Salvare immagini per il web

Immagine compressa in jpeg, è possibile vedere in modo graduale come varia la qualità della stessa con l’aumento della compressione (da sinistra a destra) (fonte Wikipedia)

Essendo lo sfigato possessore di un modem analogico e fruitore di una linea telefonica particolarmente scassata (mai quanto i miei gioielli di famiglia, comunque), sono particolarmente sensibile alla velocità di navigazione.

I blog hanno portato alla ribalta di internet molte persone che, non conoscendo le problematiche inerenti la digitalizzazione, spesso appesantiscono inutilmente i propri spazi di immagini più adatte a una stampa tipografica che al web.
Faccio quindi questo piccolo intervento sperando di essere utile a quanti non conoscono a fondo la materia e vogliono alleggerire il proprio Space.
Le immagini digitali sono caratterizzate da diversi parametri, quali per esempio le dimensioni e la risoluzione.
Mentre quello della dimensione è un parametro facilmente intuibile, lo è meno quello della risoluzione. In pratica significa quanti punti sono necessari per definire il più piccolo dettaglio di una immagine.
E’ un parametro che si può facilmente ridefinire (tutti i programmi di grafica lo permettono), ma l’operazione va fatta in funzione del mezzo che verrà utilizzato per visualizzarla. Un conto è definire la risoluzione di una immagine che andrà stampata in un manifesto da incollare lungo una strada, un altro conto è visualizzare la stessa immagine su un monitor.
Mentre nel primo caso avremo bisogno di molti punti (perché l’ingrandimento sarà molto forte), nel secondo caso invece ne serviranno molti di meno.
Quanti di meno?
Il parametro in questione viene espresso in ppi o dpi (è la stessa cosa, significa pixel per inch e dot per inch) e il valore standard per il web è pari a 72. Una risoluzione superiore appesantirebbe inutilmente il caricamento.
Un fotografia acquisita tramite scanner in genere presenta una risoluzione di 150 dpi o più, così come le macchine digitali.
Pubblicare una immagine (anche di piccole dimensioni) sul blog con queste risoluzioni è uno spreco sia in termini di “peso” (il file è più grosso del necessario) sia, di conseguenza, in termini di tempo di caricamento della pagina o dell’album.
Prima di pubblicare una immagine (o di inviarla via e-mail) è opportuno quindi modificarla col nostro programma di grafica e portare la risoluzione a 72 dpi. In Photoshop è possibile modificare la risoluzione nella stessa voce di menù che permette la modifica dell’immagine.
Questa operazione comporta l’automatico adattamento delle dimensioni e l’immagine apparirà più piccola (è ovvio in quanto vengono utilizzati meno punti per la rappresentazione). Viceversa se modifichiamo le dimensioni non facciamo altro che modificare indirettamente la risoluzione.
Il vantaggio che si ha operando a livello di risoluzione invece che di dimensioni è che sappiamo esattamente di quanto dobbiamo diminuire senza perdere in qualità (nell’altro modo si va un po’ a naso senza garanzia di scendere sotto i 72 dpi).
A questo punto abbiamo una immagine con una corretta risoluzione per il web, ma non necessariamente “leggera” per il caricamento (dipende infatti dalle dimensioni finali).
Possiamo diminuire ancora le dimensioni, ma oltre un certo limite c’è il rischio che si perdano dei dettagli importanti.
Qui interviene allora un altro parametro: la qualità dell’immagine.
Stiamo parlando del formato JPG che è il formato più diffuso in internet (gli altri formati sono GIF e PNG). Questo formato ha la caratteristica di comprimere l’informazione (per ottenere un file più leggero) a scapito però della qualità dell’immagine. Noi possiamo intervenire per cercare il miglior compromesso tra compressione e perdita di qualità.
Al momento di salvare una immagine in formato JPG qualunque programma di grafica ci chiede quale fattore di compressione (o di qualità) vogliamo adottare. Più alta è la compressione, più bassa sarà la qualità.
Per questo motivo tutti i programmi ci mostreranno prima del salvataggio una anteprima abbastanza fedele di come risulterà l’immagine salvata coi parametri che scegliamo, e spesso viene anche indicata la dimensione del file conseguente, in termini di kilobyte (Kb).
Per il web sarebbe opportuno non superare mai i 60 Kb di peso.
Facendo un po’ di prove all’inizio rimarrete sorpresi di quanto potete guadagnare in termini di Kb e troverete presto il peso ideale delle vostre foto con buona soddisfazione di chi passa a visitarvi o di chi riceve i vostri allegati via e-mail.
Una cosa importante da tenere presente quando fate le prove di salvataggio è di partire sempre dalla immagine originale, mai da una versione precedentemente salvata, perché i vari fattori di compressione hanno il vizietto di sommarsi tra loro e rovinare rapidamente i vostri capolavori (insomma non salvate mai una immagine per il web con lo stesso nome dell’originale).

Rif:
I formati Grafici (segnalato da Lele)