Ragazza di Desulo

Dopo il mio ultimo dipinto Sa bellesa sarda, è cominciata inevitabilmente la ricerca di un nuovo soggetto.
Quando scelgo di fare un dipinto non mi limito a riferirmi alla fotografia che ho scelto, ma cerco di approfondire prima anche l’ambito in cui quella particolare foto o modella ha visto la luce. Questo perché mi può portare a trovare qualcosa di meglio o a chiarire certi dettagli che nella foto magari non sono così chiari.
Capita quindi che, quando ricomincio la caccia, parta dall’ambito appena studiato e trovi quindi un altro soggetto analogo.

Questo è quello che è successo, infatti. Appena iniziata la ricerca mi sono imbattuto subito nel mio nuovo soggetto. Naturalmente, come nel dipinto precedente, ho cercato di risalire all’autore e alla modella, non solo per avere le necessarie autorizzazioni, ma nella speranza di avere una foto di riferimento di qualità migliore, perché quella che ho trovato era veramente pessima. Purtroppo non ho avuto fortuna. Ho trovato sì la modella, una ragazza di Desulo, ma i miei tentativi di mettermi in contatto con lei sono falliti. Nessuna informazione invece riguardo al fotografo e quindi nessuna possibilità di avere autorizzazione e qualità migliore dell’immagine. 😦

Mi ero ormai rassegnato a lasciar perdere questo soggetto, soprattutto per la qualità scarsa dell’immagine di riferimento. La foto era piccola e molto compromessa nei dettagli da un jpg troppo spinto. Inoltre la modella era in controluce e i dettagli del viso erano praticamente appiattiti dalla scarsa illuminazione.

Però…
Però mi piaceva troppo e non potevo non provarci. E ci ho provato.
Se la modella dovesse riconoscersi mi può contattare su facebook. Così come il fotografo in modo da potergli dare i necessari riconoscimenti (anche se per l’autorizzazione sarebbe comunque tardi 😦 ).

È nata così la Ragazza di Desulo, che potrebbe diventare il secondo dipinto di una serie dedicata alle ragazze di Sardegna ed ai loro splendidi costumi.

Si comincia, come sempre, dal disegno riportato a matita su tela tramite griglia di riferimento.

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A seguire, dopo una lavatura di azzurro su tutta la tela, passo direttamente ai colori per un primo abbozzo.

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Siamo in una primissima fase di abbozzo, ma si nota subito una certa imprecisione negli occhi, che in un ritratto sono fondamentali. Il fatto è che nella foto originale proprio non si vedono, sono solo macchie di colore scuro e questo mi preoccupa. Altra preoccupazione è l’area qui colorata in rosso. È da spiegare: nella foto è una figura sfocata dietro la modella, ma, se la tolgo, l’espressione e tutta la composizione ne risente; la testa sembra ciondolare e il profilo del viso non è più così “dolce”. Onestamente in questo momento non so come trattare la cosa. Vedremo più avanti.

Comincio a lavorare sull’abito.

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Il lavoro prosegue un po’ in tutti i settori del dipinto. Provo a smorzare la macchia rossa per vedere cosa succede.

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Come si nota il nastro ha cambiato colore, non perché io abbia cambiato idea (è sempre stato rosso), ma perché il rosso dato in trasparenza su fondo giallo acquisisce una grande luminosità. È un trucchetto insomma, già conosciuto ed utilizzato dai grandi Maestri del passato 😉 . Come già detto la mancanza della macchia rossa si sente e crea un antipatico vuoto in un punto cruciale 😦 .
Il colore dell’incarnato appare un po’ troppo terracotta in questa foto; lo è, ma è anche colpa del fatto che la macchina digitale risente della presenza degli altri colori che si sono aggiunti.
Un altro problema da risolvere: la modella ha i capelli castani nella realtà e ha gli occhi chiari, ma non azzurri; gli occhi azzurri però mi aiutano a definirli meglio e quindi probabilmente finirò per farle i capelli neri perché azzurro e castano mamma natura non li accoppia volentieri, nero e azzurro sì.

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Ho deciso che la macchia rossa mi serve e l’ho rimessa, mascherata in uno sfondo un po’ caotico che fa da interessante tramite tra la figura e l’azzurro iniziale. In pratica così lo sfondo richiama i colori del costume.
In questa fase ho lavorato molto nell’espressione del viso.

E questo è il risultato praticamente finito.

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Sì lo so, mancherebbe la firma, ma mi riservo di fare ancora qualche intervento minore dopo aver lasciato decantare il tutto.
Devo dire che è stato impegnativo.

Dettagli tecnici: olio su tela 40×30 cm.

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