Ho visto due UFO

UFO

osa io pensi degli UFO, intesi come omini verdi impegnati a pilotare dischi volanti, credo sia chiaramente espresso in un mio vecchio post dal titolo abbastanza significativo: Gli UFO non esistono.

Eppure ieri sera ne ho visti due, nell’accezione letterale dell’acronimo: ho visto due oggetti volanti non identificati.

In genere l’appellarsi al reale significato della sigla viene fatto da chi si vuole ammantare di una certa scientificità nell’approccio a questo fenomeno. In realtà non c’è niente di più antiscientifico in questa definizione (c’è invece, quando si afferma che sono marziani ); definire un qualche cosa in questi termini significa definirlo in maniera soggettiva.
Se due persone guardano lo stesso fenomeno, per una può essere un UFO e per l’altra un satellite.
Quindi il termine UFO è temporaneo e resta tale fino a… prova contraria.

Torniamo a ieri sera quando, fra le 20,30 e le 21 mi sono affacciato al balcone e ho notato tre stelle, proprio di fronte a me sopra la cima degli alberi, di cui una particolarmente luminosa .
Quest’ultima era talmente luminosa da darmi l’impressione non di una fonte di luce puntiforme, tipica delle stelle, ma di una fonte sferica, circondata per di più da un leggero alone.
Un alone simile circondava anche un’altra delle tre stelle, che però era decisamente meno luminosa.

L’impulso istantaneo è stato quello di chiedermi di quale pianeta (scartando subito l’ipotesi di una stella) potesse essere la luce più forte, forse Marte. La luminosità però mi ricordava piuttosto Venere nei suoi momenti di maggiore visibilità, ma la posizione, verso Sud-Est, non era compatibile.

Ad ogni modo questo piccolo dilemma si è dissolto subito, quando mi sono reso conto che le due luci con alone si stavano spostando piuttosto in fretta rispetto alla terza, che invece era decisamente decisa a restarsene al suo posto, come ogni stella che si rispetti.
Infatti lei era una vera stella.

La seconda ipotesi, elaborata velocemente (si fa per dire) dai miei due neuroni, è stata quella di due aerei.
Non di linea però, perché le luci erano fisse e non lampeggianti, forse due caccia.
La velocità apparente e la direzione erano compatibili, ma dovevano essere piuttosto alti in quota.

Terza ipotesi: potrebbero essere stati due satelliti, oppure addirittura la stazione spaziale (quella più luminosa) accompagnata da un satellite.

L’aiuto chiesto a mia moglie per definire queste due luci (così da poter evitare l’acronimo famigerato) non è servito; non trovando, proprio in quel momento, gli occhiali si è limitata a definirli due generici aerei e a definire me in un modo che è opportuno non rivelare .

La direzione delle due luci era verso Sud-Est e, dopo qualche minuto, si sono dissolte in quella che sembrava una coltre di nebbia.
Durante tutto il periodo di visibilità le due luci hanno proceduto alla stessa velocità e con la stessa direzione, tanto da darmi l’impressione che addirittura fossero due parti illuminate di un unico oggetto, che non riuscivo però a vedere.

Acquisiti i dati ho messo alla frusta i miei due neuroni per farli arrivare ad una conclusione decente.

La terza ipotesi l’hanno scartata subito. La direzione verso sud-est non è conciliabile con le rotte dei satelliti che vedo da casa mia, che al contrario vanno da est a ovest. Anche la velocità in questo caso era decisamente più elevata.
Non so qual’è la traiettoria della stazione spaziale, però la seconda luce era troppo distante e le due luci erano innegabilmente parte dello stesso fenomeno.

Rimaneva in piedi l’ipotesi dei due caccia, ma anche qui ci sono alcune incongruenze.
Innanzi tutto l’assenza totale di rumore.
Io abito in campagna, a circa 600 m. di altitudine, e il rumore degli aerei di linea lo sento bene. Meglio ancora sento i caccia perché hanno la simpatica abitudine di passare generalmente a bassa quota.
In questo frangente la quota era sicuramente alta, ma il rumore avrei dovuto sentirlo.
C’è da dire in ogni modo che la direzione era compatibile con quelle degli aerei che mi passano sopra la testa tutti i giorni e che una particolare condizione di vento può aver impedito al rumore di giungere alle mie orecchie.

Tutto chiaro quindi?

Beh, non proprio. C’è il particolare della differente luminosità che non convince.
A prescindere dall’alone, che non ha una spiegazione, come possono due caccia che volano in formazione presentare due così diverse luminosità (quella più debole era all’incirca un terzo di quell’altra)?
La cosa si potrebbe spiegare con una grande distanza tra i due, ma ciò comporterebbe per quello più lontano (e quindi meno luminoso) una velocità decisamente superiore all’altro. Non solo, sarebbe anche piuttosto problematico che due velocità così diverse risultino agli occhi di un osservatore come due velocità apparenti esattamente identiche, senza nemmeno un effetto di parallasse che si evidenzi con la distanza percorsa.

Una flebile quarta ipotesi è quella di un solo oggetto, però piuttosto vicino, che si muove silenziosamente, con una luce verso l’osservatore e l’altra diretta in altra direzione e quindi meno visibile  (e lasciamo sempre stare l’alone).
Forse un aliante, perché da queste parti ci sono (anche se in genere sono a motore). Però un aliante che viaggia di notte deve essere guidato da un pazzo! … e comunque la disposizione delle luci non rende troppo credibile questa ipotesi.

Quindi? … Boh… …però risparmiatevi la battuta sul vino a cena .

Siamo ad agosto e, come tutti gli anni, aumentano gli avvistamenti di UFO.
Tutto mi sarei creduto tranne di entrare a far parte anch’io della schiera.

Dopo le luci di Hessdalen avremo anche le luci di Urbino?

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Le luci di Hessdalen

Hessdalen è una piccola località al centro della Norvegia. Una piccola valle balzata agli onori delle cronache agli inizi degli anni ’80 per un fenomeno straordinario di apparizioni di misteriose luci.
Il culmine di queste apparizioni ci fu nel 1984 con avvistamenti monitorati di una ventina di apparizioni alla settimana.

Luci piccole, luci grandi, luci fisse o intermittenti, luci statiche o in movimento, luci bianche o multicolori che apparivano all’improvviso senza nessuna causa apparente e che rimanevano visibili anche fino ad un’ora per poi scomparire improvvisamente, così come erano apparse.

Dopo il 1984 l’intensità delle apparizioni è diminuita fino all’attuale situazione di circa 20 apparizioni all’anno.

Fenomeni analoghi sono presenti in varie parti del mondo (anche in Italia), ma la particolarità di Hessdalen è la ripetitività che ha permesso uno studio continuo, con l’installazione di varie apparecchiature nella valle, nell’ambito del cosiddetto Progetto Hessdalen. Un progetto che va avanti da oltre vent’anni e che ha permesso la raccolta di un incredibile numero di dati che però, pur attestando il fenomeno, non ha permesso ancora di determinarne la reale causa.

Quello che più sorprende è non solo la dimensione relativamente grande dell’oggetto luce (da 1 a 10m), ma anche e soprattutto la luminosità intrinseca superiore a 1000 Watt (costante per un numero elevato di minuti) senza una fonte di energia riconoscibile che fornisca questa potenza.
Per rendere l’idea, pensiamo a che tipo di pila dovremmo utilizzare per tenere acceso per un’ora un ferro da stiro. E queste luci rimangono accese da sole, traendo questa energia solo dal proprio interno.
Riuscire a capire la natura di questo fenomeno potrebbe portare ad interessanti risvolti nell’ambito delle energie alternative al petrolio.

Per chi volesse approfondire la conoscenza di questo affascinante mistero c’è su internet il sito del Progetto Hessdalen con tutte le informazioni del caso (in inglese) e la cronaca di tutti gli avvistamenti.
Inoltre c’è anche una webcam per quanti volessero improvvisarsi cacciatore di luci.
In italiano è disponibile un po’ di documentazione presso il Comitato Italiano per il Progetto Hessdalen.

Chi ha Google Earth e vuole ritrovare la località di Hessdalen può utilizzare le seguenti coordinate: 62°49’16.00″N 11°12’8.16″E. Verrà portato direttamente sul Vista Point, la stazione di osservazione del Progetto Hessdalen.