Maria, la storia

Dove non parlo della storia di una più famosa Maria di qualche millennio fa, ma più modestamente del dipinto che ho inavvertitamente postato su questo blog qualche giorno fa. Il fatto è che mi trovo a dover gestire più social (wordpress, facebook, tumblr, ecc…) e non mi posso permettere di seguirli uno per uno, così ho cercato di automatizzare un po’ di procedure, per cui se posto da una parte, il post viene replicato anche sulle altre secondo criteri che non sempre riesco a controllare 😦 Ecco quindi che un post per tumblr è finito anche su questo blog, dove in realtà contavo di mostrarne passo passo l’evoluzione, come ho sempre fatto e come è nello spirito originario di questo blog. L’inconveniente non mi esime però dal mostrare comunque ciò che mi ero ripromesso. Ecco quindi la genesi di Maria. Tempo fa la mia dolce sorellona mi ha regalato alcuni cartoncini per disegno con pastelli ad olio che, se opportunamente trattati, potevano costituire una buona base per dipingere anche ad olio. Ho deciso perciò di utilizzarli per una serie di dipinti, tutti uguali come dimensioni (30,5 x 40,5 cm) da appendere in una unica parete. I primi due sono stati Bambina coi capelli rossi e Due gatte. I cartoncini sono cinque ed il terzo ospita Maria. C’è un legame sottile tra Due gatte e Maria, infatti il titolo di quest’ultimo è stato dato dall’autore della foto di riferimento che ho utilizzato per Due gatte. Questo perché non avevo nessuna idea sul titolo e ho lanciato una specie di sondaggio su facebook da cui è emerso alla fine Maria, suggerito appunto dal suddetto amico (che per inciso è il padre di una delle gatte 😀 ). In genere i miei soggetti li cerco su internet; molto anche tra gli album dei profili di facebook dove spesso ci sono ritratti interessanti, magari fatti inconsapevolmente, anche se, purtroppo, spesso la qualità è talmente scarsa da renderli inutilizzabili. Questo valga per i miei contatti su facebook: se ambite ad un ritratto (anche se non ne verrete mai in possesso 😛 ) mettete le foto in alta risoluzione; non si sa mai 😉 Questa volta il soggetto è stata una modella in un servizio fotografico. Ha  un viso che mi ispira molto e che non escludo di riutilizzare. So che con le foto ci sono problemi di copyright, ma difficilmente utilizzo la foto così come è in origine, ma l’adatto alle mie esigenze compositive, e questo già rende più complessa l’attribuzione. E in ogni caso io dipingo solo per hobby e non ricavo guadagni visto che non vendo. Mi piace considerarlo come un omaggio al fotografo e alla modella 🙂 La foto originale era a figura intera, ma io ho ritagliato solo il busto per concentrare l’attenzione sull’espressività del viso. Ho riportato in primo luogo direttamente sulla tela il disegno tramite la classica quadrettatura.

Schizzo a matita

Schizzo a matita

Fatto il disegno sono passato direttamente ai colori cercando soprattutto i volumi, perché il rischio, nella figura intera, è quello di fare una cosa piatta in quanto il corpo non ha un così alto numero di dettagli come il viso.

Prima stesura colori

Prima stesura colori

Ho approfittato per distendere il dito medio della mano che in originale (come si vede dal disegno) era più uncinato e poco elegante. So che non dovrò sottovalutare la mano e la posa originale non mi aiuta. Passo a concentrarmi sul viso e sulla sua espressività: è lui il tema del dipinto.

Lavoro sull'espressività del viso

Lavoro sull’espressività del viso

Non si badi troppo alla differenza di colore con l’immagine precedente, i colori sono sostanzialmente gli stessi, ma la foto è stata scattata in condizioni diverse di luminosità.Si comincia ad intravedere la dolcezza della modella, quindi posso tornare ad occuparmi del resto del corpo.

Rifinitura progressiva

Rifinitura progressiva

Sto lasciando per ultima la mano, mi preoccupa un po’ di non essere in grado di farla decentemente 😦 Invece il viso sta acquistando “personalità” 🙂

Quasi finito

Quasi finito

Complessivamente a questo punto sono soddisfatto, tanto da pensarlo quasi finito. Beata ingenuità… stavo dimenticando gli orecchini e in realtà anche il letto non va bene: ombre troppo scure per un tessuto bianco… e poi l’ombra del braccio sul lenzuolo è praticamente scomparsa. Non ci si può distrarre un attimo 😦

Finito... forse

Finito… forse

Mi sbilancio: adesso è finito! L’ho anche firmato 🙂 Sì, però… lo sfondo… Non è interessante. È anonimo, non crea ambiente; sospende la modella in un ambito leggermente claustrofobico, nonostante la macchia chiara che nelle mie intenzioni dovrebbe far respirare il dipinto. Ci ho riflettuto molto (anche stimolato da un’amica su fb), così non va. Nessuno mi fucilerebbe se lo lasciassi così, però alla fin fine non mi piace. Cancello la firma (che poco furbescamente ho messo proprio lì) e intervengo di nuovo!

Finito, finito.

Finito, finito.

Eh, sì. Mi piace di più così 🙂

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