Come adeguare il blog wordpress.com alla (famigerata) legge sui cookie

Tutti coloro i quali hanno parlato dei cookie hanno messo immagini di biscotti fino a stomacarmi. Voglio distinguermi dalla massa.

Ormai tutti sanno cos’è la (famigerata) legge sui cookie a cui tutti devono adeguarsi, pena (forse) multe salatissime. Se c’è qualcuno che ancora non lo sa, si sarà certo reso conto dei suoi nefasti effetti sotto forma di fastidiosi banner che appaiono ogni volta che si accede ad un sito per la prima volta. Ebbene, anche il nostro blog deve dotarsi di questa malefica barra.

Avrebbe dovuto farlo dai primi di giugno, ma la piattaforma wordpress.com che ci ospita non permetteva nessun intervento che non fosse di mera cosmesi (una specie di facciamo finta che vada bene). Io stesso ho usato questo sistema, più per curiosità tecnica che per convinzione. Da oggi però finalmente wordpress.com mette a disposizione un piccolo strumento per mettersi facilmente in regola.
In realtà è solo un primo passo che non ci copre al 100%. La stessa wordpress ci informa che la responsabilità finale è nostra (diciamo che ci viene graziosamente incontro). Per dire, non ci mette a disposizione una pagina della Policy in italiano, come chiesto espressamente dalla nostra normativa. C’è però da sperare che lo strumento si affini col tempo.

Non è mia intenzione discutere degli aspetti controversi di questa normativa folle (chi fosse curioso troverà milioni di pagine che ne parlano – tutte malissimo), ma solo spiegare a quanti avessero poca dimestichezza come utilizzare questo strumento, che non è altro che un widget.

La prima cosa da fare quindi è andare nella pagina dei widget (Aspetto -> Widget) e trascinare il widget EU Cookie Law Banner in un punto qualsiasi della barra laterale. Non importa la posizione perché apparirà comunque sotto forma di banner in basso nella pagina Home del nostro blog.
Questa è la parte più facile.
Volendo è possibile una limitata personalizzazione, ma se volete cambiare il testo (che di default è in inglese) dico subito che attualmente non è possibile farlo utilizzando Chrome. Dovrete per forza usare IE (non ho provato con altri browser). Nella personalizzazione è possibile scegliere tra due colori del banner, chiaro e scuro. La normativa dice espressamente che il banner deve distinguersi nettamente dalla grafica del sito, perciò, avendo a disposizione solo due opzioni, scegliete quella che più spicca.

La parte un po’ più complicata è dovuta al fatto che la normativa vuole che sia sempre visibile la pagina della Cookie Policy. Dovremo quindi inserire una voce di menu che rimandi alla pagina che wordpress mette a disposizione in inglese e il cui indirizzo è indicato sul widget alla voce Policy URL.
Come dicevo la normativa prevede che questa pagina sia in italiano, ma al momento wordpress non ce l’ha. Se in futuro dovesse crearla dovremo certo cambiare l’URL relativo, sia nel widget che nel menu.

Purtroppo la gestione dei menu dipende molto dal tema prescelto. L’indicazione che do riguarda naturalmente il mio, ma spero che sostanzialmente la procedura sia simile, se non proprio uguale, anche per gli altri temi.

Si va quindi nella pagina di gestione dei menu (Aspetto -> Menu) e si seleziona la voce Custom Links. Nel campo URL si inserisce l’indirizzo della pagina della Cookie Policy, di cui parlavo prima, e che è https://en.support.wordpress.com/cookies, mentre nel campo Testo del link scriverete il nome della voce che apparirà nel menu (tipo Cookie Policy, o Informativa Cookie). Poi cliccate sul pulsante Aggiungi al menu e infine Salva menu.

Se tutto va bene, quando aprirete la home page del blog apparirà la barra e ci sarà una voce in più nel menu.
La barra sparirà secondo le modalità che avrete scelto nel widget (sono tre possibilità), mentre la voce di menu sarà sempre visibile.
Al momento questo è tutto. Se ci saranno ulteriori sviluppi in futuro, sarà mia cura tenere aggiornato questo post. Per qualunque dubbio o problema sono qua. 🙂

Cookie Law: i blogger sono salvi (forse) mentre WordPress.com no (ULTIMI AGGIORNAMENTI)

Un chiarimento del Garante sottolinea la consapevolezza che i gestori di un blog wordpress.com non hanno gli strumenti per adeguarsi alla normativa sui cookie. In pratica sposta l’onere di intervenire con strumenti adeguati dal blogger al gestore della piattaforma. Purtroppo wordpress.com non si è adeguato e rimane il dubbio su chi eventualmente sarà penalizzato in caso di controllo. Cookie Law: i blogger sono salvi mentre WordPress.com no (ULTIMI AGGIORNAMENTI).

Trova l’intruso 3

Per me c’è un che di affascinante nella sovrapposizione di vecchie fotografie con le immagini più recenti mostrate da Google Street View, come ho fatto nel post L’intruso ha trovato casa.
Quasi che la vita vera (sia pure sottoforma di fantasmi del passato) cerchi di riappropriarsi di quella perfettina e virtuale di Google. Come quando, agli albori della fotografia, immagini ectoplasmatiche un po’ ridicole strattonavano verso il passato ignari soggetti in pose perfettine rivolte al futuro.

Sul mio profilo facebook ne sto collezionando alcune, compatibilmente con la mia disponibilità di vecchie fotografie scattate da un punto di vista il più simile possibile a quello di Google. Tecnicamente non è una cosa facilissima, ma il risultato mi dà sempre soddisfazione.

Qui presento uno scatto, in quel di Lorenzago di Cadore (BL), fatto in uno degli ultimi giorni di permanenza. L’anno dovrebbe essere il 1958, ma non posso giurarci perché a Lorenzago ci sono stato tre volte, e non di seguito.

Come ho scritto su facebook: “Mi ero fatto una fama di narratore di racconti horror e, alla fine, le “maestre” mi incaricarono di metterne in scena uno, in uno spettacolino recitato da noi bambini in refettorio. Mi trovai così contemporaneamente a rivestire i panni di autore, regista e attore principale.
Ero predestinato al mondo dello spettacolo, ma il mondo dello spettacolo non lo venne mai a sapere. 😦 “

Lorenzago di Cadore (BL) Colonia montana - 1958

Lorenzago di Cadore (BL)
Colonia montana – 1958

Naturalmente il gioco è sempre quello: trovare l’intruso 😉


Rif:
Trova l’intruso
Trova l’intruso (un anno dopo)
L’intruso ha trovato casa

Letti separati

È ormai nei fatti: il matrimonio tra la piattaforma WordPress e Windows (ex Windows Live Spaces, ex MSN) è terminato.

Alla chiusura di WLS il trasferimento su WordPress è stato abbastanza facile ed indolore, a parte la gestione degli album di immagini che, essendo rimasti sui server di Windows, hanno comportato un po’ di acrobazie per mostrarli nella nuova piattaforma. Viceversa i vecchi link esterni dei blog venivano automaticamente reindirizzati su WordPress (digitare il vecchio indirizzo del blog del tipo pippo.spaces.live.com portava in ogni caso al nuovo pippo.wordpress.com in maniera indolore), così come i link interni (quelli che, per esempio, in un post rimandavano ad un altro post).

Oggi pare che non sia più così. Se si digita un vecchio indirizzo WLS di un blog, si viene prima avvertiti con un minaccioso messaggio di pericolo; proseguendo poi il link risulta non più raggiungibile.

warning
Ok, non è un grosso guaio. Chi usa più i vecchi indirizzi? Il problema grosso però viene fuori quando un vecchio post utilizza ancora quel tipo di URL per richiamare altri vecchi post: il link, che fino a ieri, funzionava, oggi non funziona più. Microsoft non supporta più il reindirizzamento automatico.
E va bene, anche questa è una cosa rimediabile: se proprio vogliamo, possiamo correggere il link difettoso; troviamo il post a cui si fa riferimento, copiamo l’indirizzo WP e correggiamo il link. A mano. Per ogni post che presenta questo problema. 😥

Tutto qui?
Certo che no. Il bello deve ancora venire. Se abbiamo dei post che mostrano delle immagini archiviate nei vecchi album, ebbene… le immagini non si vedono più 😮

Non è solo un problema di link obsoleti. È proprio che Windows, con la ristrutturazione dei suoi spazi nella piattaforma OneDrive ha abbandonato ogni collegamento con WordPress.
Le immagini non sono andate perse, ma non si riescono più a visualizzare sul blog.
E non è nemmeno da dirsi che sia sufficiente sostituire il vecchio indirizzo con quello nuovo (non oso pensarci, ho tantissime immagini in questa situazione). WordPress non mostra più le immagini dei nostri album, probabilmente perché OneDrive ha esclusivamente link di tipo sicuro (https, invece del semplice http) e questo impedisce l’accesso da parte di WordPress, anche se l’indirizzo è del tipo condiviso pubblico. E soprattutto probabilmente non ci ricordiamo nemmeno più quale immagine era! 😥

Urge una soluzione. Se qualcuno ce l’ha già batta un colpo. Io, nel frattempo, mi do da fare per trovarla, perché non è bello che ci siano dei visitatori che capitano su un nostro post corredato di immagini che poi non sono visibili. 😦

Aggiornamento: la procedura per la correzione dei link è descritta nel mio nuovo intervento Come ricollegare le vecchie immagini Windows Live ai post

Nota: se qualche visitatore dovesse incontrare un post in cui non si vedono le immagini, mi farebbe un favore se me lo segnalasse in un commento così che possa intervenire subito 🙂

 

 

I commenti dei blog sono morti

Come mai ci sono sempre meno commenti sui blog? Colpa di Facebook e Twitter, certo. Ma ci sono anche altre ragioni.

Sarà colpa della vita frenetica che conduciamo, della brevità dei contenuti mordi-e-fuggi a cui ci stanno abituando i social network oppure dei dispositivi mobili così scomodi per scrivere lunghe porzioni di testo, ma la realtà è che i lettori dei blog sono diventanti aridi di parole e avari di commenti.

Leggi l’articolo completo su WIRED

1337!!

Poco fa mi è arrivato un messaggio da WordPress dove mi si informava che gli accessi a questo blog avevano avuto un improvviso aumento. 😮
Sono così andato a vedere nelle statistiche cos’era successo. Non ho trovato niente che mi illuminasse, ma girovagando sono capitato nel link della cosiddetta Vetrina dei trofei di cui ignoravo l’esistenza. In pratica la storia dei traguardi raggiunti da quando sto su WP.

Vetrina dei trofei

Vetrina dei trofei

Siccome gestisco due blog è presente anche il fratellino minore Sette giorni che aspetta sempre che qualcuno lo degni. 😉

Ora i traguardi di 50, 100 o 200 Likes riesco a comprenderli, quello che mi è sempre sfuggito è il significato di quel 1337, come avevo già segnalato in un apposito post: 1337!
Infatti quando mi è arrivata la notifica che avevo raggiunto, oltre ai Likes, anche quota 1337 post, ho semplicemente alzato le spalle.

Oggi, a rivedere quelle due cifre appaiate in cima alla lista, ho voluto approfondire e ho svelato l’arcano, scoprendo di essere entrato a mia insaputa nell’elite internettiana. 😮

1337 si legge Leet nel linguaggio simbolico leet. Il leet, noto anche come eleet o leetspeak, è un alfabeto alternativo che viene utilizzato principalmente su Internet nella lingua inglese. Utilizza varie combinazioni di caratteri ASCII per sostituire le lettere latine di un termine con altre che le ricordino graficamente (generalmente numeri). Ad esempio, leet si può scrivere l33t oppure… 1337 (eleet può essere invece digitata come 31337 o 3l33t). Probabilmente molti usano inconsapevolmente questo modo di scrivere.

Il termine leet è derivato dalla parola elite ed è nato all’interno dei Bulletin Board System (BBS) nel 1980, dove, avendo lo stato “elite”, un utente poteva accedere a cartelle di file, giochi e chat room speciali. I simboli leet, specialmente il numero 1337, sono memi di Internet che fanno parte ormai della cultura del web e il numero 1337 è molto diffuso come motivo grafico nelle immagini condivise sulla rete. Come quella qui sopra. 😉

Insomma, faccio ormai parte dell’elite. D’ora in poi potete chiamarmi Vossignoria 😛

 

Non leggiamo più come un tempo

Il cervello non è progettato per leggere. Non ci sono geni per la lettura come ce ne sono per il linguaggio o la vista. Ma spinto dall’emergere dei geroglifici egizi, dell’alfabeto fenicio, dalla carta cinese e, infine, dalla stampa di Gutenberg, il cervello si è adattato a leggere.
Prima di internet, leggeva soprattutto in modi lineari: a una pagina ne seguiva un’altra, e così via.

Internet è diversa. Con tante informazioni, testo linkato, video e parole mescolate e cose interattive ovunque, i nostri cervelli creano scorciatoie per orientarsi, scorrendo velocemente su e giù e cercando parole chiave. È un tipo di lettura non lineare…

Leggi l’articolo completo su Il Post