Effetto Vetro rotto

Alcuni giorni fa, l’amico Kriptex mi ha chiesto come fare a creare un effetto di vetro rotto in una immagine.
Non è un effetto semplice da ottenere, e i modi possono variare molto tra un programma e l’altro di grafica, così che diventa difficile fare una descrizione generalista del processo come è mio costume fare.
Mi limiterò quindi a descrivere una procedura di massima, sperando che possa essere di stimolo anche a cercare strade alternative più semplici.
Inizialmente ho puntato tutte le mie attenzioni sul modo migliore di disegnare le fratture del vetro, con risultati piuttosto deludenti. Solo in corso di studio mi sono reso conto che l’effetto è basato più sull’impatto psicologico che fisico.
Bisogna tenere presente bene tutti gli aspetti di contorno, non solo la rottura in sé.
Intendo dire che è importante anche la distanza del vetro dal soggetto; lo spessore del vetro; il colore del vetro e, infine, anche il riflesso del vetro.
Avendo presente tutto ciò è stato quindi relativamente facile ottenere l’effetto.
Dirò subito che non è un lavoro per principianti; bisogna conoscere abbastanza bene il proprio programma di grafica per procedere, in particolare bisogna avere una certa dimestichezza coi path e le mask.

Per path intendo il disegno vettoriale fatto con la penna e non col pennello o la matita, mentre per mask intendo l’effetto di mascheratura per cui un disegno (che fa da maschera) lascia intravedere solo una parte determinata dell’immagine.

Chi non conosce queste opzioni del proprio programma dovrà forzatamente studiarsi prima il manuale.

Procediamo quindi con la scelta del soggetto. Io ho utilizzato questo mio dipinto:

Tra gli aspetti secondari che contribuiscono all’effetto non bisogna sottovalutare il cosiddetto contesto: essendo questo un dipinto è ragionevole aspettarsi una cornice che sostenga il vetro.

Una rottura in questo contesto è più ragionevole che non nell’immagine pura e semplice.

Inseriamo quindi una cornice in un layer sopra al dipinto.

A questo punto comincia la fase più laboriosa: bisogna disegnare le fratture del vetro lasciando anche un buco nel punto che riteniamo più opportuno.
Qui si possono scegliere diverse strade, in ogni caso lo spessore delle linee rispecchierà lo spessore del vetro e perciò dipenderà dalle dimensioni dell’immagine originale. Disegnamo quindi con lo strumento penna il reticolo delle fratture.

Riportiamo poi questo reticolo su un layer vuoto frapposto tra l’immagine e la cornice (che a loro volta saranno su layer separati), usando il colore bianco e una dimensione del pennello adeguata (fate riferimento al manuale per ottenere ciò). Io ho usato un pennello di un solo pixel perché l’immagine originale era piuttosto piccola.

In genere tutti i programmi di grafica hanno una opzione di bloccaggio della trasparenza di un layer. E’ quello che ci serve perché dovremo ritoccare a mano queste linee bianche senza però toccare la parte trasparente del layer. Blocchiamo quindi la trasparenza di questo layer e, scegliendo colori in tono con l’immagine originale, con un pennello sfumato dovremo sporcare queste linee con diversi colori (lasciando anche del bianco).
Questo dovrà simulare i riflessi del vetro nelle linee di rottura. Se alla fine le linee appariranno troppo arlecchinate, possiamo applicare una sfumatura gaussiana (il bloccaggio della trasparenza ci assicura che la sfumatura avverrà solo all’interno delle linee). Quando il risultato ci soddisferà possiamo applicare a questo layer anche un effetto di ombra in modo da simulare la distanza del vetro dall’immagine (come si vede nel dettaglio).

Consiglio di perderci molto tempo in questa fase, perché la maggior parte dell’effetto dipende da come rendiamo realistiche le rotture.


E’ il momento di preparare la nostra maschera.
Dobbiamo riempire di bianco il buco al centro della rottura. Usando il disegno fatto a penna in precedenza selezioniamo l’area di interesse in un layer vuoto e poi la convertiamo in disegno.

Mi rendo conto che questa fase può apparire un po’ criptica, ma dipende dai vari programmi usati e non posso essere più dettagliato. In pratica si tratta di creare un disegno, esattamente uguale all’area del buco, da poter utilizzare come maschera nei livelli che faremo d’ora in avanti, in modo che i livelli sottostanti si possano vedere solo attraverso il buco.

Creiamo quindi un layer sotto a quello della rottura; riempiamolo con una sfumatura di azzurro e bianco e applichiamoci la nostra maschera appena creata. L’immagine di base si dovrà vedere solo attraverso il buco della maschera. Cambiamo la trasparenza del layer in modo che la parte azzurra si intraveda appena sopra l’immagine.

Abbiamo così il colore del vetro appena percettibile, ma sufficiente a dirci che c’è.

Un vetro non è tale se non presenta riflessi, quindi per completare il nostro lavoro dovremo mostrare qualcosa che si rifletta nel vetro.

Utilizziamo per fare questo un’altra immagine (a vostro gusto) che metteremo in un layer nuovo sopra quello del colore. Anche a questo livello applichiamo la maschera, in modo che l’immagine originale si veda attraverso il buco, e poi modifichiamo la trasparenza (come abbiamo fatto con il layer del colore) in modo che sembri di trovarci davanti ad un ambiente dietro di noi che si riflette nel vetro rotto.

Il punto successivo non è obbligatorio, ma serve a dare un maggior effetto di profondità in maniera subdola.

Duplichiamo il layer con la nostra immagine originale e spostiamolo di pochi pixel sulla sinistra e poi applichiamo anche qui la nostra maschera. Il risultato sarà una piccola differenza tra l’immagine che si vede attraverso il vetro e quella che si vede attraverso il buco, con un effetto quasi di lente ai margini del vetro rotto. L’immagine in questo intervento è troppo piccola per dare il reale effetto visivo, ma se ci cliccate sopra potrete vederla in dimensioni più accettabili (fate caso alle labbra).

Naturalmente anche l’immagine ingrandita ha dei limiti perché non ho voluto appesantire il caricamento, ma l’originale è senza dubbio di maggior impatto.

Riassumendo, l’ordine dei layer, a partire dall’alto, sarà:

  • Cornice
  • Rotture
  • Riflesso (con maschera)
  • Colore del vetro (con maschera)
  • Immagine spostata (con maschera)
  • Immagine base

Spero con questo di aver soddisfatto la richiesta di Kriptex. Eventualmente sono disponibile, per lui e per gli altri, a integrare questo intervento nei punti che dovessero essere troppo confusi.