Sguardi

Da grande voglio diventare youtuber. 😎

Cominciamo da ciò che conosco meglio 😉

della Vita di un gentiluomo che ambiva a divenir pittore

Io mi diletto a scimmiottare i grandi pittori, come si sa. E, ogni tanto, pubblico qui i miei lavoretti. Nonostante non abbia frequentato nessuna scuola artistica, cerco di dare qualche dritta tecnica; non perché ne abbia titolo, ma per cercare di stimolare quanti hanno la stessa passione o quanti magari non ce l’hanno ancora.

Purtroppo, o per fortuna, il Vasari non mi ha ancora inserito nel suo famoso trattato delle Vite de’ più eccellenti pittori, scultori e architettori italiani, da Cimabue insino a’ tempi nostri

Quindi ho pensato bene di colmare questa lacuna.

Come Picasso ha avuto il suo periodo rosa e quello azzurro, anche io ho avuto i miei periodi, modestamente.
Io li dividerei così: primo periodo (o dell’infanzia); intermezzo (o del chissenefrega); secondo periodo (o della lenta, lenta, lenta, ma tanto lenta evoluzione).

Il periodo dell’infanzia ha un inizio ben preciso. Con un minimo di ricerca storica si potrebbe addirittura indicare la data esatta.
Era l’ultimo giorno di scuola della prima elementare quando la maestra, nell’accomiatare i bambini, fece dono al pargolo di una scatola di acquerelli.
Purtroppo i biografi non ci dicono quali meriti avesse avuto il nostro soggetto nell’anno scolastico appena trascorso da meritarsi una tale attenzione. Di lui non ci è pervenuto niente di quel periodo. L’unica traccia la ritroviamo nella copertina di un album di disegno (successivo di oltre cinque anni) dove il maestro ha schizzato a memoria un esempio delle sue capacità di allora.

Riproduzione tarda dello stile figurativo mostrato nel primo anno scolastico dall'autore

Riproduzione tarda dello stile figurativo mostrato nel primo anno scolastico dall’autore

Fu quello il punto di svolta di una resistibilissima (e resistita) ascesa. Da lì cominciarono i guai.

I suoi genitori si impegnarono subito a rovinargli la vita e la carriera. Non solo gli imposero di dipingere quando gli amici erano liberi invece di andarsene a giocare, ma gli dicevano anche come doveva dipingere, inconsapevoli di non aver la minima idea di come si facesse.

Il primo dipinto ufficiale, eseguito si presume pochi giorni dopo l’inizio delle vacanze scolastiche, con l’apertura emozionante della scatola di acquerelli, è fortunatamente giunto fino a noi.

Primo dipinto assoluto

Primo dipinto assoluto – età 6 anni ca.

Qui si vedono chiaramente le tracce di quanto esposto in precedenza.
Nell’angolo in basso a destra si può notare un ripensamento (forzato) del maestro. Al momento della stesura ad acquerello del mare, il genitore interveniva e imponeva la cancellazione del già fatto per sostituire il mare con più sobrie ondine a matita colorata. Scorno e pianto: ma come? Devo imparare a usare l’acquerello e per farlo uso le matite colorate?! Ma tanto fu. Poi si chiamerà tecnica mista.

Questo periodo durò circa quattro anni e, dal mio privilegiato punto di osservazione, posso dire che quattro anni dopo non si notano segni evidenti di evoluzione. In pratica, con la tecnica di insegnamento parentale, a 11 anni dipingevo come a 7 (o viceversa).

Con l’inserimento nella scuola media, e il conseguente insegnamento artistico incorporato, viene mollata la presa da parte della famiglia. Il maestro si sente finalmente libero e decide in piena consapevolezza di entrare nel periodo del “non me ne frega più niente” e i risultati si vedono subito in una delle prime opere del nuovo corso.

L'affondamento del Titanic - Esercizio in prima media a seguito del quale lo Stato chiese la restituzione della scatola di acquerelli

L’affondamento del Titanic – Esercizio in prima media a seguito del quale la Scuola chiese la restituzione della scatola di acquerelli

Questo periodo fu caratterizzato principalmente da ricerche grafiche che si esplicitavano essenzialmente in disegni a matita, carboncino o penna, detti scarabocchi.

La svolta che porterà al secondo periodo, e che dura tutt’ora, avvenne grazie all’influenza di colei che era ritenuta la meno dotata della famiglia. La sorella, che un giorno, diversi anni dopo, decise di comprarsi dei colori ad olio e iniziare una propria carriera autonoma come pittrice (di cui, però si sono perse le tracce).
Incuriosito dai risultati che il nuovo mezzo permetteva rispetto alle matite, il maestro tentò anche lui questa via e poco dopo vide la luce il suo primo dipinto ad olio in assoluto.

Il mio primo dipinto ad olio  :'(

Il mio primo dipinto ad olio 😥

Questo dipinto, pur così vecchio, è potuto arrivare fino a noi perché si trova sul retro di un altro dipinto, in quanto la tela è stata rivoltata e riutilizzata (nella foto si intravede distintamente il retro del telaio).

Quanti fossero interessati alla produzione successiva dell’autore possono sempre farsi un giro su questo blog 😉

Come vendere le tue opere d’arte senza diventare evasore fiscale

Dipingi da un pò di tempo e parenti, amici e conoscenti chiedono di acquistare una tua opera ma mille dubbi ti assalgono: devo rilasciare una ricevuta? Serve una partita IVA? Devo segnalare le mie opere alla SIAE per tutelare i miei diritti di autore? Devo essere iscritto in uno speciale registro o categoria commerciale?

Se ti stai chiedendo come gestire la compravendita senza infrangere la legge in quest’articolo cercherò di chiarire tutti gli aspetti legali affinchè tu possa vendere le tue opere con la sicurezza di non diventare un evasore fiscale.

Leggi l’articolo completo: http://www.disegnoepittura.it/vendere-opere-darte-senza-diventare-evasori-fiscali/

Come fotografare correttamente i dipinti

Chi si è cimentato nel tentativo di fotografare un dipinto sa che è un’impresa tutt’altro che banale. Soprattutto nel caso di dipinti vecchi o antichi, la vernice o il vetro impediscono una fotografia frontale a causa dei riflessi naturali o, peggio ancora, quelli causati dal flash che spesso rendono l’immagine inutilizzabile. D’altra parte spostarsi leggermente di lato non risolve praticamente mai il problema. Bisogna spostarsi “molto” di lato, ma così facendo si introduce una grande distorsione prospettica (che comunque è sempre preferibile ad un riflesso) senza contare il fatto che così facendo entra nell’inquadratura anche una parte dell’ambiente circostante, spesso non gradita.

Esiste però un modo per risolvere tutti questi problemi in maniera ottimale.

La prima cosa da fare è portare il dipinto in un ambiente molto luminoso e con luce naturale diffusa. L’ideale sarebbe all’esterno all’ombra.

Bisogna poi misurare accuratamente il dipinto. Se si vuole mostrare anche la cornice dobbiamo prendere larghezza e altezza della cornice, altrimenti solo larghezza e altezza del dipinto dentro la cornice.

Armati preferibilmente di cavalletto posizioniamoci rispetto al quadro in modo tale da evitare i riflessi e disattiviamo il flash. Un filtro polarizzatore (magari recuperato dalla vecchia reflex e tenuto a mano libera davanti alla digitale) può essere di aiuto, ma senza aspettarsi miracoli, soprattutto in presenza di un vetro protettivo.
Con lo zoom inquadriamo il dipinto al massimo così da escludere dall’inquadratura la maggior parte possibile dell’ambiente. Nell’esempio qui sotto ho preso un mio vecchio lavoro un po’ rovinato e l’ho appoggiato su una traversa di uno scurone di finestra.

Fotografia originale

Fotografia originale

Le dimensioni di questa tavoletta sono 19,8cm x 30cm. A queste grandezze è sufficiente una macchina fotografica da 4 megapixels, ma per quadri più grandi bisogna utilizzare macchine più performanti. Ricordiamoci che il numero di megapixels non è necessariamente legato alla qualità della foto. La differenza la fa l’obbiettivo, quindi il telefonino sarebbe da scartare, ma in mancanza di meglio si può sempre fare una prova.
La macchina da me utilizzata in questo caso è una vecchia Powershot G1 da 3.3 megapixels.

Una volta scattata la foto dobbiamo passare a Photoshop.

Se andiamo a vedere le dimensioni dell’immagine noteremo che le stesse, alla voce Dimensioni documento, vengono indicate in cm.

Dimensioni in cm

Dimensioni in cm

Si nota subito che qui siamo al limite, infatti l’altezza è inferiore all’originale. Questo vuol dire che alla fine avremo un leggero degrado dell’immagine, ma non sarà così rilevante.

Il passo successivo è ritagliare l’immagine in modo da escludere tutto ciò che non si deve vedere.

Per fare questo ci aiuteremo con le guide posizionandole a definire ogni spigolo:

Allineamento guide

Allineamento guide – Le guide si incrociano in corrispondenza degli spigoli

Utilizzando lo zoom facciamo coincidere con la maggior precisione possibile l’incrocio di ogni coppia di guide con il relativo spigolo del dipinto:

spigoli

Allineamento guide negli spigoli

Sinceriamoci di avere attivato l’Effetto calamita sulle guide e poi con lo strumento Taglierina definiamo l’area attorno al dipinto, attiviamo il flag Prospettiva e spostiamo i quattro angoli della Taglierina in corrispondenza dei quattro spigoli.

Correzione prospettica del taglierino

Correzione prospettica del taglierino

Una volta effettuato il ritaglio avremo il nostro dipinto perfettamente inquadrato. Lo strumento Taglierina però si limita a rendere ortogonali i vertici senza preoccuparsi delle reali proporzioni, quindi dovremo procedere manualmente ad eventuali correzioni. Col menu Immagine->Dimensione immagine… –>Dimensioni documento introdurremo le reali dimensioni in cm del dipinto in larghezza ed in altezza. In questo modo saremo sicuri che le proporzioni finali saranno perfette. Ricordiamoci però di togliere la spunta all’opzione Mantieni proporzioni prima di procedere.

Ridimensionamento immagine

Ridimensionamento immagine

Questa operazione naturalmente introduce una qualche forma di degrado dell’immagine originale (stiramento o compressione). Se proprio si vuole ridurre al minimo questo effetto si può ricorrere alla proporzionalità invece che alla misura assoluta. In Dimensioni documento si può intervenire su uno solo dei parametri (altezza o larghezza) in modo tale che abbia lo stesso rapporto con l’altro come nel dipinto originale pur senza averne la stessa misura (il classico a:b=a’:b’ oppure a:a’=b:b’).

Per chi volesse approfondire l’utilizzo dello strumento Taglierina per le correzioni prospettiche, rimando al mio post Raddrizzare la prospettiva.

Rimane a questo punto solo da intervenire sui colori. Purtroppo in questo caso dobbiamo accettare più di un compromesso perché le macchine digitali sono ben lontane dalla resa fedele dei colori. In più noi vediamo i colori attraverso un monitor che funziona esattamente al contrario di come un vero dipinto si mostra a noi (luce diretta contro luce riflessa). Dobbiamo quindi fidarci del nostro monitor, dei nostri occhi e del metodo utilizzato. Come metodo suggerisco quello esposto in Come ravvivare i colori nelle nostre fotografie, mentre per eventuali ritocchi tesi ad eliminare piccole macchie, abrasioni o graffi rimando al mio altro post Come eliminare graffi e polvere dalle fotografie.

Alla fine il risultato è questo:

Fotografia finale

Fotografia finale

… con relativo dettaglio:

dettaglio

Dettaglio del dipinto dopo le correzioni