Come eliminare graffi e polvere dalle fotografie

Avendo appena acquistato uno scanner per negativi e diapositive, il primo problema in cui mi sono imbattuto è lo stato di degrado che il passare del tempo ha comportato. Mentre le diapositive si sono conservate in modo ottimale, le strisce di negativi invece hanno presentato segni evidenti di usura, causata per lo più proprio dalla carta velina che invece le doveva proteggere. Questa infatti, col tempo, si è appiccicata all’emulsione e, al momento di sfilare la pellicola, si sono danneggiate le immagini in maniera più o meno grave, sotto forma di numerose picchiettature bianche o graffi. Mi sono accorto quindi che la tanto temuta polvere era alla fine il male minore.

Naturalmente non tutte le fotografie passate allo scanner valevano la fatica, ma per qualcuna era un dispiacere. Avere la possibilità di ridare loro vita e non poterci riuscire appieno era dura da accettare.
Fortunatamente la tecnologia digitale mette a disposizione diversi strumenti per la correzione delle immagini, ma di fronte ad una fotografia simile c’è da mettersi le mani nei capelli.

Click per ingrandire

Lo zoom di una parte rende meglio l’idea.

Click per ingrandire

Vi assicuro che l’originale appare molto più danneggiato di quanto non appaia in queste immagini ridotte per il blog.

Tutti i programmi di grafica offrono filtri o procedure più o meno elaborate per fronteggiare queste situazioni, però, a fronte di una certa velocità di recupero, si paga spesso il prezzo di una qualità finale complessiva della foto piuttosto ridotta. Questo perché, per quanto intelligente sia un procedimento di recupero, non ce la fa a distinguere le macchie dai dettagli più minuti che invece vanno preservati.
Diciamolo, la soluzione migliore sarebbe quella di rimettere dentro ad ogni puntino bianco una minuscola porzione di immagine che possa verosimilmente sostituire quella minuscola porzione di immagine originale che è stata strappata via.
Naturalmente è una strada impercorribile. O no?

La prima idea che viene in mente è il ricorso allo strumento Timbro clone, che, come tutti sanno, prende un pezzetto di immagine da una parte e la mette sopra un’altra, per coprirla. Il difetto principale di questo strumento è che bisogna sempre fare attenzione al punto di prelievo, da dove prende il pezzetto da copiare. Finché stiamo lavorando su uno sfondo omogeneo non ci sono grossi problemi, ma quando ci avviciniamo ad aree molto diverse bisogna costantemente spostare il punto di prelievo.
Un altro difetto è che, per lavorare velocemente, dobbiamo per forza utilizzare un diametro del timbro più grande della macchia che vogliamo ricoprire e questo fa sì che venga coperta anche quella parte, oltre la macchia, che invece andava bene così. Questo, soprattutto quando si lavora sui bordi delle figure, è un problema.

In realtà quest’ultimo non è un difetto dello strumento, ma di chi lo usa, il quale spesso non sa che anche lo strumento Timbro offre modalità diverse di utilizzo, al pari del Pennello.
Solo se lo usiamo in modalità Normale viene fatta una copia, ma se per esempio lo usiamo in modalità Scurisci, la copia sarà fatta in proporzione a quanto chiara sarà l’area di destinazione. Questo significa che dove l’area è completamente bianca viene effettuata una copia normale, e dove invece l’area è più scura la copia sarà in proporzione meno visibile (nel caso di un’area nera non ci sarà copia per nulla).

Questa è una bella cosa, possiamo tranquillamente girovagare per l’immagine a coprire velocemente tutte le macchioline senza preoccuparci troppo della precisione perché di fatto verrà coperta solo l’area bianca. Per le macchioline nere vale il concetto inverso e quindi bisogna utilizzare la modalità Schiarisci.

Rimane comunque il problema del punto di origine del timbro. Dovremmo prelevarlo il più possibile vicino ad ogni macchiolina, cosa laboriosissima. L’ideale teorico sarebbe il centro di ogni macchiolina, ma lì c’è proprio l’area che vogliamo invece ricoprire.
Però questa non è una idea peregrina perché il timbro clone permette di prelevare un campione anche da un livello diverso da quello su cui lavoriamo. Quindi possiamo utilizzare il punto di origine su un livello e lo stesso identico punto come destinazione, ma su un altro livello.
Se, paradossalmente, avessimo a disposizione una immagine simile a quella che vogliamo recuperare, posta su un diverso livello, potremmo utilizzarla come origine e poi effettuare velocemente la correzione su quella danneggiata. In modalità Scurisci riempiremmo velocemente tutte le macchioline bianche con l’immagine simile, con un risultato praticamente ottimale.

Il problema a questo punto è avere a disposizione questa fantomatica immagine simile.

Come ho già detto esistono diverse procedure che eliminano i graffi a spese della qualità dell’immagine. Photoshop offre il filtro Polvere e grana i cui effetti li possiamo vedere qui di seguito.

Click per ingrandire

Le macchie sono praticamente sparite (se ne intravede ancora qualcuna, ma è solo una questione di regolazione dei parametri del filtro), ma l’immagine è piuttosto stravolta.

Però questa è proprio l’immagine simile che auspicavamo!

Il procedimento quindi è piuttosto semplice:

  1. Duplichiamo l’immagine da correggere su un nuovo livello
  2. Applichiamo Filtro->Disturbo->Polvere e grana… sul livello copiato
  3. Regoliamo i parametri del filtro il minimo necessario per veder sparire i puntini bianchi
  4. Impostiamo il Timbro clone nella modalità Scurisci
  5. Impostiamo il punto di origine clone nel livello filtrato
  6. Impostiamo lo stesso identico punto (aiutatevi magari con le guide o le coordinate, è importante che sia lo stesso punto) come punto di destinazione nel livello da correggere
  7. Clicchiamo su ogni punto da correggere (per le vaste aree, come lo sfondo in questo esempio, possiamo anche trascinare il mouse per velocizzare, ma per i dettagli è bene fare un punto alla volta) senza preoccuparci di dove sia l’origine del clone (se ne sta tranquilla sempre sotto la punta del nostro mouse)

Nota: per lavorare in scioltezza fate in modo che il livello da correggere stia sopra a quello filtrato.

Ecco il risultato finale, dopo pochi minuti di lavoro.

Click per ingrandire

Ed ecco l’immagine completa, dopo che l’avevamo data per persa.

Click per ingrandire

Se ora applichiamo anche la procedura per ravvivare i colori (senza esagerare), come descritto nel mio post Come ravvivare i colori nelle nostre fotografie, ecco il risultato finale.

Risultato finale

 

 

Nota: Alcune vecchie fotografie o cartoline presentano un reticolo inciso per la cui rimozione è necessario l’utilizzo di un plugin. La procedura è descritta in quest’altro mio post: Come rimuovere un pattern da una fotografia