Monna Francesca – grisaille

Sono arrivato al punto di svolta del mio nuovo dipinto ovale. Ho terminato la grisaglia.
Ho cercato di impormi quella grande pazienza che solitamente non ho. In genere la grisaille (o grisaglia) io non la porto mai ad un livello di finitezza, in quanto tendo ad usarla solo come linea guida per i volumi e quindi la lascio generalmente ad uno stadio abbastanza grossolano.

grisaglia - avanzamento

grisaglia – avanzamento

Per capirci, uno stadio come quello dell’immagine qui sopra un tempo non l’avrei mai raggiunto perché avrei avuto già abbastanza informazioni su come procedere. Questa volta invece mi sono dato l’obbiettivo di finire la versione monocroma per cercare di colorare esclusivamente con velature. Sicuramente non mi riuscirà e dovrò intervenire anche col colore coprente, però voglio sperimentare anche questa.

Questa che segue è la grisaglia praticamente terminata (in realtà dal momento in cui ho scattato la foto ad ora, sono intervenuto ancora con minime correzioni).

grisaglia terminata

grisaglia terminata

Come si vede ci sono alcune parti dove appare ancora il colore dello sfondo originale. Questo perché prevedo in quelle zone un colore finale dorato e il grigio non mi aiuterebbe.

Oggi però non posso lavorare coi colori; il cielo è plumbeo, grandina, piove , insomma, non c’è la luce che mi serve. E non si prevede il sereno per alcuni giorni. 😦
Nel frattempo posso pensare alle prossime tele ovali perché, oltre alla quarta piccolina che mi è rimasta, ne è sbucata fuori un’altra intermedia di 18×24 cm. 😮
Mi sa che in quel cassetto c’è una fabbrica di tele ovali. 😕


Rif:
Monna Francesca
Monna Francesca – secondo giorno

Monna Francesca – secondo giorno

Come ho detto ieri, voglio una versione monocroma finita, perciò mi sto concentrando sulle sfumature e questo non mi permette un procedere veloce.
Però è rilassante non doversi preoccupare dei colori col vantaggio, per quanti come me tendono ad essere lucidi solo verso sera, che si può lavorare senza problemi anche con la luce artificiale.

Prosecuzione abbozzo

Prosecuzione abbozzo


Rif: Monna Francesca

Monna Francesca

Come detto in precedenti post ho trovato quattro piccole tele ovali abbandonate da anni in un cassetto. Così ho deciso di farci quattro piccoli ritratti, viste le minuscole dimensioni (13x18cm).
Nella prima ho fatto una madonnina (Madonna), nella seconda e nella terza due ritratti (Ritratto di donna e Ritratto di ragazza). Adesso salta fuori che di tele abbandonate ovali non ce ne erano solo quattro 😮 Ce n’è una quinta, che è un po’ più grande (24x30cm).
È saltata fuori proprio mentre rovistavo, tra riviste e vecchi libri fotografici, alla ricerca di un soggetto per la quarta tela.

Non  è una vera e propria tela, ma un pannello telato su cui avevo già portato fino ad un discreto compimento un vecchio ritratto mai terminato. A guardarlo con gli occhi di adesso capisco come mai l’ho abbandonato: era proprio brutto. 😦
La particolarità di questa tela però è che è dotata di cornice. Una cornice piuttosto vecchia (senza sbilanciarmi a dire che è antica) comprata a suo tempo in un mercatino.
Siccome sono a corto di cornici ovali mi ci è voluto poco a convincermi che era urgente terminare quel dipinto.

L’ho guardato. L’ho riguardato. Poi gli ho passato sopra una mano spessa di colore. 😈
Meglio ripartire da zero che cercare di correggerlo.

Ritrovata l’immagine di riferimento originale ho iniziato col disegnare a matita il soggetto direttamente sulla tela.

Disegno preparatorio

Disegno preparatorio

Per il disegno ho usato una matita 6B tenendola molto leggera. Questo mi ha permesso di avere un segno sufficientemente nitido senza rischiare tuttavia di incidere la superfice della tela e dandomi anche la possibilità di abbozzare i volumi in maniera abbastanza morbida.

Siccome il soggetto, come si può dedurre dal titolo e dal costume, è rinascimentale, cercherò di adottare una tecnica adeguata fatta di velature e sfregazzi.
Ho cominciato quindi a dipingere in monocromo utilizzando solo bianco di titanio e nero di vite. Il mio obbiettivo è farne una versione monocroma estremamente rifinita, per poi colorare solo con velature. Per questo motivo cercherò di tenere il tono complessivo più chiaro del normale in quanto saranno le velature successive ad abbassare i toni scuri.

Per oggi sono arrivato qui:

Inizio abbozzo monocromo

Inizio abbozzo monocromo

p.s. Il titolo non ha nessun riferimento alla Monna Lisa, perciò non ci sarà nessun sorriso 😛


Rif: Monna Francesca – secondo giorno

Ritratto di ragazza – abbozzo

È ora di passare alla terza tela ovale che mi sono ritrovato tra le mani rovistando nei più reconditi luoghi della mia stanza.
Come già detto nel precedente post Ritratto di donna ho trovato queste tre piccole tele abbandonate e ho deciso di sfruttarle. In realtà le tele sono quattro, ma in una avevo già dipinto un mini paesaggio che più lo guardo e più mi convinco che non avrà lunga vita.
In ogni caso per il momento mi occupo della terza tela.

Nei due precedenti dipinti (l’altro è la Madonna che ho dipinto per prima), prima di iniziare, avevo passato una mano di colore grigiastro, sia per non lavorare direttamente sulla tela bianca, sia per smussare la trama della tela che era troppo grossa. Ho fatto la stessa cosa con questa, però l’esperienza già fatta mi ha suggerito di lisciare ulteriormente la tela con una ulteriore passata di colore.
Io amo vedere la trama della tela nei dipinti, però quando è troppo grossolana, in un quadretto così piccolo, può diventare fastidiosa nell’esecuzione.

In questo soggetto ho deciso di saltare la parte monocromatica e passare direttamente dal disegno al colore.

Ritratto di ragazza - disegno preparatorio

Ritratto di ragazza – disegno preparatorio

La bordura scura che si vede sopra al segno della matita è solo un effetto causato dai riflessi della luce dove ho passato un medium siccativo trasparente per impedire alla grafite di sporcarmi i colori. Questo ieri.

Oggi pomeriggio ho cominciato a colorare.

Ritratto di ragazza - abbozzo

Ritratto di ragazza – abbozzo

Ad essere sincero la mia idea originale sarebbe stata quella di fare un ritratto un po’ caravaggesco, con ombre profonde e colori caldi, però l’impatto cromatico di questo abbozzo non mi dispiace per niente e credo proprio che non mi discosterò molto da questa impostazione nella versione finale.
Domani.

Rif: Ritratto di ragazza

Ritratto in rosa – il traguardo si avvicina

Sono un po’ deluso 😦
Non del dipinto, che ormai si avvicina alla fine, quanto della resa della macchina fotografica. 👿

Ero intenzionato a mostrare altre due fasi di pittura, dove ho cominciato a rifinire un po’ tutto, ma al momento di comparare le due immagini ho scoperto con disappunto che differivano fra loro più per la resa fotografica che per le reali differenze pittoriche. 😯 Insomma le dominanti cromatiche introdotte dalla macchina digitale erano tali da vanificare ogni tentativo di mostrare le differenze sottili di colore che c’erano tra una versione e quella successiva. 😥

Mi limiterò quindi, a titolo di documentazione, a mostrare solo l’ultimo scatto. Metto però anche le mani avanti dicendo che i colori che si vedono hanno poco da spartire con gli originali. :mrgreen:
Ciò che io vedo in questo momento dal vero è un dipinto piacevole da guardare nei suoi colori, anche se ancora non terminato.
Ciò che mostro sul blog è un facsimile abbastanza fastidioso soprattutto nel colore della veste, ma tant’è. 🙄

Prime rifiniture

A questo punto procederò con variazioni così sottili che sarà inutile pubblicarle (tanto non si vedrebbero comunque).

Mi limiterò quindi in futuro a postare il dipinto finito con la consapevolezza che la macchina fotografica lo mostrerà probabilmente uguale a questo qui. 😐

Aggiornamento:
Siccome che sono tignoso, non mi sono rassegnato all’idea di mostrare la brutta foto di cui sopra. Ho deciso di riprovare a fare una nuova serie di scatti modificando l’illuminazione. Non è che il risultato sia molto meglio in termini di fedeltà, ma come foto mi sembra migliore questa

Rifotografato

La verità sta nel mezzo; capelli, nastro incrociato e marmo della prima foto, incarnato e veste della seconda (anche se il colore della veste è più saturo nella realtà, ma la tinta è quella… per il momento)


Rif:
Ritratto in rosa
Il ritratto in rosa prosegue

Il ritratto in rosa prosegue

La luce di questi giorni non è il massimo per dipingere. 😦
C’è una continua variazione causata dalle nubi che coprono e scoprono il sole; e succede sempre quando sei in un momento cruciale 😥

Ho deciso che acquisterò delle lampadine a risparmio energetico a luce bianca neutra (4000 °K) per ovviare agli inconvenienti delle variazioni di luce. Questo mi permetterà di dipingere anche di sera.

L’avevo già fatto in passato, ma la calda luce delle vecchie lampade ad incandescenza (come quella delle attuali lampade a risparmio energetico da 2700°K) falsava troppo i colori, così che al mattino dopo mi trovavo con delle assurde colorazioni negli incarnati dove invece la minima variazione cromatica va calibrata con grande attenzione.

Intanto, tra una nuvola che va ed una che viene, sono arrivato qui:

Terza stesura

Come avevo preannunciato nel precedente post Ritratto in rosa, ho sostanzialmente lavorato sulla spalla mettendola a nudo. Devo dire che in questo modo la composizione mi sembra più interessante. Mi sembra che il dipinto acquisti più dinamicità e naturalezza.
Dovrò valutare bene questa possibilità. Non devo fare necessariamente una copia fedele dell’originale, non ne sente nessuno il bisogno. Posso benissimo farne una mia versione.

Intanto l’ultimo nuvolone mi dice che la giornata può finire così.

Il giorno dopo (ieri) mi sono impegnato decisamente di più sul viso e sull’incarnato in genere, con gli stessi problemi di luce della giornata precedente.
L’idea di lasciare il braccio scoperto mi convince sempre di più. Dovrò solo trovare un modo convincente per tenere su l’abito nella parte che poggia sul braccio, magari evidenziando che è intrappolato dal nastro sulla spalla.
L’unica cosa che adesso mi dispiace è avere disegnato con la matita le pieghe dell’abito che ora traspaiono sotto la pelle nuda 😦

Quarta stesura

Il prossimo passo sarà la greca sui nastri incrociati. Sicuramente sarà un lavoro certosino, noioso e impegnativo, ma essenziale.

Intanto ho le lampade nuove 🙂

 

Ritratto in rosa

Siccome sono un tipo deciso, ho deciso di soprassedere nel portare a termine il dipinto di Psiche che consola Venere di cui ho parlato nel post Psiche e Venere: quanto manca alla fine?  😳
Questo non significa che non lo terminerò mai più, ma solo che non mi sento pronto a riprendere a freddo un lavoro così impegnativo dopo una lunghissima pausa.
Ho bisogno prima di rifarmi la mano pastrocchiando un po’ con pennelli e colori :mrgreen: ; così, senza ambizioni particolari.
Siccome sono anche un poco tirchio non mi andava proprio di sprecare una tela nuova per una prevedibile crosta e ho deciso di sacrificare un vecchio abbozzo mai terminato che giaceva nella polvere dal lontano 2007. 💡
Questo:

Ritratto in rosa

C’è da dire che anche questo abbozzo sfruttava una piccola tela riciclata (35×40 cm) e non l’ho mai terminato perché, dopo averlo iniziato, mi sono accorto che la composizione non mi piaceva. In realtà ero solo rimasto affascinato dal viso della modella (trovata su internet), ma non avevo valutato appieno il soggetto nella sua interezza. Così l’ho abbandonato, (ma il viso della modella l’ho usato poi come Venere, nel dipinto con Psiche, sia pure in una posa diversa).
La particolarità di questa tela è che sul retro ospita un’altro ritratto abbandonato. Alla fine se qualcuno se la compra fa un affare, tre ritratti al posto di uno. 😀

Naturalmente, per rifarmi la mano, avrei potuto cercare di completare questo dipinto; però avrei incontrato gli stessi problemi. La mia idea invece era quella di cimentarmi su una copia di un maestro.
Siccome per il dipinto di Psiche e Venere mi sono ispirato a John William Godward ho deciso di fare una copia del suo dipinto A Grecian Lovely.

John William Godward - A Grecian Lovely

Chi ha seguito l’evoluzione di Psiche e Venere si sarà già accorto che non l’ho scelto a caso, essendo questo il profilo (rovesciato) utilizzato per Psiche; quale dipinto migliore per rifarmi la mano in previsione dell’altro? 😉

Il problema principale a questo punto è fare in modo di coprire il vecchio abbozzo e, per il mio modo di dipingere, non è molto semplice. Io lavoro essenzialmente per trasparenze e questa tecnica mi torna utile per mantenere la vecchia intonazione cromatica, che si adatta al nuovo soggetto, ma la difficoltà sta nel nascondere il vecchio disegno senza appesantire il dipinto con colore a corpo. 😕

Inizio dedicandovi un paio d’ore usando sostanzialmente solo bianco e terra d’ombra:

Prima stesura

Poi devo abbandonare perché il colore non “aggrappa” più e il pennello me lo asporta invece di stenderlo. Devo aspettare che asciughi. Come si nota è ancora in evidenza il disegno sottostante.

Il giorno dopo, a colore asciutto, vi dedico una mezza giornata allargando un po’ la tavolozza (nel senso che aggiungo più colori, non che la stiro da tutte le parti 🙄 ):

Seconda stesura

Il vecchio viso è ormai scomparso sotto il nuovo colore; si intravedono ancora una parte della fronte (all’interno dei capelli) e soprattutto le mani, mentre la spalla è ormai una indistinta macchia di colore nello sfondo. Ho riportato anche a matita le principali linee di piega dell’abito.
Siccome l’abito stesso è impostato sulle trasparenze prevedo delle difficoltà nell’esecuzione. Credo che la soluzione migliore sia dipingere prima l’incarnato, come fosse un nudo,  fino a coprire i segni delle mani, e poi eseguire l’abito in trasparenza. Tra parentesi, non era raro tra i preraffaelliti (ai quali Godward era vicino) fare prima le figure nude con estrema precisione e solo successivamente drappeggiarle.

Farò così anch’io, domani ci provo. Per intanto pubblico.