Chi scrive nel deserto?

Incuriosito da un articolo di National Geographic, in cui si parlava di una nuova Nazca in Giordania e che avevo segnalato in un precedente post , ho deciso di andare direttamente a dare un’occhiata. Senza muovermi troppo dalla mia sedia, naturalmente.

Armato di Google Earth e tanta pazienza ho cominciato a vagare nel deserto in lungo e in largo senza preoccuparmi troppo di morire di sete, visto che in ogni caso la dispensa non si allontanava mai da me più dei soliti 6-7 metri, alla ricerca delle ruote e soprattutto degli aquiloni coi loro chilometri di linee che si intrecciano sul terreno.

aquiloni

Due "aquiloni" nel deserto giordano

Devo ammettere di essere rimasto affascinato da queste flebili tracce lasciate da una civiltà fino ad oggi ignorata e di cui non si sa assolutamente nulla, tranne forse che è vissuta tra i 6000 e 2000 anni fa, quando quell’area, lungi dall’essere un deserto come oggi, era probabilmente molto ricca di flora e fauna.

Personalmente in un solo pomeriggio di vagabondaggio ho contato più di 200 cerchi e altrettanti aquiloni, ma gli esperti parlano di oltre 2000 in un’area vastissima compresa tra la Siria e l’Arabia Saudita.

A cosa servissero e cosa significassero quei segni, praticamente invisibili sul terreno, ma ben definiti nelle immagini aeree, è un assoluto mistero su cui comunque sarebbe bene che non ci mettesse le mani Giacobbo.

A cosa serva non saprei, ma cosa significhi invece quella scritta lunga 50m. e larga 30 su cui sono andato a sbattere casualmente è abbastanza chiaro: è arabo moderno e significa Ibrahpm (o forse Ibrahim). Invece quella specie di cuoricino sulla destra, se letto capovolto, suona come Leah. Insomma, mancando un temperino e un tronco d’albero, anche nel deserto gli innamorati trovano il modo di incidere i propri nomi da qualche parte. E magari fra 6000 anni saranno ancora lì e ci si chiederà quale cultura abbia originato quegli strani segni nel deserto.

ibrahpm

Le due gigantesche scritte trovate casualmente


Per approfondire:
http://bbs.keyhole.com/ubb/ubbthreads.php?ubb=showflat&Number=1250382
http://ilfattostorico.com/2011/11/17/cerchi-misteriosi-in-medio-oriente/ 

4 pensieri su “Chi scrive nel deserto?

  1. secondo me la scritta, specialmente quello che tu chiami cuoricino è stato fatto con le ruote di un fuoristada. per quanto riguarda gli aquiloni, La mia teoria è: nei paesi arabi i proprietari di numerosi cammelli li lasciano liberi per un anno o più, in attesa dei mercati che si svolgono e svolgevano anche in tempi remoti ogni due o più anni. I cammelli naturalmente in qul lasso di tempo si sparpagliavano in aree molto vaste. Per raggrupparli impiegano anche un anno, ma per non farli allontanare di nuovo li convogliavano dentro i rami dell’aquilone, per poi spingerli piano piano all’interno degli aquiloni stessi dove presumibilmente avveniva il mercato vero e proprio. Che dici può reggere????

    • Un fuoristrada dovrebbe lasciare una impronta doppia. Secondo me è stato fatto ammucchiando sassi ed è anche un lavoro di fino direi.
      Sono quasi certamente strutture per il bestiame però ci sono alcune cose curiose. Perché fare un recinto sagomato in modo così bizzarro? Sarebbe più logico farlo a cerchio (qualcuno ce n’è, ma sembra tra quelli più recenti). I rami in genere finiscono contro un antico corso d’acqua, ma ce ne sono che vanno per conto loro senza nessun rapporto con gli aquiloni. La cosa che sembra più interessante è che i più vecchi sono orientati generalmente a est, mentre quelli presumibilmente più recenti sono orientati a sud-est (con qualche eccezione verso sud – non ne ho trovato nessuno verso ovest o nord). I cerchietti potrebbero in effetti essere punti di abbeveraggio o mangiatoie, ma sono molto simili a quelli che circondano le ruote e questo fa pensare a qualcosa d’altro.

      • Trovata su google una spiegazione piuttosto attendibile riguardo l’orientamento: serviva probabilmente ad intercettare i flussi migratori stagionali. Sarebbero quindi strutture per la caccia (tipo gazzelle) e non per la pastorizia che magari è arrivata più tardi.

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