1337!!

Poco fa mi è arrivato un messaggio da WordPress dove mi si informava che gli accessi a questo blog avevano avuto un improvviso aumento. 😮
Sono così andato a vedere nelle statistiche cos’era successo. Non ho trovato niente che mi illuminasse, ma girovagando sono capitato nel link della cosiddetta Vetrina dei trofei di cui ignoravo l’esistenza. In pratica la storia dei traguardi raggiunti da quando sto su WP.

Vetrina dei trofei

Vetrina dei trofei

Siccome gestisco due blog è presente anche il fratellino minore Sette giorni che aspetta sempre che qualcuno lo degni. 😉

Ora i traguardi di 50, 100 o 200 Likes riesco a comprenderli, quello che mi è sempre sfuggito è il significato di quel 1337, come avevo già segnalato in un apposito post: 1337!
Infatti quando mi è arrivata la notifica che avevo raggiunto, oltre ai Likes, anche quota 1337 post, ho semplicemente alzato le spalle.

Oggi, a rivedere quelle due cifre appaiate in cima alla lista, ho voluto approfondire e ho svelato l’arcano, scoprendo di essere entrato a mia insaputa nell’elite internettiana. 😮

1337 si legge Leet nel linguaggio simbolico leet. Il leet, noto anche come eleet o leetspeak, è un alfabeto alternativo che viene utilizzato principalmente su Internet nella lingua inglese. Utilizza varie combinazioni di caratteri ASCII per sostituire le lettere latine di un termine con altre che le ricordino graficamente (generalmente numeri). Ad esempio, leet si può scrivere l33t oppure… 1337 (eleet può essere invece digitata come 31337 o 3l33t). Probabilmente molti usano inconsapevolmente questo modo di scrivere.

Il termine leet è derivato dalla parola elite ed è nato all’interno dei Bulletin Board System (BBS) nel 1980, dove, avendo lo stato “elite”, un utente poteva accedere a cartelle di file, giochi e chat room speciali. I simboli leet, specialmente il numero 1337, sono memi di Internet che fanno parte ormai della cultura del web e il numero 1337 è molto diffuso come motivo grafico nelle immagini condivise sulla rete. Come quella qui sopra. 😉

Insomma, faccio ormai parte dell’elite. D’ora in poi potete chiamarmi Vossignoria 😛

 

Non leggiamo più come un tempo

Il cervello non è progettato per leggere. Non ci sono geni per la lettura come ce ne sono per il linguaggio o la vista. Ma spinto dall’emergere dei geroglifici egizi, dell’alfabeto fenicio, dalla carta cinese e, infine, dalla stampa di Gutenberg, il cervello si è adattato a leggere.
Prima di internet, leggeva soprattutto in modi lineari: a una pagina ne seguiva un’altra, e così via.

Internet è diversa. Con tante informazioni, testo linkato, video e parole mescolate e cose interattive ovunque, i nostri cervelli creano scorciatoie per orientarsi, scorrendo velocemente su e giù e cercando parole chiave. È un tipo di lettura non lineare…

Leggi l’articolo completo su Il Post

Il partito di internet e il nodo dell’impossibilità della politica della modernità

Uno dei nodi più aggrovigliati della modernità è proprio l’assenza di una dimensione collettiva unificante che ieri si giocava sulla dimensione politica di lotta e presa del potere -in sostanza su presupposti identitari e di appartenenza- mentre oggi la collettività è frammentata e divisa, e il potere appare incontrovertibilmente in mano a lobby mediatico/mercantili, e ciò che unifica si svolge soltanto su di un piano di frivolezza o inconsistenza e, paradossalmente, su quello della litigiosità sociale: basti pensare alle dinamiche di interazione sui social network.

Leggi l’articolo completo su http://www.inchiestaonline.it/politica/simone-ramilli-il-partito-di-internet-e-il-nodo-dellimpossibilita-della-politica-della-modernita/

I dieci link più populisti di Facebook.

I dieci link più populisti di Facebook.

Reblog da raretracce

I “Mi piace” non salvano vite

L’intelligente campagna di UNICEF Svezia contro l’attivismo da clic, che da solo non cambia il mondo.

Da tempo si discute del cosiddetto “attivismo da clic”, chiedendosi se a un certo tipo di impegno online superficiale e autoindulgente corrisponda davvero un tentativo concreto di cambiare e migliorare il mondo. Soprattutto sui social network nascono di frequente campagne per fare un “Mi piace” su Facebook, o un retweet su Twitter, con l’obiettivo di ottenere un certo risultato, che di solito porta a ben poco di concreto.

Leggi il resto dell’articolo: http://www.ilpost.it/2013/05/03/attivismo-clic-unicef-svezia/