La storia minore – Mildred J. Hill

Mildred J. Hill

Mildred J. Hill

Questa azzimata signora di fine ‘800, dall’aria burbera da vecchia maestra, è certamente sconosciuta ai più, ma è inconsapevolmente citata ogni giorno, e milioni di volte al giorno, su tutta la Terra.

Un giorno, assieme alla sorella (lei sì maestra) ha deciso di scrivere un semplice brano musicale per salutare l’ingresso a scuola degli alunni.
La sorella (Patty) ha scritto il testo, mentre lei ha messo giù sei note (di numero) a formare una piccola melodia la cui esecuzione, nella versione originale o nelle sue innumerevoli varianti, supera per numero di volte quella di qualunque altro brano musicale, compresi i canti natalizi.

Il testo della sorella non viene ormai più usato da tanto tempo, perché sostituito da un altro oggi più celebre, ma di autore ignoto, mentre la melodia, inalterata, è cantata e conosciuta da tutti, adulti e bambini: Happy Birthday to you.

 

 

 

della Vita di un gentiluomo che ambiva a divenir pittore

Io mi diletto a scimmiottare i grandi pittori, come si sa. E, ogni tanto, pubblico qui i miei lavoretti. Nonostante non abbia frequentato nessuna scuola artistica, cerco di dare qualche dritta tecnica; non perché ne abbia titolo, ma per cercare di stimolare quanti hanno la stessa passione o quanti magari non ce l’hanno ancora.

Purtroppo, o per fortuna, il Vasari non mi ha ancora inserito nel suo famoso trattato delle Vite de’ più eccellenti pittori, scultori e architettori italiani, da Cimabue insino a’ tempi nostri

Quindi ho pensato bene di colmare questa lacuna.

Come Picasso ha avuto il suo periodo rosa e quello azzurro, anche io ho avuto i miei periodi, modestamente.
Io li dividerei così: primo periodo (o dell’infanzia); intermezzo (o del chissenefrega); secondo periodo (o della lenta, lenta, lenta, ma tanto lenta evoluzione).

Il periodo dell’infanzia ha un inizio ben preciso. Con un minimo di ricerca storica si potrebbe addirittura indicare la data esatta.
Era l’ultimo giorno di scuola della prima elementare quando la maestra, nell’accomiatare i bambini, fece dono al pargolo di una scatola di acquerelli.
Purtroppo i biografi non ci dicono quali meriti avesse avuto il nostro soggetto nell’anno scolastico appena trascorso da meritarsi una tale attenzione. Di lui non ci è pervenuto niente di quel periodo. L’unica traccia la ritroviamo nella copertina di un album di disegno (successivo di oltre cinque anni) dove il maestro ha schizzato a memoria un esempio delle sue capacità di allora.

Riproduzione tarda dello stile figurativo mostrato nel primo anno scolastico dall'autore

Riproduzione tarda dello stile figurativo mostrato nel primo anno scolastico dall’autore

Fu quello il punto di svolta di una resistibilissima (e resistita) ascesa. Da lì cominciarono i guai.

I suoi genitori si impegnarono subito a rovinargli la vita e la carriera. Non solo gli imposero di dipingere quando gli amici erano liberi invece di andarsene a giocare, ma gli dicevano anche come doveva dipingere, inconsapevoli di non aver la minima idea di come si facesse.

Il primo dipinto ufficiale, eseguito si presume pochi giorni dopo l’inizio delle vacanze scolastiche, con l’apertura emozionante della scatola di acquerelli, è fortunatamente giunto fino a noi.

Primo dipinto assoluto

Primo dipinto assoluto – età 6 anni ca.

Qui si vedono chiaramente le tracce di quanto esposto in precedenza.
Nell’angolo in basso a destra si può notare un ripensamento (forzato) del maestro. Al momento della stesura ad acquerello del mare, il genitore interveniva e imponeva la cancellazione del già fatto per sostituire il mare con più sobrie ondine a matita colorata. Scorno e pianto: ma come? Devo imparare a usare l’acquerello e per farlo uso le matite colorate?! Ma tanto fu. Poi si chiamerà tecnica mista.

Questo periodo durò circa quattro anni e, dal mio privilegiato punto di osservazione, posso dire che quattro anni dopo non si notano segni evidenti di evoluzione. In pratica, con la tecnica di insegnamento parentale, a 11 anni dipingevo come a 7 (o viceversa).

Con l’inserimento nella scuola media, e il conseguente insegnamento artistico incorporato, viene mollata la presa da parte della famiglia. Il maestro si sente finalmente libero e decide in piena consapevolezza di entrare nel periodo del “non me ne frega più niente” e i risultati si vedono subito in una delle prime opere del nuovo corso.

L'affondamento del Titanic - Esercizio in prima media a seguito del quale lo Stato chiese la restituzione della scatola di acquerelli

L’affondamento del Titanic – Esercizio in prima media a seguito del quale la Scuola chiese la restituzione della scatola di acquerelli

Questo periodo fu caratterizzato principalmente da ricerche grafiche che si esplicitavano essenzialmente in disegni a matita, carboncino o penna, detti scarabocchi.

La svolta che porterà al secondo periodo, e che dura tutt’ora, avvenne grazie all’influenza di colei che era ritenuta la meno dotata della famiglia. La sorella, che un giorno, diversi anni dopo, decise di comprarsi dei colori ad olio e iniziare una propria carriera autonoma come pittrice (di cui, però si sono perse le tracce).
Incuriosito dai risultati che il nuovo mezzo permetteva rispetto alle matite, il maestro tentò anche lui questa via e poco dopo vide la luce il suo primo dipinto ad olio in assoluto.

Il mio primo dipinto ad olio  :'(

Il mio primo dipinto ad olio 😥

Questo dipinto, pur così vecchio, è potuto arrivare fino a noi perché si trova sul retro di un altro dipinto, in quanto la tela è stata rivoltata e riutilizzata (nella foto si intravede distintamente il retro del telaio).

Quanti fossero interessati alla produzione successiva dell’autore possono sempre farsi un giro su questo blog 😉

Perdute nella storia (donne nella storia della musica)

Intorno all’8 marzo, riflessioni, proposte d’ascolto e un live della Rete 2 della RSI (Radiotelevisione svizzera) del 2011.

 

 

 

Ascolta l’audio:
1. parte
2. parte
3. parte
4. parte
5. parte

Fascismo d’antan

Si parla molto in questi giorni, spesso a sproposito, di fascismo, giornali di regime e pennivendoli.
Se vogliamo avere un’idea più precisa di come stessero realmente le cose sotto il vero fascismo si può sempre leggere la stampa originale.

 

http://www.brunoberti.it/documenti-storici.html

Giorgione e Tiziano commentati da Augusto Gentili

icona videoRelazione del prof. Augusto Gentili, storico dell’arte (Università Ca’ Foscari) su:

Un quadro laico di Giorgione ed uno antidogmatico di Tiziano

Un’osservazione particolare delle opere dei due grandi pittori contemporanei del Cinquecento, per coglierne i celati aspetti di protesta all’imposto dogma religioso attraverso i dettagli, la scelta e le posizioni dei personaggi raffigurati, le ambientazioni, i colori. 

http://www.uaarvenezia.it/index.php?option=com_content&view=article&id=319:un-quadro-del-giorgione-ed-uno-del-tiziano&catid=39:articoli&Itemid=61

25 dicembre

Ci si appresta ancora una volta a celebrare il Natale. Chi lo fa perché così si usa o chi lo fa perché ci crede, la maggior parte lo fa comunque senza una reale coscienza dell’evento.Sembra che non ci sia molto da dire sul fatto che il Salvatore sia nato in una grotta il 25 dicembre da una Vergine. Che in vita farà dei miracoli e avrà dodici discepoli. Che predicherà l’amore, ma sarà ucciso per la salvezza degli uomini e poi risorgerà per giudicarli il giorno del Giudizio.

Forse c’è da dire solo che non stiamo pensando alla stessa persona.

Io sto parlando di Mitra.

La religione cristiana degli inizi non festeggiava il Natale, ma solo la Pasqua. La data del 25 dicembre apparve ufficialmente nel corso del quarto secolo al fine di fare coincidere la nascita di Gesù con le festivita’ del dies natalis solis dei romani , appunto il giorno della nascita di Mitra. Aggiungendo così un ulteriore punto di coincidenza con una religione che aveva preceduta (e forse generata) quella cristiana.

Purtroppo le fonti storiche alle quali riferirsi sono state per la maggior parte offuscate da quelle religiose, ma che un mito praticamente identico a quello cristiano, fosse già vivo centinaia o migliaia di anni prima pone qualche dubbio sull’originalità del Cristo.

Infatti anche Mitra non è un mito originale. Il 25 dicembre è sempre stata una giornata particolare per tutte le culture del mondo antico nell’emisfero settentrionale. E’ il giorno del solstizio d’inverno in cui il sole riprende a crescere.

Nell’antichità la gente era più portata ad osservare attentamente il cielo invece del posteriore delle auto incolonnate, com’è di moda oggi. Così, con l’avvicinarsi dell’inverno, si accorgeva che il sole (questo dio luminoso e caldo, fonte di vita) si alzava sempre meno nel cielo fino a raggiungere una situazione di apparente stallo (solstizio vuol dire sole fermo), in un punto oltre il quale c’era il timore di vederlo sparire per sempre, tra il 22 e il 24 dicembre. Il 25 però inverte la tendenza. Si ha così la rinascita, un nuovo Natale del Dio supremo di tutte le culture antiche, il Sole. Con i relativi festeggiamenti e scambi di doni.

Mitra e Gesù quindi non sono gli unici a nascere quel giorno.

Dioniso anche rinasce quel giorno, dopo essere stato fatto a pezzi.

Come l’egizio Horus, rappresentato in braccio ad Iside, e spesso con una corona solare attorno al capo, in una iconografia sorprendentemente simile a quella di Maria col bambinello già 1400 anni prima di Cristo. 

 

Horus allattato da Iside in un affresco romano

Horus è stato partorito da una vergine, ha avuto 12 discepoli, è stato sepolto e poi resuscitato, ha ridato vita ad un morto (El Azar us= Lazzaro), era soprannominato la verità, la luce, il messia, il buon pastore, il KRST (l’Unto). Era denominato anche fanciullo divino e Iusa, figlio prediletto.

Il  padre divino di Horus era Osiride, con cui si confondeva (“Io e mio Padre siamo Uno”), mentre il padre terreno era Seb (Giuseppe); l’angelo Thot annuncia ad Iside che concepirà un figlio verginalmente. Nasce in una grotta, annunciato da una stella d’oriente, viene adorato da pastori e da tre uomini saggi che gli offrono doni. A 12 anni insegna nel tempio e poi scompare fino ai 30 anni. Horus viene poi battezzato sulle rive di un fiume da Anup (Giovanni) il battista, il quale in seguito verrà decapitato. Combattè 40 giorni nel deserto contro Set (Satana), ha compiuto numerosi miracoli e camminato sulle acque..

Rif. http://www.didaweb.net/mediatori/articolo.php?id_vol=15

 

Come, 3000 anni prima di Cristo, il babilonese Shamas.

Oppure, come un altro babilonese più tardo, Tammuz, rappresentato con una aureola di dodici stelle, in braccio alla dea Ishtar, e che rinasce anch’egli tre giorni dopo la morte.

 

Una festività che affonda nella notte dei tempi va conosciuta e capita, per rispettarla. Solo così si può sperare di evitarne la progressiva banalizzazione conseguente ad un’unica verità, negatrice delle proprie radici, che induce coloro che in quelle radici non si riconoscono a rigettarla, mentre quelli che ne fanno un atto di fede finiscono per non comprenderla fino in fondo.

La storia dell’uomo e di Dio non è iniziata 2000 anni fa, ma è ancora tutta da scrivere. Magari introdurre un’ora di Storia delle religioni a scuola, invece di un’ora di Religione unica, potrebbe aiutare i più giovani a rivalutare questo giorno e la propria identità culturale.

 


Per approfondire:

Le radici pagane del Natale

http://www.didaweb.net/mediatori/articolo.php?id_vol=15

Mitra ed il Mitraismo

Il culto di Mitra nel Manicheismo 

Le origini del Cristianesimo 

L’ANTE-PREDICATIVO E L’IMMEMORABILE DELLA COSCIENZA RELIGIOSA

Nota: i link qui riportati non riflettono necessariamente il mio pensiero, ma li riporto per completezza di informazione.