Gliese 581 c

Pochi giorni fa i media si sono riempiti di titoloni riguardanti la scoperta di un pianeta gemello della Terra.

Salutato come uno degli eventi storici più importanti, è stato oggetto alla fin fine soltanto di un filosofeggiare spicciolo e irritante e di improbabili voli pindarici, in quanto in sè c’era poco da dire per riempire un articolo rivolto al volgo che, chissà perché, secondo i media ha bisogno di sognare e non di conoscere i fatti.

Gliese 581 c, è questo il nome del pianeta, è veramente una importante scoperta, ma essenzialmente perché ha mostrato le potenzialità di un sistema di rilevamento sofisticato che può dare notevoli frutti nella nostra conoscenza dell’universo, arrivando per la prima volta ad identificare un pianeta piccolo su un altro sistema solare (fin’ora gli unici pianeti scoperti erano giganti della stazza di Giove).

Quello che i media non hanno sottolineato a sufficienza è che in realtà nessuno di questi pianeti è stato veramente avvistato. Le metodologie utilizzate permettono l’individuazione e la determinazione di certe caratteristiche di un pianeta in maniera deduttiva, ma non la sua visione diretta.

Gliese 581 c probabilmente esiste perché la sua presenza, con quelle caratteristiche, è l’unica spiegazione di minuscole anomalie nel comportamento della stella Gliese 581. Che è il vero oggetto dell’osservazione.

Gliese 581 è un sistema planetario, già oggetto di indagine, distante da noi 20,5 anni luce. Praticamente nel nostro giardino di casa secondo molti giornali.

Da un punto di vista astronomico è veramente vicina, ma, salvo rivoluzionarie scoperte nella propulsione delle astronavi, difficilmente potremo andare a dare un’occhiata di persona al nostro pianeta gemello.

Ciò che ha scatenato le fantasie più sfrenate è però il fatto che questo pianeta si trova nella cosiddetta fascia abitabile, rispetto alla sua stella. La fascia abitabile è quella distanza teorica da una stella che permette la presenza di acqua allo stato liquido su un pianeta che vi si trovasse.

Essendo però Gliese 581 una nana rossa, la sua temperatura è piuttosto bassa al confronto del nostro sole e questo fa sì che la fascia abitabile sia molto vicina, così Gliese 581 c, pur essendo ad una distanza dalla stella inferiore a quella di Mercurio rispetto al Sole, non arrostisce, ma in teoria potrebbe permettere la vita perché la sua temperatura in superficie oscillerebbe tra 0 e 40°C.

Qui però termina l’entusiasmo, perché un’occhiata più attenta ai dati smorza molto le prospettive di incontro con gli omini verdi o di una possibile colonizzazione da parte nostra, come ipotizzato da diversi giornali.

Intanto Gliese 581 è una stella variabile, il che vuol dire che la sua temperatura varia in continuazione e questo sarebbe un grande problema per mantenere la vita (almeno come la intendiamo noi) per la quale la stabilità termica è condizione indispensabile (basti vedere al disagio che stiamo vivendo per un surriscaldamento della Terra di appena un paio di gradi).

La vicinanza alla stella probabilmente blocca, per effetto marea, la rotazione del pianeta facendo sì che questo mostri sempre la stessa faccia al suo astro (come fa Mercurio con il Sole o la Luna con la Terra), ciò vorrebbe dire che una faccia è bruciata e l’altra è congelata. Solo nella linea di penombra ci sarebbero le condizioni giuste di temperatura per la vita.
Questa stessa vicinanza fa sì poi che un anno duri appena 13 giorni e questo ci creerebbe un certo disagio nella scelta dell’abbigliamento nel caso stessimo pensando di andarlo a colonizzare. Operazione alla portata soltanto delle taglie più piccole in ogni caso, visto che abitare là comporterebbe un aumento del proprio peso più del doppio (hai voglia a fare la dieta, quindi non invitatemi).

Comunque se proprio ci vogliamo andare dobbiamo cominciare a preparare le valige, perché coi mezzi attualmente a disposizione impiegheremmo quasi 400 anni ad arrivare ed è bene perciò partire per tempo.

Rif.
Gliese 581c in Wikipedia
Attorno a Gliese 581, nella Bilancia, orbita un pianeta di tipo terrestre
Terra in vista… forse