Fefè su Wet Canvas

ome è ormai mia abitudine, quando eseguo un dipinto mi appoggio alla comunità di Wet Canvas per avere suggerimenti in corso d’opera o per avere giudizi a opera finita. E’ quasi un dovere intervenire anche perché ci sono tanti artisti alle prime armi che possono imparare molto dalla visione dei lavori altrui e relativi commenti.

Nelle ultime fasi del dipinto ho quindi pubblicato un post nel forum WIPs (Works in Progress – Lavori in corso) dove ho avuto suggerimenti importanti per una buona esecuzione.
Terminato il dipinto, l’ho poi pubblicato su un altro forum della stessa comunità (sono tantissimi) dedicato alla ritrattistica: Portraiture, dove ho ottenuto lusinghieri commenti.

Infine ho affrontato la prova più dura. Pubblicare il dipinto sul forum Structured Critiques.
In questo forum è assolutamente vietato fare solo complimenti. Si devono fare critiche costruttive, che siano di aiuto all’autore e a quanti frequentano il forum.
Chi è un po’ permalosetto è meglio se ne stia alla larga. Qui i commenti sono diretti e senza fronzoli: vuoi sapere che cosa non va nel tuo dipinto? per me non va questo e quest’altro. Punto.
Ovviamente le opinioni sono relative, nel senso che non è detto che tutti siano d’accordo. Sta all’autore valutare in tutta sincerità se quelle osservazioni hanno o no motivo di essere, senza risentirsi per la eventuale mancanza di complimenti (che sono concessi purché motivati). Lo spirito di questo forum è quello di migliorarsi, e tutti partecipano per aiutarti non per affossare il tuo lavoro.
Inutile dire che è il forum che mi piace di più.

Purtroppo bisogna conoscere l’inglese e il mio lascia un po’ a desiderare, impedendomi di capire qalche volta il senso esatto delle critiche.
Per il mio Ritratto di fanciulla ho avuto tre commenti che riporto (per gli altri forum, se interessa si possono seguire i relativi link); magari qualcuno mi può dare una mano a capire fino in fondo.

Il primo commento è di Madeline:
The blending of the skin tones is superb.
The background is excellent, providing a very subtle flow to direct the eye.

The only distractions I see are the shadows.
On the braids, they are too dark, making the hair look like it was outlined before braiding. The plaits would not stand out that much from each other.
The ear looks a bit odd, and overly round in shape, with too dark of shading details, but ears are odd creatures. Her ear may very well be that size and shape. The shading of the ear itself, though looks a bit off. Your light source for this piece, which is above, and very slightly to the right of the subject, should have the back portion that ear showing a bit more shadow, as if you draw an outline of the shadow, as it falls behind her, from the back of the shoulders, up along the back of the neck and head, up to the top, you will see that even though the ear would be in the light, somewhat, the angle of the head (as well as the surrounding shadows) would necessitate the back part of the ear being a bit less illuminated than the front. This is compounded by the overly highlighted braid plaits behind it.

But, these are subtle issues, that most observers will not notice.
Overall, it is a superb rendering.Qui viene fatta una osservazione sulla treccia, molto precisa e che io condivido. Le ombre, nei vari punti di intreccio, sono troppo contrastate. E’ vero. Dovrò intervenire (per fortuna non ho ancora verniciato il dipinto). Il principio è lo stesso delle ombre tra i denti. Rendere troppo scure  le ombre tra un dente e l’altro fa apparire una bocca come cariata (tipico di molti alle prime armi) e il motivo si spiega col fatto che i denti sono traslucidi e non proiettano ombre definite, bensì diffuse e chiare, tant’è che è molto più accettabile una intera dentatura senza ombre (come si vede in molti fumetti) piuttosto che tutte quelle lineette verticali a delimitare i singoli denti.
Lo stesso discorso vale anche per i capelli, sia pure in maniera meno vistosa e quindi è obbligatorio per me intervenire (non voglio capelli cariati ).
Il resto del commento di Madeline riguarda l’orecchio, ma, a parte il fatto che le sembra un po’ piatto e rotondo, il resto del discorso mi è oscuro.

Il secondo commento è di Justin.
I think Madeline is right, this is superbly painted.

As a portrait photographer, I try to de-emphasize the ear by making it lower contrast. You have done this very well. It is possible that you have lost a little of the depth, but the ear isn’t your subject, so it is forgivable.

I am slightly, very very slightly, distracted by the hue of the hair highlight on the opposite side. It could be slightly toned to match the hair, and not lose it’s impact.

This is a wonderful portrait with excellent lighting and mood.

Anche qui c’è una osservazione pertinente: la botta di luce sulla cima dei capelli ha un colore poco naturale. E’ vero.
Di contro Justin sembra apprezzare ciò che Madeline riteneva un difetto e cioè l’orecchio meno rifinito. Era una mia scelta, come ho già avuto modo di scrivere nel mio precedente intervento, e sono contento che un fotografo ritrattista la avalli.

Su mia sollecitazione Madeline ha integrato la sua osservazione a proposito dell’orecchio, soffermandosi però sulla forma (che non era ciò che avevo chiesto) e lasciandomi quindi coi dubbi di prima:
Notice the shape. The ear is not as much round as you have it, and the “ridge” along the top and down the back side, is narrower. You have it thicker, like a small rope in thickness at the front and on top of the ear.
The ear should also be longer, with the size equal to the top of the eye to the bottom of the nose.
The shading of the ear should also be slightly darker closer to the head.

I hope this helps. Please do not hesitate to ask for clarification.

L’ultimo intervento è di Petra:
Ciao Bruno,

wonderful portrait of a pretty little girl. Strange to mention this but I especially love that background you choose for this portrait. Looks absolutely magnifico!
There are some additional minor glitches (errori diminuti) in the painting:
please compare her cheeks – her left one appears to be thicker than her right one – this is an error of perspective. Also the fold of her throat right beneath her left ear is a bit too bulgy (obeso) – even if girls at that age still have a bit puppy fat – it should not be quite as fat for this girl.

Tanti saluti di Monaco,

Tra l’altro Petra fa un’osservazione che riguarda la piega vicino all’orecchio e che potrebbe ricondurre all’osservazione di Madeline. Insomma sembra proprio che in questo orecchio ci sia qualcosa che non va, però io non riesco a vederlo (è vero che dicono tutti che sono sottigliezze, ma tante sottigliezze alla fine fanno poi spessore).

Se qualcuno conosce l’inglese meglio di me e mi vuol dare una mano, lo ringrazio fin da subito.

 

The end

Dopo un tempo decisamente troppo lungo per svariati impegni, ho terminato il dipinto Ritratto di fanciulla.

Come ho già avuto modo di sottolineare in altre occasioni, il mio procedimento è tale da rendere impercettibili le variazioni tra un giorno di lavoro e il successivo, tanto da indurmi a non postare più fasi intermedie ulteriori.

Siamo quindi arrivati alla fine del percorso anche se, non avendo ancora passato la mano di vernice finale, ulteriori ritocchi sono sempre possibili. Dipenderà molto dal mio stato di animo e dalle condizioni di luce che possono mettere in evidenza cose che oggi ritengo giuste, ma che si possono rivelare come perfettibili, se non proprio sbagliate.
In ogni caso sarebbero variazioni talmente minime da non considerarle sostanzialmente vere e proprie modifiche rispetto alla versione attuale.

Insomma, non ci sarà una versione 2.0, ma semmai una 1.01. Forse.

Credo di avere raggiunto tutti gli obiettivi che mi ero preposto e quindi alla fine mi posso ritenere abbastanza soddisfatto.

Dopo una attenta analisi della fotografia originale, mi sono convinto che l’espressione del soggetto non era dovuta agli occhi (come ci si potrebbe aspettare), almeno non solo, ma soprattutto alla bocca. Lo scorcio dell’inquadratura e gli occhi abbassati non permettevano una grande espressività degli stessi, quindi mi sono concentrato sulla bocca e la maggior parte del tempo l’ho dedicata a questo particolare.
Il colore e il disegno dovevano essere perfetti (almeno secondo i miei parametri) perché il dipinto avrebbe ruotato attorno ad essa. Non a caso è situata nei pressi della sezione aurea.

Altro punto di interesse nelle mie intenzioni era l’orecchio; qui, nonostante le mie idee iniziali, d’istinto sono stato portato a non insistere sul dettaglio e l’ho lasciato un po’ meno rifinito. Il motivo mi è stato chiaro col tempo: se la bocca è il punto di maggior interesse, tutto il resto deve stare un pelino sotto come rifinitura. Un orecchio troppo rifinito avrebbe disorientato l’osservatore.

L’ultimo problema affrontato è stata la ciocca di capelli che attraversa la guancia.
Era prevista nel disegno iniziale, ma poi avevo deciso di tralasciarla per non disturbare la levigatezza (teorica beninteso) e la rotondità della guancia.
Alla fine invece sono ritornato all’idea iniziale.
Da un punto di vista tecnico ci sarebbe stata un’area troppo vasta priva di interesse per l’osservatore se non l’avessi messa. Invece da un punto di vista artistico (si fa per dire) la ciocca, con la sua ribellione intrinseca a non voler far parte della treccia, accentua la vitalità del soggetto sottolineandone il carattere infantile. Riuscire poi a renderla leggera sarebbe stato un contributo importante a definire la delicatezza del viso.
Dal punto di vista del pittore è un trauma; dopo tanto tempo passato a correggere, levigare, sfumare… bisogna trovare il coraggio di sfregiare il proprio capolavoro (ehm… ) con pochi colpi di pennello che non solo non ammettono errori, ma che devono essere anche credibili nella resa.
Ci ho pensato due giorni a come fare, e alla fine è stato come mettere la firma. Nel senso che è fatta, non si torna più indietro.

Ogni commento o critica è altamente gradito.


Riferimenti precedenti:
Ritratto di fanciulla – Prima fase
Ritratto di fanciulla – WIP
Avanti piano

Technorati

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Avanti piano

Giuro di averci provato.
Saranno i limiti della mia macchina digitale, saranno i miei occhi che vedono progressi che non ci sono, ma non riesco proprio a documentare in maniera decente l’avanzamento dei lavori del viso di bimba a cui sto lavorando.

Non riesco, con tutta la buona volontà, a mostrare le sottili variazioni di colore che ottengo tra un giorno e l’altro, tanto da farci un post che abbia un senso. Inoltre i miei progressi sono molto lenti anche perché in questi giorni sono piuttosto impegnato su altri fronti.

Ho quindi deciso di cambiare sistema.

Invece di una immagine di Urbino (che da troppo tempo non viene più aggiornata per poter essere definita una webcam e in attesa che il responsabile la rimetta in sesto) ho deciso che metterò al suo posto, in testa al blog, una fotografia diversa del dipinto per ogni giorno in cui ci lavorerò sopra.

Senza commenti.
Solo per chi è curioso di vedere l’avanzamento lavori in tempo reale (e così è costretto a venirmi a far visita tutti i giorni.
Magari così qualcuno potrebbe stimolarmi ad accelerare ogni volta che mi lascio prendere dalla pigrizia e non aggiorno la foto.

Quindi cominciamo dallo stato al giorno 10/09/2006, che è quello che vedete in testa al blog oggi, ma ogni giorno a venire sarà (o dovrebbe essere) diverso.

 


Quando ho cominciato questo lavoro devo ammettere di essere stato abbastanza soddisfatto del disegno preliminare, che oggi giace definitivamente sotto uno strato di colore, anche perché mi ricordava una madonnina rinascimentale. Ho pensato quindi che sarebbe stato interessante vederla come un disegno antico.

Non avendo ancora accesso alla macchina del tempo, per tornare a quegli anni gloriosi per la storia della pittura, ho deciso al contrario di utilizzare gli strumenti più moderni. Con un computer e un programma di grafica adeguato ho ottenuto questo risultato.

 

 

Anche lui in fondo può considerarsi uno step nella riuscita finale del dipinto.

 

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Ritratto di fanciulla – WIP

Che fine ha fatto il ritratto sul quale stavo lavorando?

Sia pure tra distrazioni blogghettare e navigazioni internettiane intermittenti (leggasi modem) il lavoro sul dipinto di cui ho parlato nell’intervento Ritratto di fanciulla – Prima fase prosegue piano piano.

Dopo essere arrivato ad una  versione monocroma accettabile, secondo il mio insidacabile giudizio, ho deciso di cominciare a dare mano ai colori per una prima intonazione.

Se non fosse per il nastrino rosso sarebbe difficile ipotizzare l’uso dei colori in questo stadio.
In realtà i colori, come istintivamente siamo portati a considerare quelli più vivaci e poco neutri, qui sono stati usati in maniera molto parsimoniosa optando più per le terre colorate che per i colori puri (una terra rossa al posto di un rosso di cadmio, per esempio) e mettendo uno strato sottilissimo che lascia intravedere la base monocroma sottostante.
Io la intendo come una specie di progressiva intonazione cromatica. Dopo aver analizzato nella fase precedente i rapporti tonali, ora il mio obbiettivo è la valutazione dei rapporti cromatici.

In questo senso è importantissima la presenza del nastrino rosso. In un dipinto simile è facilissimo perdere il controllo del colore e arrivare, per dire, a fare labbra o guance troppo rosse. Il nastrino è lì per dirmi che non posso arrivare a quel livello; devo stare più basso per un colore credibile.

Proseguendo, e cercando sempre di coprire tutta la superficie del dipinto in una giornata di lavoro, non perdo mai di vista il disegno che ad ogni pennellata nuova rischia di rovinarsi.

E faccio sempre il punto della situazione. Va bene la bocca? E gli occhi sono a posto? E l’orecchio?

Analizzando il soggetto non c’è molto materiale da considerare: una vasta area di sfondo (nero o neutro poco importa); una altrettanto vasta area di pelle (anch’essa di per sé piuttosto monotona per un osservatore); il nastrino da solo non ce la può fare a tenere desta l’attenzione dell’osservatore (non importa se l’osservatore sono solo io). Per rendere quindi interessante il ritratto decido che i punti di attenzione devono essere almeno un paio e quindi li dovrò curare con la massima sensibilità e li individuo nella bocca e nell’orecchio.
Alla fine questi due punti dovranno avere un livello qualitativo superiore a tutto il resto.

Con questa idea in testa proseguo a colorare. Intanto siamo arrivati a questo punto.

Pfuii… siamo ancora lontani.

Ritratto di fanciulla – Prima fase

Da troppo tempo non parlo più di arte, ma solo di bagagli.
Anche se la parola arte nel mio caso è sempre una parola grossa, voglio ricominciare ad illustrare le fasi di esecuzione di un mio dipinto.
Stimolato dalla mia amica Silvana (una brava pittrice che non ha un blog, ma so che mi segue sempre) ho deciso tempo fa di iniziare un ritratto di una sua giovane amichetta.
Purtroppo non posso mostrare la bella foto originale scattata da Silvana stessa, per via della legge sulla privacy e la tutela dei minori, mancandomi l’autorizzazione alla pubblicazione da parte dei genitori.
Mi limiterò quindi a mostrare e commentare i vari passaggi durante l’avanzamento del lavoro.
Devo prima chiarire che non si tratta di un ritratto nel senso tecnico della parola, in quanto non sono interessato tanto alla somiglianza quanto piuttosto all’espressione del soggetto.
Ho iniziato, come al solito, con un breve schizzo a matita su un foglio di carta, che però non posso far vedere perché me lo sono perso :oops:.
Questa fase mi serve per prendere confidenza col soggetto e valutare i punti critici a cui andrò incontro. In genere si tratta di un disegno piuttosto brutto e senza pretese.
Successivamente rifaccio, ma questa volta con estrema attenzione, il disegno sulla tela.
Non uso il carboncino, a differenza di molti, ma preferisco la matita perché voglio la massima precisione. Il disegno di base è estremamente importante; non si deve pensare che poi si correggerà durante la pittura, succede solo ai grandi artisti. E non spesso.
Ecco il disegno su tela.


Disegno su tela

Come si può notare, non ho disegnato sulla tela bianca. Preferisco prima passare una mano di colore grigiastro acrilico. Per i più curiosi utilizzo una mescolanza di Bruno Van Dick con Bianco di Titanio.
Sempre con gli stessi colori acrilici procedo poi ad abbozzare i toni.
Questa fase corrisponde un po’ a quella del disegno su carta. Non mi interessa molto la precisione dei volumi quanto prendere confidenza col soggetto.


Abbozzo

A questo punto le cose cominciano a farsi un po’ più serie. Continuo a lavorare sui toni, ma con molta più attenzione a quelli che considero punti cruciali. Un dipinto non è solo un soggetto in sé, ma è anche un insieme di soggetti, ognuno con le sue peculiarità e la sua importanza.
Prendiamo ad esempio un paesaggio: il paesaggio è il soggetto certo, ma anche quel particolare albero, quel laghetto, quella nuvola non possono essere trascurati.
In un ritratto come questo l’approccio deve essere simile.
Devo fare molta attenzione alla bocca, al naso e agli occhi, senza sottovalutare l’orecchio e la treccia. Perciò continuo su questi punti fino ad essere soddisfatto, con particolare attenzione alla bocca che, a mio giudizio, deve essere il punto focale del ritratto.


Base monocroma

Anche se sto usando il pennello, considero questo stadio ancora come disegno; passo al colore solo quando mi sento sicuro del disegno. Quando sento di controllare completamente la forma, il che non vuol dire necessariamente che il disegno è bello sulla tela, ma che ce l’ho perfetto nella mia testa.

A questo punto credo di essere pronto per cominciare a colorare.

Vi terrò aggiornati. Nel frattempo qualunque critica o suggerimento saranno i benvenuti.