Luciano Nezzo – A toothdrawer concealing the key from the patient (c.1885)

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Francesca

Inizio ora un nuovo processo pittorico dedicato alla Sardegna e ai suoi costumi tipici.
Lo spunto me lo ha dato un fotografo di Orgosolo, Pauleddu, che possiede un archivio sterminato di fotografie tra cui ho trovato quella che mi ha ispirato, tanto da sentire impellente il bisogno di rimettere mano ai pennelli.

La mia pausa forzata del Covid si è fatta sentire pesantemente anche (e soprattutto, direi) a livello mentale, con conseguente perdita di entusiasmo anche in quella che è sempre stata la mia passione primaria: la pittura.

Dopo un timido tentativo di rientro col disegno di Benedetta, mi sono poi rivolto ad altre cose e a cercare ispirazione nel tempo libero tra le varie fotografie che i social mi suggerivano. Fino a quando non mi è apparsa Francesca di Orgosolo in tutto il suo fascino irresistibile.

A proposito di questa modella, devo dire che l’avevo già adocchiata da diverso tempo ed era presente un po’ in tutti gli album dei fotografi della Sardegna. Non a caso evidentemente (a dire il vero le modelle che tenevo d’occhio erano due – e per la seconda non escludo di farci un pensiero concreto più avanti), ma la fotografia di Pauleddu di Orgosolo aveva quel qualche cosa in più che mi ha fatto decidere. Pauleddu non ha avuto nessuna remora a lasciarmi libero accesso anche per il futuro al suo archivio (così come a suo tempo Mariano Munzittu, il fotografo di Benedetta) e si è speso con grande gentilezza ad aiutarmi a superare gli ultimi ostacoli. Spero quindi di rendere giustizia al suo occhio e alla bellezza di Francesca.

Cominciamo, come al solito, dal disegno preparatorio.

Qui, per la prima volta, invece della tela utilizzo un pannello in schiuma di 30x45cm, che in genere viene utilizzato per stampe fotografiche. Mi hanno incuriosito la leggerezza e la rigidità di questo supporto e, siccome mi piace sperimentare (e complicarmi la vita) ho optato per questa soluzione. Nel pannello era già presente una fotografia di Urbino che però si era rovinata irreparabilmente e non sapevo che farci.

Siccome il problema, da un punto di vista pittorico, di questi pannelli è che sono troppo lisci (e in più era presente una emulsione fotografica che non sapevo come avrebbe reagito coi colori) ho deciso come prima cosa di scartavetrare il pannello per dargli un po’ di ruvidezza e poi ci sono passato con un paio di mani di acrilico bianco, ottenendo un fondo accettabile.

La procedura per iniziare è quella già descritta diverse volte in questo blog.
Ho disegnato prima un reticolo di riferimento e poi con una matita piuttosto morbida ho iniziato a tracciare il disegno della figura.
In questa fase l’accuratezza del disegno è principalmente indirizzata alle giuste proporzioni e non alla valenza artistica dello stesso (insomma il disegno alla fine fa schifo, ma mi serve per procedere col minimo di pentimenti nella resa del dipinto).

Francesca – Disegno preparatorio

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