25 dicembre

Ci si appresta ancora una volta a celebrare il Natale. Chi lo fa perché così si usa o chi lo fa perché ci crede, la maggior parte lo fa comunque senza una reale coscienza dell’evento.Sembra che non ci sia molto da dire sul fatto che il Salvatore sia nato in una grotta il 25 dicembre da una Vergine. Che in vita farà dei miracoli e avrà dodici discepoli. Che predicherà l’amore, ma sarà ucciso per la salvezza degli uomini e poi risorgerà per giudicarli il giorno del Giudizio.

Forse c’è da dire solo che non stiamo pensando alla stessa persona.

Io sto parlando di Mitra.

La religione cristiana degli inizi non festeggiava il Natale, ma solo la Pasqua. La data del 25 dicembre apparve ufficialmente nel corso del quarto secolo al fine di fare coincidere la nascita di Gesù con le festivita’ del dies natalis solis dei romani , appunto il giorno della nascita di Mitra. Aggiungendo così un ulteriore punto di coincidenza con una religione che aveva preceduta (e forse generata) quella cristiana.

Purtroppo le fonti storiche alle quali riferirsi sono state per la maggior parte offuscate da quelle religiose, ma che un mito praticamente identico a quello cristiano, fosse già vivo centinaia o migliaia di anni prima pone qualche dubbio sull’originalità del Cristo.

Infatti anche Mitra non è un mito originale. Il 25 dicembre è sempre stata una giornata particolare per tutte le culture del mondo antico nell’emisfero settentrionale. E’ il giorno del solstizio d’inverno in cui il sole riprende a crescere.

Nell’antichità la gente era più portata ad osservare attentamente il cielo invece del posteriore delle auto incolonnate, com’è di moda oggi. Così, con l’avvicinarsi dell’inverno, si accorgeva che il sole (questo dio luminoso e caldo, fonte di vita) si alzava sempre meno nel cielo fino a raggiungere una situazione di apparente stallo (solstizio vuol dire sole fermo), in un punto oltre il quale c’era il timore di vederlo sparire per sempre, tra il 22 e il 24 dicembre. Il 25 però inverte la tendenza. Si ha così la rinascita, un nuovo Natale del Dio supremo di tutte le culture antiche, il Sole. Con i relativi festeggiamenti e scambi di doni.

Mitra e Gesù quindi non sono gli unici a nascere quel giorno.

Dioniso anche rinasce quel giorno, dopo essere stato fatto a pezzi.

Come l’egizio Horus, rappresentato in braccio ad Iside, e spesso con una corona solare attorno al capo, in una iconografia sorprendentemente simile a quella di Maria col bambinello già 1400 anni prima di Cristo. 

 

Horus allattato da Iside in un affresco romano

Horus è stato partorito da una vergine, ha avuto 12 discepoli, è stato sepolto e poi resuscitato, ha ridato vita ad un morto (El Azar us= Lazzaro), era soprannominato la verità, la luce, il messia, il buon pastore, il KRST (l’Unto). Era denominato anche fanciullo divino e Iusa, figlio prediletto.

Il  padre divino di Horus era Osiride, con cui si confondeva (“Io e mio Padre siamo Uno”), mentre il padre terreno era Seb (Giuseppe); l’angelo Thot annuncia ad Iside che concepirà un figlio verginalmente. Nasce in una grotta, annunciato da una stella d’oriente, viene adorato da pastori e da tre uomini saggi che gli offrono doni. A 12 anni insegna nel tempio e poi scompare fino ai 30 anni. Horus viene poi battezzato sulle rive di un fiume da Anup (Giovanni) il battista, il quale in seguito verrà decapitato. Combattè 40 giorni nel deserto contro Set (Satana), ha compiuto numerosi miracoli e camminato sulle acque..

Rif. http://www.didaweb.net/mediatori/articolo.php?id_vol=15

 

Come, 3000 anni prima di Cristo, il babilonese Shamas.

Oppure, come un altro babilonese più tardo, Tammuz, rappresentato con una aureola di dodici stelle, in braccio alla dea Ishtar, e che rinasce anch’egli tre giorni dopo la morte.

 

Una festività che affonda nella notte dei tempi va conosciuta e capita, per rispettarla. Solo così si può sperare di evitarne la progressiva banalizzazione conseguente ad un’unica verità, negatrice delle proprie radici, che induce coloro che in quelle radici non si riconoscono a rigettarla, mentre quelli che ne fanno un atto di fede finiscono per non comprenderla fino in fondo.

La storia dell’uomo e di Dio non è iniziata 2000 anni fa, ma è ancora tutta da scrivere. Magari introdurre un’ora di Storia delle religioni a scuola, invece di un’ora di Religione unica, potrebbe aiutare i più giovani a rivalutare questo giorno e la propria identità culturale.

 


Per approfondire:

Le radici pagane del Natale

http://www.didaweb.net/mediatori/articolo.php?id_vol=15

Mitra ed il Mitraismo

Il culto di Mitra nel Manicheismo 

Le origini del Cristianesimo 

L’ANTE-PREDICATIVO E L’IMMEMORABILE DELLA COSCIENZA RELIGIOSA

Nota: i link qui riportati non riflettono necessariamente il mio pensiero, ma li riporto per completezza di informazione.