che di affascinante nella sovrapposizione di vecchie fotografie con le immagini più recenti mostrate da Google Street View, come ho fatto nel post L’intruso ha trovato casa.
Quasi che la vita vera (sia pure sottoforma di fantasmi del passato) cerchi di riappropriarsi di quella perfettina e virtuale di Google. Come quando, agli albori della fotografia, immagini ectoplasmatiche un po’ ridicole strattonavano verso il passato ignari soggetti in pose perfettine rivolte al futuro.

Sul mio profilo facebook ne sto collezionando alcune, compatibilmente con la mia disponibilità di vecchie fotografie scattate da un punto di vista il più simile possibile a quello di Google. Tecnicamente non è una cosa facilissima, ma il risultato mi dà sempre soddisfazione.

Qui presento uno scatto, in quel di Lorenzago di Cadore (BL), fatto in uno degli ultimi giorni di permanenza. L’anno dovrebbe essere il 1958, ma non posso giurarci perché a Lorenzago ci sono stato tre volte, e non di seguito.

Come ho scritto su facebook: “Mi ero fatto una fama di narratore di racconti horror e, alla fine, le “maestre” mi incaricarono di metterne in scena uno, in uno spettacolino recitato da noi bambini in refettorio. Mi trovai così contemporaneamente a rivestire i panni di autore, regista e attore principale.
Ero predestinato al mondo dello spettacolo, ma il mondo dello spettacolo non lo venne mai a sapere. 😦 “

Lorenzago di Cadore (BL) Colonia montana - 1958

Lorenzago di Cadore (BL)
Colonia montana – 1958

Naturalmente il gioco è sempre quello: trovare l’intruso 😉


Rif:
Trova l’intruso
Trova l’intruso (un anno dopo)
L’intruso ha trovato casa