E se lo spazio-tempo fosse un superfluido?

Una suggestiva immagine della Nebulosa del Granchio, il residuo di una supernova esplosa nel 1054 distante 6500 anni luce dalla Terra. Sui fotoni provenienti da questa nebulosa, i ricercatori hanno cercato le prove sperimentali di uno spazio-tempo “superfluido” (Cortesia NASA, ESA, J. Hester, A. Loll/ASU)

Una nuova suggestiva teoria attribuisce allo spazio-tempo, il tessuto fondamentale che regge l’universo, le qualità di un liquido con una viscosità bassissima, cioè di un superfluido. Se fosse verificata, questa idea consentirebbe di conciliare la meccanica quantistica con la teoria generale della relatività, un obiettivo che i fisici teorici inseguono da decenni. Le misurazioni astrofisiche per ora non hanno rilevato segni di superfluidità dello spazio-tempo, che si evidenzierebbe con una perdita di energia dei fotoni molto energetici che provengono da regioni remote del cosmo come la Nebulosa del Granchio.

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LA TEORIA DELLA RELATIVITÀ COMPRENSIBILE A TUTTI

La Teoria della Relatività è nota al pubblico per aver spiegato che lo spazio e il tempo non sono assoluti e che nulla può viaggiare più veloce della luce.

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http://www.gravita-zero.org/2013/01/la-teoria-della-relativita.html

“Tracce della particella di Dio” L’impronta fotografata al Cern – Repubblica.it

Diffusi i risultati degli esperimenti Atlas e Cms condotti nell’acceleratore Lhc: i ricercatori credono di aver osservato un’impronta del bosone di Higgs, l’ultimo elemento mancante per spiegare la struttura dell’universo. “Entro il 2012 la prova definitiva” dal nostro inviato ELENA DUSI

http://www.repubblica.it/scienze/2011/12/13/news/cern_trovato_bosone_higgs_particella_di_dio-26528406/?ref=HRERO-1

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