Pannello terminato (praticamente)

Praticamente finito il pannello di copertura della bocca del camino di cui avevo accennato in Si può fare!
Devo lavorare ancora su dettagli di poco conto, ma niente che lo possa stravolgere.

Realizzato con colori acrilici su pannello telato di circa 100×60 cm, da un’illustrazione di John Bauer intitolata La chiave d’oro. Non avendo mai avuto modo di vedere l’originale, la scelta dei colori è basata sulla immagine trovata sul web (ne esistono di varie tonalità) che più ho sentito come adeguata e adatta all’ambiente in cui si inseriva il pannello.

caminoPannello

Si può fare!

caminoWIP

Un camino in disuso. Un pannello per coprirlo. Un’idea per abbellire il pannello… SI–PUÒ–FA-RE !! 🙂

Ritratto in viola – Terminato

Lo so, il titolo originale era Ritratto in rosa 😦
Però non è che uno debba per forza impiccarsi alle parole 😉
Fatto sta che ad un certo punto mi è sembrato che il rosa originale togliesse mordente al dipinto. Aver deciso di denudare la spalla aveva già dato una sterzata netta rispetto all’originale, ma così il rosa in semi trasparenza veniva a perdere significato e sostanza.
Il vedo – non vedo non aveva più senso, perciò ho scelto un tessuto opaco. Anche il colore rosa era funzionale al vedo – non vedo, quindi anch’esso andava modificato.
Il violetto non è casuale essendo legato intimamente, con un gioco di colori complementari, al nastro incrociato con greca.

Rimane da spiegare quel triangolino semitrasparente sul braccio.
In quel dettaglio ci sono un sacco di implicazioni.

Prima implicazione: con la spalla denudata, la parte anteriore e posteriore dell’abito apparivano visivamente come due pezzi separati di stoffa; quel triangolino suggerisce un collegamento e chi guarda può immaginare una continuità oltre il bordo.

Seconda implicazione: la presenza dei bottoni non aveva più il senso originale, ma senza di essi non aveva senso tutta la parte anteriore della veste; un lembo di stoffa appeso ad uno di essi ne giustifica la presenza e tiene in piedi l’impalcatura concettuale.

Terza implicazione: all’inizio ho pensato a quel lembo come opaco, al pari del resto, però l’opacità disturbava visivamente la nudità del braccio; in pratica vanificava la scelta di esporre il braccio nudo in quanto del braccio stesso si vede già una minima parte, se poi di quella parte ne copriamo un’altra parte allora si perde tutto il senso della scelta iniziale; la trasparenza risolve tutti questi problemi 🙂

Ritratto in viola - A Grecian Lovely

Versione finale


Rif:
Ritratto in rosa
Il ritratto in rosa prosegue
Ritratto in rosa – il traguardo si avvicina

Ritratto in rosa – il traguardo si avvicina

Sono un po’ deluso 😦
Non del dipinto, che ormai si avvicina alla fine, quanto della resa della macchina fotografica. 👿

Ero intenzionato a mostrare altre due fasi di pittura, dove ho cominciato a rifinire un po’ tutto, ma al momento di comparare le due immagini ho scoperto con disappunto che differivano fra loro più per la resa fotografica che per le reali differenze pittoriche. 😯 Insomma le dominanti cromatiche introdotte dalla macchina digitale erano tali da vanificare ogni tentativo di mostrare le differenze sottili di colore che c’erano tra una versione e quella successiva. 😥

Mi limiterò quindi, a titolo di documentazione, a mostrare solo l’ultimo scatto. Metto però anche le mani avanti dicendo che i colori che si vedono hanno poco da spartire con gli originali. :mrgreen:
Ciò che io vedo in questo momento dal vero è un dipinto piacevole da guardare nei suoi colori, anche se ancora non terminato.
Ciò che mostro sul blog è un facsimile abbastanza fastidioso soprattutto nel colore della veste, ma tant’è. 🙄

Prime rifiniture

A questo punto procederò con variazioni così sottili che sarà inutile pubblicarle (tanto non si vedrebbero comunque).

Mi limiterò quindi in futuro a postare il dipinto finito con la consapevolezza che la macchina fotografica lo mostrerà probabilmente uguale a questo qui. 😐

Aggiornamento:
Siccome che sono tignoso, non mi sono rassegnato all’idea di mostrare la brutta foto di cui sopra. Ho deciso di riprovare a fare una nuova serie di scatti modificando l’illuminazione. Non è che il risultato sia molto meglio in termini di fedeltà, ma come foto mi sembra migliore questa

Rifotografato

La verità sta nel mezzo; capelli, nastro incrociato e marmo della prima foto, incarnato e veste della seconda (anche se il colore della veste è più saturo nella realtà, ma la tinta è quella… per il momento)


Rif:
Ritratto in rosa
Il ritratto in rosa prosegue

Il ritratto in rosa prosegue

La luce di questi giorni non è il massimo per dipingere. 😦
C’è una continua variazione causata dalle nubi che coprono e scoprono il sole; e succede sempre quando sei in un momento cruciale 😥

Ho deciso che acquisterò delle lampadine a risparmio energetico a luce bianca neutra (4000 °K) per ovviare agli inconvenienti delle variazioni di luce. Questo mi permetterà di dipingere anche di sera.

L’avevo già fatto in passato, ma la calda luce delle vecchie lampade ad incandescenza (come quella delle attuali lampade a risparmio energetico da 2700°K) falsava troppo i colori, così che al mattino dopo mi trovavo con delle assurde colorazioni negli incarnati dove invece la minima variazione cromatica va calibrata con grande attenzione.

Intanto, tra una nuvola che va ed una che viene, sono arrivato qui:

Terza stesura

Come avevo preannunciato nel precedente post Ritratto in rosa, ho sostanzialmente lavorato sulla spalla mettendola a nudo. Devo dire che in questo modo la composizione mi sembra più interessante. Mi sembra che il dipinto acquisti più dinamicità e naturalezza.
Dovrò valutare bene questa possibilità. Non devo fare necessariamente una copia fedele dell’originale, non ne sente nessuno il bisogno. Posso benissimo farne una mia versione.

Intanto l’ultimo nuvolone mi dice che la giornata può finire così.

Il giorno dopo (ieri) mi sono impegnato decisamente di più sul viso e sull’incarnato in genere, con gli stessi problemi di luce della giornata precedente.
L’idea di lasciare il braccio scoperto mi convince sempre di più. Dovrò solo trovare un modo convincente per tenere su l’abito nella parte che poggia sul braccio, magari evidenziando che è intrappolato dal nastro sulla spalla.
L’unica cosa che adesso mi dispiace è avere disegnato con la matita le pieghe dell’abito che ora traspaiono sotto la pelle nuda 😦

Quarta stesura

Il prossimo passo sarà la greca sui nastri incrociati. Sicuramente sarà un lavoro certosino, noioso e impegnativo, ma essenziale.

Intanto ho le lampade nuove 🙂

 

Ritratto in rosa

Siccome sono un tipo deciso, ho deciso di soprassedere nel portare a termine il dipinto di Psiche che consola Venere di cui ho parlato nel post Psiche e Venere: quanto manca alla fine?  😳
Questo non significa che non lo terminerò mai più, ma solo che non mi sento pronto a riprendere a freddo un lavoro così impegnativo dopo una lunghissima pausa.
Ho bisogno prima di rifarmi la mano pastrocchiando un po’ con pennelli e colori :mrgreen: ; così, senza ambizioni particolari.
Siccome sono anche un poco tirchio non mi andava proprio di sprecare una tela nuova per una prevedibile crosta e ho deciso di sacrificare un vecchio abbozzo mai terminato che giaceva nella polvere dal lontano 2007. 💡
Questo:

Ritratto in rosa

C’è da dire che anche questo abbozzo sfruttava una piccola tela riciclata (35×40 cm) e non l’ho mai terminato perché, dopo averlo iniziato, mi sono accorto che la composizione non mi piaceva. In realtà ero solo rimasto affascinato dal viso della modella (trovata su internet), ma non avevo valutato appieno il soggetto nella sua interezza. Così l’ho abbandonato, (ma il viso della modella l’ho usato poi come Venere, nel dipinto con Psiche, sia pure in una posa diversa).
La particolarità di questa tela è che sul retro ospita un’altro ritratto abbandonato. Alla fine se qualcuno se la compra fa un affare, tre ritratti al posto di uno. 😀

Naturalmente, per rifarmi la mano, avrei potuto cercare di completare questo dipinto; però avrei incontrato gli stessi problemi. La mia idea invece era quella di cimentarmi su una copia di un maestro.
Siccome per il dipinto di Psiche e Venere mi sono ispirato a John William Godward ho deciso di fare una copia del suo dipinto A Grecian Lovely.

John William Godward - A Grecian Lovely

Chi ha seguito l’evoluzione di Psiche e Venere si sarà già accorto che non l’ho scelto a caso, essendo questo il profilo (rovesciato) utilizzato per Psiche; quale dipinto migliore per rifarmi la mano in previsione dell’altro? 😉

Il problema principale a questo punto è fare in modo di coprire il vecchio abbozzo e, per il mio modo di dipingere, non è molto semplice. Io lavoro essenzialmente per trasparenze e questa tecnica mi torna utile per mantenere la vecchia intonazione cromatica, che si adatta al nuovo soggetto, ma la difficoltà sta nel nascondere il vecchio disegno senza appesantire il dipinto con colore a corpo. 😕

Inizio dedicandovi un paio d’ore usando sostanzialmente solo bianco e terra d’ombra:

Prima stesura

Poi devo abbandonare perché il colore non “aggrappa” più e il pennello me lo asporta invece di stenderlo. Devo aspettare che asciughi. Come si nota è ancora in evidenza il disegno sottostante.

Il giorno dopo, a colore asciutto, vi dedico una mezza giornata allargando un po’ la tavolozza (nel senso che aggiungo più colori, non che la stiro da tutte le parti 🙄 ):

Seconda stesura

Il vecchio viso è ormai scomparso sotto il nuovo colore; si intravedono ancora una parte della fronte (all’interno dei capelli) e soprattutto le mani, mentre la spalla è ormai una indistinta macchia di colore nello sfondo. Ho riportato anche a matita le principali linee di piega dell’abito.
Siccome l’abito stesso è impostato sulle trasparenze prevedo delle difficoltà nell’esecuzione. Credo che la soluzione migliore sia dipingere prima l’incarnato, come fosse un nudo,  fino a coprire i segni delle mani, e poi eseguire l’abito in trasparenza. Tra parentesi, non era raro tra i preraffaelliti (ai quali Godward era vicino) fare prima le figure nude con estrema precisione e solo successivamente drappeggiarle.

Farò così anch’io, domani ci provo. Per intanto pubblico.

Psiche e Venere: quanto manca alla fine?

L’ultimo post riguardante questo dipinto è di giugno 2011 (La prova specchio) e magari qualcuno avrà pensato che fosse ormai terminato. Invece no. 😦

Non so se l’ho già detto, ma questo lavoro è stato ripreso durante i lavori di ristrutturazione della casa e non ho mai avuto veramente quella tranquillità che mi è necessaria per dipingere. Soprattutto quando devo affrontare un dipinto così impegnativo. Troppe interruzioni, troppe distrazioni, troppe altre cose a cui pensare. 🙄

Per farla breve, il lavoro è stato nuovamente abbandonato.
Non subito all’improvviso, ma piano piano. Mentre facevo delle modifiche e delle rifiniture, quasi senza accorgermene ho smesso di occuparmene.
Ora vorrei riprenderlo, visto che la situazione casa è quasi stabilizzata, però mi trovo di fronte ad un muro mentale: cosa diavolo è questa tela sporca di colore? Cosa pretende da me? 👿

Non riesco più a capire cosa è buono e cosa no! Non dico che mi sembri tutto brutto, piuttosto che non è perfetto.
Semplicemente è solo peggiorabile. 😦

Dove intervenire non lo so. Cosa cambiare non lo so. Come ricominciare non lo so. Come si usano i colori non lo so. Come si dipinge non lo so!!! 😥

Aiutatemi!!!!!!!!!!!!!!!!!

Situazione del dipinto a fine agosto 2011


Rif.
Psiche che consola Venere
Psiche e Venere: il disegno
Psiche e Venere: l’abbozzo su tela
Psiche e Venere: l’abbozzo monocromo
Definire l’ambiente
Lo stop del dipinto
Dopo oltre un anno si ricomincia
Un punto di riferimento
La prova specchio