Lo schiavo

Futuribile

Alla fine mi sono deciso.

Dopo averci pensato per quasi un anno, ho comprato uno schiavo che mi aiutasse nelle pulizie di casa.

L’avevo già adocchiato su internet tempo fa, ma c’era il problema che bisognava ordinarlo in America, la spedizione, la garanzia, i pezzi di ricambio… insomma il rischio era alto.

Durante le ultime festività però non mi è sfuggita la pubblicità che informava che era finalmente distribuito anche in Italia.

Che faccio? Lo ordino? Non lo ordino? Costa più o meno di una colf? Decisamente meno, altrimenti che schiavo sarebbe?
Insomma, alla fine l’ho acquistato.

E’ uno dei primi reali rappresentanti degli schiavi del futuro: un robot!

Siamo ancora lontani dalla forma umanoide di certi film di fantascienza, ma ha comunque una forma simpatica che sta tra un trilobite e un disco volante. La modifica che gli ho apportato poi gli fa fare subito un ulteriore passo evolutivo (avendogli aggiunto una coda) oltre che sul piano dell’efficacia.

Mangia poco, non si lamenta mai, canticchia quando ha finito di lavorare, oppure ti chiama le rare volte che si impasticcia. E’ un lavoratore instancabile ed è un piacere vederlo sfacchinare mentre si infila nei buchi più sporchi alla caccia del minimo granello di polvere.

In buona sostanza si tratta di un aspirapolvere autosufficiente, che se ne va in giro per casa a tenere pulito il pavimento, mentre noi si può fare qualche altra cosa più interessante.
Ha una autonomia di due ore, alla fine della quale torna da solo alla sua base per ricaricare la batteria.
In più è dotato di uno o più muri virtuali che servono per delimitare lo spazio delle operazioni.

Posso assicurare, dopo averlo provato, che non è un gadget più o meno simpatico, ma è uno strumento di pulizia veramente efficace. Lo si può tranquillamente abbandonare in mezzo ad una stanza e lui si occuperà della pulizia avvertendo quando ha finito.
Non tralascia niente ed è in grado di cavarsela anche nelle situazioni più complicate. Nel mio bagno per esempio ha una certa tendenza ad incastrarsi sotto i sanitari sospesi, ma dopo un attimo di pausa, durante la quale sembra di intuire i suoi pensieri (e mo’, come faccio?), con un piccolo sforzo riesce a fare retromarcia e a ripartire come se nulla fosse.

Una piccola spazzola rotante su un  lato garantisce una buona pulizia anche degli angoli più stretti e ai piedi dei battiscopa, mentre alcuni sensori gli impediscono di cascare dalle scale (anche se la sua foga lo porta qualche volta a trovarsi pericolosamente in bilico sul gradino – nel qual caso chiama aiuto, anche se poi non dice grazie quando lo rimettiamo in piano ).

Una cosa che mi desta simpatia è anche il modo col quale valuta la presenza degli ostacoli… a testate.
Questa può sembrare una scelta strana dei progettisti (ci sono altri sistemi meno traumatici per riconoscere gli ostacoli) però mi sembra molto efficace per il massimo avvicinamento al muro dove è più difficile pulire. In ogni caso gli urti sono leggeri e supportati da ammortizzatori e non comportano rischi di danni né al robot, né ai mobili o porte coi quali viene in contatto. Si può dire che è un tipo decisamente… testardo.

La modifica che gli ho apportato migliora sensibilmente l’efficacia oltre che la fisionomia. Con un pezzetto di scotch di carta gli ho attaccato dietro un piumino per la polvere di quelli antistatici, a mo’ di coda.
All’inizio l’ho fatto per misurare la reale capacità di pulizia (niente male devo dire) poi l’ho lasciato come integrazione. Adesso, quando si infila sotto un mobile, a vedere quella coda che si muove mi sembra di avere a che fare con un gatto a caccia di topi.
Un altro piumino su un fianco potrebbe essere utile anche per spolverare i battiscopa oltre che ad eliminare le eventuali ragnatele che si formano sotto i mobili.
Ci sto pensando, così la sua evoluzione verso un mammifero peloso farebbe un altro passo avanti.

Per i patiti della tecnologia dirò anche che non meno interessante è la possibilità di programmazione del robot, via computer o cellulare.
Nella versione venduta in Italia si ha accesso solo ad una porta seriale via cavo, però è possibile ordinare in internet varie schede aggiuntive (bluetooth su tutte) per riprogrammare o controllare lo schiavo senza il guinzaglio di un cavo seriale.
Chi fosse interessato solo alla versione robotica (senza l’apparato di pulizia) può ordinarlo in America direttamente alla ditta costruttrice che ne fa una versione apposta per gli esperimenti.

Naturalmente il mio blog non è un sito di pubblicità e quindi non ci sono riferimenti al costruttore o al distributore, ma sono disponibile a dare privatamente informazioni in tal senso a chi me le chiedesse.

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Piovono sassi.

Domani 3 luglio sarà un giorno come un altro.
Presi come sempre dai nostri piccoli o grandi problemi, ce ne staremo a capo chino a contemplarci l’ombelico. Senza la coscienza che sopra le nostre teste piovono sassi.
Eh già. Perché domani passa a trovarci Mister 2004 XP14, che non è l’ennesima versione del sistema operativo di Bill Gates, ma è un asteroide con un diametro compreso tra 370 m – 820 m e che viaggia alla non disprezzabile velocità di 17,41 Km al secondo (quasi 63000 Km/h).
Passerà solo a farci un saluto veloce da una distanza minima di circa 430’000 Km (per l’esattezza 0,0029 UA) che è poco oltre la distanza che ci separa dalla luna.
Non è stato l’unico ultimamente, ma sarà il più vicino: sono già passati 2006 MV1 a  970’000 Km il 21 giugno, seguito poi da 2006 MB14 il 28 giugno a 670’000 Km.
Erano comunque dei sassolini di diametro compreso fra 30 m e 50 m. Niente a che vedere con quest’ultimo mostricciattolo che, se ci centrasse, spazzerebbe via tutti i nostri problemi.
Non lo farà lui, ma sembrerebbe seriamente intenzionato a farlo un altro soggetto chiamato 2004 MN4 (oppure 99942), per gli amici Apophis (dal nome del dio greco della malvagità e distruzione Apep), una bestia di quasi 400 m di diametro.
Questo asteroide ha una caratteristica che lo contraddistingue dagli altri: è l’unico che, ad ogni successiva misurazione, ha spostato la soglia di rischio verso valori sempre più alti. Insomma, mano a mano che le misure si affinano sembra aumentare la probabilità di impatto con la Terra.
Farà un primo tentativo (quasi a prendere la mira) il 13 aprile del 2029, passando alla distanza minima di 32000 Km dal centro della Terra e sarà visibile ad occhio nudo.
Per dare una idea di quanto sarà vicino basti dire che passerà tra noi e i satelliti geostazionari (che sono a 36’000 Km).
Il passaggio ravvicinato è da brivido, ma passerà senza problemi apparenti.
In realtà l’orbita dell’asteroide verrà deviata dalla gravità del nostro pianeta in modo tale da renderlo ancora più pericoloso.
Tornerà a romperci le scatole ancora il 13 aprile del 2036, con una altissima probabilità di impatto (area di interesse praticamente tutta l’Asia). Per essere certi se quel giorno sarà o meno l’apocalisse (incidentalmente, per chi ci crede, è Pasqua) dovremo attendere il passaggio del 2029; per il momento possiamo solo stabilire le possibilità che avvenga lo scontro: 1 su 3861. Ognuno valuti da sé se è tanto o se è poco.
In ogni caso è inutile fare testamento.

Divinità egiziana che scaccia Apep

Nota: approffitto del commento di Lorenzo per puntualizzare che Apophis è attualmente classificato 1 nella scala Torino. E’ finora l’oggetto che ha ricevuto la più alta classificazione.


Rif:
Scala Torino (Wikipedia)

Deep Impact

Un proiettile sparato dalla sonda Deep Impact, la sonda lanciata dalla Nasa il 12 gennaio, colpirà questa notte la cometa Tempel-1. L’esplosione di ghiaccio e detriti, simile alla cascata luminosa di un fuoco artificiale, dovrebbe essere visibile, in alcune parti dell’emisfero occidentale, perfino ad occhio nudo.

 
E’ possibile seguire l’evento sin da ora on-line, e praticamente in diretta, nel sito della

L’impatto dovrebbe verificarsi tra le 7 e le 8 di domani mattina.

Per chi volesse saperne di più: http://newton.corriere.it/news.shtml

 

Futuro prossimo venturo

Nei prossimi vent’anni ci saranno più cambiamenti che negli ultimi duemila.
Anno Eventi
2020
  • Speciali dispositivi tecnologici ripuliranno dai rumori i giardini privati e tutti gli spazi all’aperto.
 
  • Ciascuno potrà stampare documenti in formato tridimensionale.
 
  • La potenza di una Playstation sarà pressoché pari a quella del cervello umano.
2025
  • Non sarà più necessario andare a scuola: l’apprendimento attraverso l’ascolto e l’esercizio della memoria sarà sostituito da una interfaccia che collega direttamente a computer intelligenti.
 
  • Saranno prodotti e commercializzati i primi televisori olografici, che permetteranno una visione tridimensionale dei programmi.
 
  • Si potrà comunicare con il pensiero grazie ad una forma tecnologica di telepatia.
 
  • Nei paesi più sviluppati il numero di robot sarà superiore a quello degli esseri umani.
 
  • Uno degli spettacoli più popolari sarà il combattimento tra robot-gladiatori.
2030
  • Le macchine saranno superiori agli umani, non solo fisicamente, ma anche mentalmente.
 
  • Si disputeranno le prime Olimpiadi bioniche.
 
  • Il contenuto di tutti i volumi della National Library of Congress sarà archiviato in un dispositivo grande quanto una zolletta di zucchero.
 
  • Per tenere a bada i delinquenti ed evitare che tornino a commettere reati si potranno utilizzare chip per il controllo degli stati emotivi.
 
  • L’uomo potrà partire per lunghissimi viaggi nello spazio: l’ibernazione fermerà infatti il tempo durante il percorso.
2035
  • Costruzione del cervello artificiale, ultima tappa del percorso di riproduzione in laboratorio di organi e parti del corpo umano.
 
  • Si potranno registrare le esperienze nella loro interezza: macchine fotografiche e videocamere andranno in pensione.
2040
  • Arriva il primo giocattolo vivente grazie a geni costruiti in laboratorio.
 
  • Sarà costruito il primo piccolo villaggio sulla Luna.
2050
  • Saranno sconfitti il cancro, la povertà, l’inquinamento.
 
  • Il cervello umano sarà immortale: potremo scaricarlo su un computer, inserirlo su un robot, copiarlo su un supporto grazie alle nanotecnologie applicate ai neuroni.
 
  • Armi altamente sofisticate potranno scatenare tremende guerre non convenzionali, con decine di milioni di morti in pochi giorni.
2075
  • Androidi indistinguibili dagli esseri umani saranno in grado di replicarne tutte o quasi tutte le funzioni.

fonte: La Repubblica.