A volo di uccello II

Maps

o sviluppo delle mappe su internet prosegue inarrestabile e con una velocità sorprendente.

Anche Yahoo!, come segnalato da Michele, si è buttato nella mischia ed offre un servizio analogo a quello di Google Maps e Local Live: Yahoo!maps.

Ognuno di questi sistemi punta a peculiarità proprie che possano attirare gli utenti.
Live sembra fare molto affidamento sulla visuale a volo di uccello di cui avevo già parlato a suo tempo nel post A volo di uccello.
Approccio certamente interessante, ma che aveva il difetto di coprire solo pochissime città italiane (meno di una decina).
Ora le cose si fanno molto più interessanti perché in un tempo sorprendentemente breve il numero delle città italiane coperte da questa visuale è enormemente aumentato.

Sicuro di fare cosa gradita pubblico l’elenco completo ad oggi delle città interessate.

Naturalmente Urbino non c’è (alla faccia del patrimonio dell’umanità), ma ci sono già Pesaro e Fano e non dispero che al prossimo aggiornamento si ricordino anche di noi.

Nel frattempo questa è la lista:

Alessandria
Ancona
Arezzo
Ascoli Piceno
Asti
Bari
Benevento
Bergamo
Bologna
Brescia
Brindisi
Campobasso
Carpi
Catania
Catanzaro
Cesena
Chieti
Chioggia
Cosenza
Cremona
Crotone
Faenza
Fano
Ferrara
Firenze
Foggia
Forli
Genova
Grosseto
Guidonia
Imola
Latina
Lecce
Livorno
Lodi
Lucca
Mantova
Massa-Carrara
Matera
Mestre
Milano
Milano periferia
Modena
Moncalieri
Monza
Padova
Palermo
Parma
Pavia
Perugia
Pesaro
Pescara
Piacenza
Pisa
Pistoia
Pordenone
Prato
Ravenna
Reggio Calabria
Reggio Emilia
Rimini
Rivoli
Roma
Rovigo
Salerno
Sassari
Savona
Siena
Taranto
Teramo
Terni
Tivoli
Torino
Trento
Treviso
Udine
Venezia
Vercelli
Viareggio
Vicenza
Vigevano
Viterbo

Lo so, ne mancano ancora molte, ma la velocità di aggiornamento sembra promettente. 

Buon volo, ma andate piano… oh, beh, non troppo piano però. Quando si vola non è proprio consigliata la lentezza.

 

MapLib

l mondo del blog Live è caratterizzato da un numero esorbitante di immagini, nonostante lo sforzo fatto dai programmatori per renderci la vita difficile; dai numerosi problemi nel caricamento foto nell’album  a un sistema di inserimento immagini nei post veramente incomprensibile (chi usa le piccole icone in calce agli interventi?).

Nonostante questo i post sono pieni di foto, disegni e glitter spesso ai limiti del masochismo; tantissime immagini che potrebbero essere contenute in poche decine di migliaia di byte sono presentate spesso con un peso che va dalle 10 alle 100 volte maggiore.
Ma non è di questo che voglio parlare. Se siete interessati a ridurre il peso delle vostre foto fate riferimento al mio post Salvare immagini per il web.

Molte delle immagini utilizzate sono scovate su internet, magari senza troppa preoccupazione per i diritti del legittimo proprietario. Altre immagini sono invece il prodotto originale di artisti più o meno talentuosi, ma tutti innamorati delle proprie opere e giustamente desiderosi di mostrarle in tutto il loro splendore nel proprio blog.
E tutti alle prese col pericolo di furto.

Le soluzioni adottate sono le più svariate, dall’inserimento di minacciosi messaggi rivolti ai possibili trafugatori , all’inserimento di watermark, alla riduzione dell’immagine ai minimi termini. Senza contare le preoccupazioni causate da immagini troppo grandi che inducono i visitatori a rinunciare a causa del troppo tempo impiegato nel caricamento.
Oppure i limiti imposti dal layout del blog, per non parlare di quelli imposti dall’album.

Ma come fare a mostrare una immagine in tutti i minimi dettagli senza rischiare che ci venga rubata e senza appesantire il caricamento?

Ci pensa MapLib.net.

Utilizzando la tecnologia di Google Maps è possibile mostrare immagini gigantesche visualizzandole progressivamente, alla stessa stregua di una mappa di Google. 

MapLib.net trasforma qualunque immagine, fino a 6000*6000 pixel, in una Google Map personale e la rende ingrandibile e navigabile, con una incredibile esperienza visiva, in pochi passi veramente semplici.
Dopo aver caricato la propria immagine gigante sul server di MapLib.net si aggiungono titolo, descrizione e copyright. Si possono anche inserire annotazioni direttamente nell’immagine tramite dei marcatori; infine si può inserire il tutto nelle proprie pagina web o nel blog (esclusivamente nel gadget HTML sandbox) utilizzando il codice fornito.

Usando MapLib.net si può:

  • Creare immediatamente mappe geografiche come Mappe di Google
  • Mostrare grandi fotografie con possibilità di ingrandimento e spostamento
  • Mostrare prodotti con annotazioni del proprietario o costruttore
  • Condividere le proprie immagini coi visitatori lasciandoli liberi di inserire le proprie note o commenti

Un esempio concreto di maplib lo potete vedere nella mia HTML sandbox. Non ho usato i marcatori perché non importanti in questo tipo di immagine, ma avrei potuto per esempio inserire i link che vedete in calce direttamente su dettagli del dipinto se avessi voluto (e se avessero avuto un senso).

Ovviamente su MapLib.net si ha a disposizione una propria area dove mettere quante immagini vogliamo e a cui indirizzare quanti fossero interessati a vedere da vicino i nostri lavori.

Naturalmente è necessaria la registrazione, ma è gratuita.


A volo di uccello

Poco tempo fa ho dovuto recarmi a Pisa, città mai vista prima. Dovevo essere a una certa ora in un punto determinato.
Non ritenendo opportuno acquistare solo per l’occasione un navigatore satellitare, ho deciso di mettere alla prova la potenza di Google Earth per vedere fino a che punto poteva essermi di aiuto a guidarmi all’interno della città.

Devo dire che ne ho riportato una impressione molto favorevole. Quasi tutta la città è in alta risoluzione e ho potuto così ripercorrere virtualmente le strade che avrei dovuto fare nella realtà.
E’ stata un’esperienza entusiasmante vedere i posti prima di raggiungerli. Un conto è memorizzare una mappa stradale, ben altro è memorizzare i luoghi visti, sia pure dall’alto.

Per poter avere un punto di vista più vicino alla realtà ho utilizzato l’opzione di Google Earth che permette di inclinare la telecamera virtuale in modo da avere una visuale cosiddetta a volo di uccello, e in quel modo ho scorazzato avanti e indietro lungo il mio percorso, tenendo nota di ogni palazzo, rotonda o bivio. Sono riuscito così addirittura ad avere anche la percezione dei sensi unici.
Alla fine mi sentivo un cittadino di Pisa a tutti gli effetti, avrei potuto andare ovunque senza timori. Sentivo che la città era nelle mie mani. 😎

Infatti appena arrivato mi sono perso subito. 😳

Il problema è che l’unico punto di Pisa in bassa risoluzione, che quindi non ho potuto studiare a fondo, è proprio il punto di ingresso in città. Sbagliato quello, è stato fin troppo facile sbagliare tutto il resto. E il buio che è arrivato subito (era di pomeriggio tardi) ha contribuito da par suo. Ok, ok! Anch’io sono imbranato da par mio. 😕

Nonostante questo, il ritardo all’appuntamento è stato di appena una decina di minuti (in realtà ho gironzolato per oltre un’ora ). Chi mi ha salvato è stato proprio un flash-back di Google Earth; ho riconosciuto uno spiazzo che avevo visto a volo di uccello! Mi sono sentito a casa mia e sono andato (quasi) sicuro alla meta.

Fissato un punto il resto è stato proprio come me lo ero immaginato; nonostante il buio ho trovato facilmente l’albergo e il giorno successivo ho potuto inoltrarmi senza problemi nell’area in bassa risoluzione e tornare da dove ero venuto.

Probabilmente impietosita dalla mia magra figura (e non parlo del mio fisico 😦 ), pochi giorni dopo, mamma Microsoft ha deciso di introdurre la vista a volo di uccello tra le caratteristiche del suo Virtual Earth. Però non nella direzione seguita da Google Earth, ma aggiungendo alle sue mappe un collage di foto aeree a bassa quota delle città.
Le città italiane interessate alla cosa sono attualmente solo 7 e una di queste è (ma và?!) Pisa. Compresa l’area in bassa risoluzione di Google! 👿
Le altre sono Torino, Venezia, Bologna, Firenze, Siena e Roma.

Di fronte a questa opzione sono rimasto letteralmente senza fiato. 😮

 Un incrocio con Google Earth

 Lo stesso incrocio con Virtual Earth

A parte il dettaglio che permette di distinguere le singole persone e la qualità eccezionale delle immagini, non c’è soltanto un punto di vista prospettico, ma ce ne sono ben quattro. Uno per ogni punto cardinale. Il che vuol dire che se guardiamo un’area da Nord oppure da Ovest avremo immagini sempre correttamente allineate, come si può vedere dalle immagini seguenti.

 La torre vista da Sud

 La torre vista da Est

Siccome le quattro direzioni sono fisse, ci vuole un po’ a orientarsi all’inizio, ma poi si procede spediti (almeno compatibilmente con la velocità della propria linea).

E’ tale la potenza di questo approccio che mi ha permesso di ricostruire a posteriori tutti gli errori fatti (sui quali stendiamo un velo pietoso 😳 ) e a ritrovare, anche con un po’ di sorpresa, tutti i punti dove inavvertitamente ero passato quando ormai era notte. 😥

Messa così il confronto tra i due sistemi sembra impietoso, però, superata la fascinazione delle belle immagini di Virtual Earth, Google Earth rimane a mio giudizio più adatto per una navigazione simil-satellitare. Il volo d’uccello è più fluido e seguire un percorso è più facile grazie alla cloche virtuale, soprattutto se si parte dall’altra parte d’Italia. Virtual Earth rimane confinato alle città che sono ancora troppo poche, soprattutto nel nostro paese.

Però non è che in Italia si stia solo alla finestra. Qualcuno che nel suo piccolo cerca di confrontarsi con queste potenze internettiane c’è.
Infatti la regione Sardegna ha realizzato Sardegna3D, un programma simile a Google Earth (e quindi va scaricato sul proprio computer) che permette di visitare in alta definizione tutta questa magnifica isola, con la possibilità di scegliersi con estrema precisione il luogo delle prossime vacanze. Ovviamente il tutto può avvenire a volo d’uccello. 😉

Anche chi non ha un debole per quest’isola come ce l’ho io (ma chi non ce l’ha?), troverà affascinante questa possibilità di visitarla.


Google Earth e gli altri

a possibilità di vedere il nostro pianeta in alta risoluzione è stata resa popolare da Google Earth, ma non è questo l’unico strumento sulla piazza. Questa possibilità era già offerta da diversi siti di cartografia e foto aeree, compreso lo stesso Google col suo Google Maps seguito poi da MS con l’ex Virtual Earth, oggi Windows Live Local.
La novità di Google è stata quella di prevedere un software specifico, da scaricare sul proprio PC, che sostituisse il browser classico nella navigazione. Google Earth per l’appunto.
Anche qui però Google non è solo perché un programma simile lo fornisce gratuitamente anche la NASA. Si tratta di World Wind.
 
Mentre Google Earth è sostanzialmente un sofisticato motore di ricerca, World Wind è più orientato all’aspetto scientifico. Le funzionalità quindi dei due strumenti sono diverse e si possono perciò integrare utilizzandoli entrambi, in attesa di una eventuale, e non impossibile, fusione.
Worl Wind, tra le varie caratteristiche che lo distinguono dal concorrente, ha la possibilità di visualizzare anche la mappatura di altri corpi del nostro sistema solare, come Marte, Venere, Giove e i suoi satelliti principali e la Luna, semplicemente scegliendo la relativa opzione dal menu.
Oltre, naturalmente trattandosi della NASA, alla possibilità di dare uno sguardo ravvicinato a moltissime galassie.
Sul fronte Luna però c’è un altro protagonista, già conosciuto dagli astronomi dilettanti (anche per la sua integrazione con Cartes du ciel) e si tratta di Virtual Moon Atlas.
 
Quest’ultimo è un programma veramente mastodontico per il download, infatti si tratta di scaricare oltre 360 Mb per il programma e altre decine e decine di Mb per le immagini; infatti a differenza degli altri, anche se l’interfaccia è simile, Virtual Moon Atlas non visualizza le immagini in tempo reale on-line, con risoluzione sempre migliore mano a mano che si ingrandisce un’area, ma mostra le immagini che già contiene nella propria libreria e che perciò risiedono sul computer di chi lo utilizza.
 
La NASA comunque, nel sito di World Wind, fornisce gratuitamente anche altre chicche, la più interessante delle quali è senz’altro Virtual Lab. Un programma anche questo non leggerissimo (125 Mb contro i 60 Mb di World Wind) che utilizza la stessa tecnica di visualizzazione on-line a seconda del livello di zoom per mostrarci l’altra parte del nostro mondo, quella microscopica.
Infatti attraverso un microscopio virtuale (in realtà sono due) ci permette di vedere affascinanti ingrandimenti riservati fino ad oggi solo ai ricercatori di laboratorio.

 
Ovviamente questi sono tutti programmi che richiedono linea veloce e computer potenti con buone schede grafiche. Chi ha un computer solo decente e una linea lenta, può comunque provarci per valutare se valga la pena di pagare un piccolo prezzo in prestazioni per poter dare un’occhiata.
 
 

Alta risoluzione in Google Earth

Una delle delusioni più grandi che coglie un neo utente di Google Earth è l’impossibilità di vedere in alta risoluzione la propria casa, mentre altri lo possono fare.
Molti, quando cercano di zoomare sulla propria area oltre un certo limite, vedono solo macchie di colore verde e bruno tutte sfuocate. Al posto di tetti, strade e auto.
Il fatto è facilmente spiegabile. Non tutta la superficie terrestre di Google Earth è digitalizzata in alta risoluzione, così può capitare (come nel mio caso nel 2006) che Urbino non sia in alta risoluzione, mentre Gallo, un piccolo comune limitrofo, invece sì.
Col tempo Google assicura che tutta la superficie del pianeta sarà ad alta risoluzione (forse anche altissima), nel frattempo possiamo ingegnarci in qualche modo.

Geoportale Nazionale

In realtà il nostro paese è già tutto digitalizzato in alta risoluzione.
Esiste una copertura completa di foto aeree di tutta l’Italia. Non sono foto da satellite e magari sono anche un po’ vecchie, ma sono senz’altro più precise.

Tutta la cartografia è disponibile gratuitamente nel Geoportale Nazionale, sito curato dal ministero dell’Ambiente. Un tempo si chiamava Atlanteitaliano.it ed ora, dopo aver cambiato nome, è in fase di ristrutturazione.
Il sito offre diversi servizi, ma se siamo interessati solo alle foto del nostro paese possiamo ignorare tutto e andare direttamente alla voce Cartografia 2D.
Per poter visualizzare correttamente le foto c’è bisogno di installare un plug-in per Internet Explorer, che ci viene richiesto la prima volta. Se così non fosse dovremo prima scaricarlo da noi (lo troviamo all voce Programmi).
Una volta installato il plug-in possiamo navigare nel sito alla ricerca del nostro Comune, poi, dopo aver scelto la voce Ortofoto a colori, usare gli strumenti messi a disposizione per la visualizzazione. Il tutto funziona un po’ come Google Map o Virtual Earth attraverso un visualizzatore (viewer) apposito. Chi ha un touch-screen è avvantaggiato nell’uso del viewer, mentre chi è dotato solo di mouse dovrà prendere confidenza con gli strumenti di mappa.
Siccome le immagini vengono visualizzate all’interno del viewer, abbiamo il problema di salvarle sul nostro PC se le vogliamo utilizzare con Google Earth.
E’ quindi necessario dotarsi anche di un programmino per catturare ciò che appare sullo schermo, programmino che molti hanno già. Per chi non lo avesse suggerisco HoverSnap !, gratuito e semplice da usare.
Una volta installato configura il tasto Stamp per catturare tutto lo schermo (Stamp), oppure la finestra attiva
 (Alt-Stamp) o un’area dello schermo (Ctrl-Stamp) permettendo di scegliere tra vari formati e la cartella dove salvare le nostre immagini.
 In Windows 7 c’è lo strumento di cattura schermo che è più che sufficiente. In alternativa si può utilizzare l’opzione Stampa Mappa del viewer stesso.
Una volta che abbiamo salvato l’immagine che ci interessa possiamo collocarla su Google Earth con la tecnica della sovrapposizione (menu: Aggiungi->Sovrapposizione immagine).
Caricata l’immagine apparirà circondata di segni verdi che sono i punti in cui possiamo agire per ridimensionarla, spostarla o ruotarla fino a farla coincidere perfettamente col profilo del terreno in bassa risoluzione (suggerisco in un primo momento di cambiare la trasparenza per poter intravedere i punti di riferimento sottostanti).
Se successivamente vogliamo rimodificare la nostra immagine sarà sufficiente selezionarla nella lista dei Luoghi e selezionare Proprietà col pulsante destro.
Ora anche noi abbiamo la nostra casa su Google Earth.

Rif: