Bambina coi capelli rossi

Il mio ultimo dipinto è il viso di una bambina coi capelli rossi. In origine la foto di riferimento, che ho trovato su internet, mostrava la bambina a mezza figura, ma io ho preferito impostare un taglio più ravvicinato per concentrarmi sull’espressione.

Ho approfittato di questa occasione per testare anche un nuovo tipo di supporto che mi è stato regalato. Si tratta di alcuni cartoncini di 40.5×30.5 cm per pastelli ad olio.
A differenza dei cartoncini telati, che hanno una vera tela incollata da un lato, questi invece hanno un lato trattato solo a superficie ruvida con l’apparenza di una imprimitura a gesso.
Considerando che la mia tecnica pittorica si basa su strati molto sottili di colore, ho pensato che potessero essere adatti anche per i colori ad olio normali.
Errore, ma ne parlerò più avanti.

Ho iniziato riportando il disegno col classico reticolo a matita.

Riporto disegno con griglia

Riporto disegno con griglia

Il passo successivo, contrariamente al mio solito, non è stato quello di impostare i volumi in bianco e nero, ma sono passato direttamente al colore. Il fatto è che miravo ad ottenere un dipinto molto luminoso e ho temuto che una base monocromatica potesse spegnerlo.

Stesura diretta dei colori base

Stesura diretta dei colori base

I colori che ho utilizzato in questa fase sono praticamente già gli stessi colori della fase finale.

Prima stesura dei colori

Prima stesura dei colori

A questo punto sono cominciati i guai. Per due motivi.
Il primo motivo è che già così il dipinto mi piaceva per la luce e l’espressione della bambina che mostrava. Era ciò che volevo fin dall’inizio e avere raggiunto un risultato soddisfacente già in bozza, con tutto che le spalline non erano nemmeno colorate, mi ha un po’ intimidito. Così ho perso un po’ di tempo (giorni) a ragionarci su fino a decidere che potevo migliorarlo a forza di velature senza rovinarne l’effetto, come mi capita spesso (rovinarlo, intendo).

Le velature hanno sempre bisogno di un sottostrato umido, perché non prendano un aspetto sordo, così sono partito in quarta a spennellare tutta la superficie con il medium.

E veniamo al secondo guaio. È difficile da descrivere, ma si può riassumere così: non c’era nessuna imprimitura sul cartoncino, ma probabilmente era solo dipinto di bianco, forse a tempera. La rugosità della tela ha tenuto in superficie le mie sottilissime stesure di colore, mentre negli anfratti si intravedeva il bianco originale. Quando ho passato il medium su tutta la superficie, questo è penetrato attraverso il colore andando ad inzuppare le parti ancora scoperte.
Provate ad immaginare un cartone bagnato e capirete ciò che è successo: le parti non interessate dal colore si sono scurite e tutto il viso si è macchiato come la pelle di un leopardo.
Un cartone bagnato, direte voi, si asciuga e poi torna come prima. Non se è inzuppato di olio, però.

Insomma, in pratica è come se avessi dovuto ricominciare da zero. E stavolta con colore più a corpo per tamponare le macchie.

Bozza finita, dopo il disastro

Bozza finita, dopo il disastro

A questo punto bisogna fare alcune considerazioni. Se non siete sicuri dell’imprimitura del vostro supporto, non fate il mio errore, ma passateci sopra una bella mano di bianco acrilico, cosa che farò certamente col prossimo dipinto su questo tipo di cartoncino.
Il cartoncino, questo tipo in particolare, tende ad “imbarcarsi” quando bagnato. In caso, come il mio, di stesura sottile di colore, non è un grosso problema, ma temo lo possa diventare usando il colore a corpo. Suggerisco, in ogni caso, di dipingere con bianco acrilico anche il retro, così da compensare la curvatura.

Anche se rimediata, la situazione mi ha lasciato tante perplessità, compresa la possibilità di abbandonare tutto. Dopo altri svariati giorni ho deciso comunque di andare fino in fondo.

Dipinto terminato

Dipinto terminato

Mi rimane una apprensione: quando sarà completamente asciutto andrà verniciato… e se le macchie ritornano?

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