Definire l’ambiente

Una volta terminato lo studio dei volumi e dell’anatomia delle figure in monocromo, sono passato a cercare di definire l’ambiente in cui queste figure saranno messe.
Non è un lavoro accurato, ma mi è servito solo per impostare il cromatismo complessivo del quadro finale.

Nella mia testa l’ambiente lo immaginavo come un bosco nelle tonalità dell’azzurro-verde-viola, con la luce del sole che filtrava tra gli alberi, alle spalle delle figure, con colpi di colori caldi complementari, tipici di un tramonto.
Colorando l’ambiente circostante ottengo anche di “vedere” il colorito delle figure, nonostante in questo momento siano solo grige, per quell’effetto che si ha quando si fissa intensamente un colore e poi una parete bianca.

Pur essendo ancora molto lontani dal dipinto finito, in questo modo riesco, in un certo senso, a vederlo come sarà. Niente di che, sia ben chiaro, ma ottengo una specie di suggerimento.

Cominciare a definire l’ambiente mette a fuoco anche eventuali problemi di composizione. Qui si vede chiaramente che alle ali di Psiche si contrappone un’area abbastanza vuota dall’altro lato del quadro (alla sinistra di Venere). Da valutare come bilanciare la cosa ed evitare anche un equilibrio troppo marcato che renderebbe il dipinto statico.
La doppia curvatura delle figure verso sinistra è bilanciata già in partenza dalla presenza delle ali, che si oppongono a questo andamento, ma ho deciso di rinforzare il concetto mettendo un tronco sul bordo del dipinto per impedire all’occhio di fuggire via dal centro della scena.


Rif.
Psiche che consola Venere
Psiche e Venere: il disegno
Psiche e Venere: l’abbozzo su tela
Psiche e Venere: l’abbozzo monocromo

Psiche e Venere: l’abbozzo monocromo

Dopo aver sporcato un po’ la tela col colore acrilico per figurarmi una bozza di bosco, ho ripreso a sviluppare i volumi delle due figure in monocromo utilizzando grigio di payne e bianco titanio, ad olio in leggere velature.

L’uso di un solo colore in questa situazione non è mirato tanto a prendere confidenza coi volumi e le luci (o perlomeno non solo per quello), ma a fornire piuttosto una base fredda che possa aiutarmi più tardi ad intonare correttamente quei grigi perlacei tipici degli incarnati nel passaggio tra luce ed ombra.

Per questo stadio di avanzamento ho utilizzato un solo pennello di setola N.8 e questo spiega perché non abbia elaborato anche le mani. Semplicemente è troppo grosso per i dettagli.

Anche le capigliature sono rimaste indietro, ma solo perché sui capelli intendo procedere quasi esclusivamente con colori trasparenti, per renderli più luminosi, e quindi è preferibile che sotto ci sia la tela quasi vergine.
Stesso discorso per le ali di Psiche, sulle quali però ho già passato un azzurro acrilico estremamente diluito.

L’avanzamento del lavoro mi fa venire i primi dubbi che riguardano i due visi. 😕
Sono solo accennati, ma non sono piacevoli. Considerando che stiamo parlando di due bellissime dell’antichità dovrò impegnarmi molto su questo fronte.
Psiche in realtà non mi desta particolari preoccupazioni, è di profilo e questo facilita la soluzione. Venere invece ha una posa piuttosto complessa, anche se non sembra; è leggermente girata verso destra e verso il basso, e quel “leggermente” mi farà impazzire, lo sento. 😦

Abbozzo monocromo
L’abbozzo monocromo delle due figure

Rif.
Psiche che consola Venere
Psiche e Venere: il disegno
Psiche e Venere: l’abbozzo su tela

Psiche e Venere: l’abbozzo su tela

Il passo successivo nell’elaborazione del dipinto di Psiche e Venere è stato di trasferire il disegno dalla carta alla tela e ripassarlo con colore acrilico.

Come si può vedere ho anche cominciato a definire le acconciature delle due dee, dopo aver fatto un’approfondita ricerca su internet tra antichi dipinti e antiche statue. Su Psiche farò un nastro che le lega i capelli, mentre su Venere, alla fine, probabilmente metterò un diadema.

Per la tecnica che io utilizzo, ripassare le linee con il colore non è una idea molto brillante perché so che avrò poi difficoltà a coprirle, visto che uso prevalentemente colori molto diluiti. Però preferisco questa soluzione al rischio di sporcare i colori con la matita.
In teoria potrei anche utilizzare una vernice spray per fissare la matita, ma preferisco non avere barriere di nessun tipo tra i colori e la tela per paura poi di non saperne controllare l’adesività.

Per ripassare le linee uso in genere bruno Van dick più o meno diluito. Solo nell’abbozzo monocromatico uso anche il bianco, ma con molta parsimonia perché il bruno Van dick col bianco tende a virare verso il grigio, non verso un bruno chiaro. In effetti bisognerebbe scegliere se usare il bianco per schiarire o diluire di più il colore sfruttando il bianco della tela sottostante (come nell’acquarello), non mescolare le due tecniche.
In questo momento però si tratta solo di un abbozzo e quindi usare entrambe le tecniche non è così drammatico.

Nei miei dipinti proseguo generalmente con i colori acrilici a coprire tutta la tela in maniera monocromatica. In questo dipinto invece, dopo aver iniziato col viso di Psiche, ho avuto un ripensamento e ho preferito usare subito il colore per cercare di creare un’atmosfera che mi suggerisse, con le varie macchie casuali, un bosco. Più o meno.

Abbozzo su tela
Abbozzo con colori acrilici

Il colore acrilico è un’ottima base per i successivi colori ad olio e permette, come ho detto, di fissare il disegno a matita senza che quest’ultima sporchi poi i colori.

Per ulteriore informazione la tela misura 80cm x 100cm.


Rif.
Psiche che consola Venere
Psiche e Venere: il disegno

Psiche e Venere: il disegno

Proseguendo nell’evoluzione del dipinto Psiche che consola Venere, dopo varie elaborazioni al computer della scena per trovare la posa migliore, sono passato al disegno preparatorio in grandezza naturale.

In questa fase c’è poco da dire. Ho iniziato come mio solito a disegnare su carta, per poter essere libero di pasticciare con la matita senza sporcare inutilmente la tela. In questo modo prendo confidenza con le proporzioni, la composizione e le forme.
Qui tra l’altro c’è materia da interpretare, visto che l’anatomia originale dei modelli non era perfetta ho potuto apportare le dovute correzioni al disegno.
Successivamente questo foglio mi tornerà certamente utile come riferimento, nel caso mi dovessi perdere nel mantenere le forme corrette al momento di dipingere (cosa che mi succede piuttosto di frequente 😳 ).

Una volta definito il disegno nelle sue linee essenziali lo riporterò sulla tela.
Si può vedere come abbia solo accennato in maniera maldestra ai capelli e questo è sintomatico della indecisione che ho al riguardo. Non so come farli e qui ho fatto l’errore che non dovrei mai fare, pensare cioè che li sistemerò poi più avanti. So che pagherò per questo. 😦

Un’altra cosa da notare è che le ali di Psiche sono più grandi del modello originale, ripensamento dell’ultima ora per integrarle meglio nella figura.

Disegno preparatorio a matita
Psiche che consola Venere – disegno preparatorio su carta
 

Rif. Psiche che consola Venere

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Psiche che consola Venere

Chi ha seguito a suo tempo l’evoluzione del dipinto Psiche che si punge un piede saprà che in quell’occasione avevo preparato due soggetti. Il soggetto scartato rappresentava un’improbabile situazione in cui Psiche consolava Venere.

Una volta terminato il dipinto scelto, mi ero sempre ripromesso di provare a fare anche il soggetto scartato. Magari non proprio quello, la cui composizione non mi soddisfaceva appieno, ma uno che trattasse comunque quel tema.
Tra l’altro mi stimolava  anche l’idea di affrontare due figure contemporaneamente nello stesso dipinto, cosa che non ho mai fatto, e anche cimentarmi nel mio punto debole (a parte tutti gli altri, si intende 😳 ), vale a dire un paesaggio. In questo caso rappresentato da un bosco.

Un paio di anni fa ho deciso quindi di cominciare. Dico cominciare perché in due anni non è ancora terminato. In realtà lo avevo proprio abbandonato per tutta una serie di motivi… ok, vabbé, non ci avevo più voglia. 😳
Ora però l’ho ricominciato ed intendo portarlo a termine. 👿

Come mio solito intendo anche illustrare le varie fasi fino al completamento. Comincio quindi dall’inizio, la progettazione.

Ho deciso di riposizionare le due figure allontanandole un po’. Così facendo viene a mancare quella sorta di intimità che le due figure vicine richiamano, però, sapendo che tra le due non correva buon sangue e anche per sottolineare la distanza naturale tra una dea ed una mortale, mi sembrava più adeguato separarle. In questo modo la carezza di Psiche apparirebbe meno usuale.

Lo spazio venutosi così a creare tra le due figure aveva però bisogno di un punto focale che ho deciso di inserire mettendo nella mano di Venere la famigerata mela, con la mela posizionata esattamente al centro del dipinto. Inoltre la mela, fonte di dispiaceri, sarebbe stata una perfetta motivazione per una Psiche consolatoria.
Il tutto avrebbe dovuto essere ambientato in un bosco etereo.

A questo punto mancavano soltanto le modelle, perché il bosco ce l’ho dietro casa. Anche se non è molto etereo.

Per tutta una serie di motivi non mi posso permettere una modella, figuriamoci due, primo fra tutti è che la mia dolce metà mi picchia 😥 (se però qualche internauta volonterosa volesse essere immortalata per l’eternità in questo dipinto me lo faccia sapere via PM 😉 ).
Ho dovuto ripiegare quindi su modelle virtuali, elaborate da apposito programma sul computer, che non sono proprio il massimo, ma hanno il pregio di non stancarsi mai, di poter essere messe in posa fin nei minimi dettagli (tipo definire la miglior piegatura anche del mignolino, per capirci), ruotate da tutti i lati in cerca della migliore inquadratura e composizione, con infine la possibilità di definire pure l’ illuminazione.
Gli svantaggi sono una anatomia non proprio perfetta e grandi difficoltà nel trattare capelli e vesti.
Parlo di vesti, nonostante il soggetto rappresenti due nudi, perché Venere la vorrei vestita (qualcuno ha un chitone che gli avanza?).

In ogni modo ho avuto materia sufficiente per iniziare così mi sono messo all’opera, abbandonando tele e pennelli e concentrandomi esclusivamente sul pc, fino ad arrivare a questa composizione:

Elaborazione figure virtuali

Come si può notare l’anatomia lascia molto a desiderare, ma le luci sono perfette con la luce del sole che arriva da dietro:

In attesa di introdurre il bosco, su questa base si può iniziare il disegno preparatorio che sarà oggetto di un prossimo post.