Il racconto della trama

Come ho già anticipato nel mio precedente post Idea per un nuovo romanzo sul blog, c’è questa idea di scrivere un romanzo/racconto sulla base di una trama prefissata. 💡 Ci sono diversi punti da chiarire, soprattutto per quanto riguarda la organizzazione della iniziativa, e mi aspetto un contributo da quanti avessero intenzione di partecipare.
Per quanto riguarda invece la trama e la struttura del racconto, mi è già tutto piuttosto chiaro. 😎

Cominciamo dal punto 1. Che tipologia di racconto può coinvolgere più persone?
In realtà, sotto un certo punto di vista, questo è un falso problema. Certo l’idea di base deve essere più coinvolgente possibile, ma la successiva elaborazione della trama può assumere qualunque connotazione: dramma, commedia, romantica, fantastica, surreale, ecc… E’ tutto lasciato alla decisione del partecipante.

Il punto 2, cioè chi deve fornire la trama, l’ho risolto d’imperio: la fornisco io. 👿 Per una serie di motivi, il primo dei quali è di natura strettamente organizzativa. Far decidere la trama ai partecipanti comporterebbe complicazioni organizzative e perdita di tempo prima di cominciare a scrivere effettivamente (tempo di creare la trama, organizzare le votazioni); ci sarebbe poi l’impossibilità da parte mia di conoscere a priori come strutturare il gioco, col rischio quindi di disorganizzazione e, non ultimo, il fatto che chi si aggiudicasse eventualmente la trama migliore, o partirebbe con un innegabile vantaggio sugli altri nella successiva scrittura o addirittura potrebbe, per questo motivo, non poter partecipare proprio. 😥

Sugli altri punti, come già detto, aspetto suggerimenti concreti. 🙄

Vediamo quindi come è la trama che ho preparato.

Dico subito che (chi mi conosce lo sa) non mi limiterò a fornire una trama qualsivoglia e dirvi: adesso scrivete che poi ci vediamo alla fine. Eh, no. Io sono abbastanza figlio di escort per preparare un giochino un po’ più coinvolgente e subdolo. 😉

Per semplicità espositiva utilizzerò come ambiente un ufficio, ma la storia può essere ambientata ovunque.

E’ una storia d’amore, o, meglio, è la storia di un innamoramento. 😮 Credo che tutti si sentano preparati a trattare questo argomento. 😳 Il rischio semmai è che possa sembrare un po’ banalotto. Vedrò quindi di farvi cambiare subito idea.

Ecco la trama:

Un ragazzo, single e pieno di interessi (sport, musica, lettura, … vedete voi), si convince in qualche modo che una delle colleghe di ufficio (oppure fabbrica, scuola, ecc…) si sia innamorata di lui e che tutti ne siano al corrente, tranne l’interessato. Il problema per il protagonista è che, non solo la ragazza non gli interessa, ma la trova anche piuttosto bruttina. Diciamo non nei suoi gusti.
Non volendo sopportare oltre le insinuazioni, battutine e incoraggiamenti vari a farsi sotto dei colleghi/amici, decide di affrontare direttamente la questione con lei per toglierle ogni illusione.
Si accorge presto però che dichiarare ad una ragazza, dei cui sentimenti non si è proprio sicuri, di non amarla è altrettanto complicato e difficile che fare una dichiarazione d’amore.
Per cercare di non ferire i sentimenti di lei e contemporaneamente cercare di non creare interpretazioni maliziose tra i colleghi pettegoli, si muove con circospezione cercando di trovare il modo più discreto per chiarire la cosa.
Per un motivo o per l’altro i suoi tentativi di avvicinarla vanno a vuoto, vuoi per la sua goffaggine, vuoi per imprevisti, vuoi per l’atteggiamento imprevedibile di lei. Nel cercare la strada migliore si inoltra quindi necessariamente in un percorso di conoscenza e approfondimento della personalità della ragazza, arrivando piano piano ad apprezzarla non solo per il suo carattere, ma anche per i suoi difettucci fisici, che su di lei acquistano lentamente il valore di pregi veri e propri.
Quando finalmente riesce ad avere il sospirato faccia a faccia, si scopre innamorato. Cosa farà a questo punto? E come reagirà lei?

Inutile sottolineare quale sia il punto cruciale di questa storia. Oggigiorno è piuttosto attuale. Il protagonista, che vede le donne con gli stereotipi tipici (se non è una grande gnocca non mi interessa), prende coscienza non solo che la donna non è un oggetto da esposizione, ma che è una persona. Anche nella sua fisicità “normale”, non stereotipata, e che i suoi cosiddetti difetti fisici sono solo proprio “cosiddetti”. Per dire, le gambe storte o il naso aquilino su di lei, alla fine, vanno bene così.

Sperando di aver svegliato la vostra attenzione, cominciamo la parte carognesca. Per mettervi un po’ di bastoni tra le ruote e rendere la cosa un po’ più eccitante.

  1. Tutta la storia che avete letto sopra dovrà avvenire in sette giorni contigui. Non importa da quale giorno cominciate, ma dovrà concludersi al settimo giorno. In ogni modo, per motivi che appariranno successivamente più chiari, suggerisco di iniziare dal sabato o dalla domenica. Ad ogni giorno corrisponderà un capitolo. Dal non interesse all’innamoramento in sette giorni! Qui ci vuole finezza di penna.
  2. I capitoli non avranno limiti di lunghezza, ogni autore sarà libero di scrivere quante righe vuole, però ci saranno limiti di tempo nella scrittura dei capitoli. Orientativamente un paio di settimane per capitolo. Probabilmente metterò dei paletti nella scrittura dei singoli capitoli (un raffinamento della trama specifico, capitolo per capitolo), ma questa è una cosa che devo ancora valutare bene, non vorrei costringervi su binari troppo stretti. Però devo anche fare attenzione ai deragliamenti. 😕 Ad ogni modo il romanzo/racconto sarà composto in tutto da sette capitoli.
  3. Il protagonista narra in prima persona. I più svegli avranno già capito che la faccenda si complica: non sarà possibile narrare cosa pensa la protagonista e descriverla, se non per deduzione del narratore. Inoltre le partecipanti donne dovranno fare uno sforzo maggiore dei maschi nel cercare di rendere credibile la psicologia maschile del protagonista. Dovranno pensare come un uomo. Viceversa però, i maschi avranno più difficoltà a creare una protagonista femminile credibile.
  4. Come ho detto l’ambientazione è a scelta (fabbrica, scuola – tra studenti o tra professori, call-center, albergo, ufficio…) così come il periodo (la storia può svolgersi oggi, oppure nell’800 o negli anni ’70, nel medioevo…) però non sarà possibile fare incontrare i personaggi fuori dall’ambiente previsto. Il protagonista è libero di muoversi come vuole e dove vuole fuori dall’orario di ufficio, ma mai assieme ad un altro personaggio. E’ concessa al massimo qualche telefonata. Per chiarire meglio il concetto, pensate ad una rappresentazione teatrale, dove si svolge tutto in scena. Insomma, fuori dall’ufficio il protagonista sarà solo coi suoi problemi.
  5. Ci saranno personaggi di contorno che sarete obbligati a trattare e altri che potrete introdurre a piacimento. Quelli obbligati saranno:
    • Il protagonista
    • La protagonista
    • La migliore amica di lei. Bella ragazza che tende a tenerla sotto la sua ala protettrice
    • Il fidanzato dell’amica. Tipo burbero col quale è meglio non avere discussioni
    • L’amico di lui, mai presente sulla scena
    • Un nemico di lui, insomma uno con cui non lega
  6. Il titolo: Sette giorni.

Uno dei dubbi che ancora sono sul tappeto è legato al nome dei personaggi. La gestione dei nomi va lasciata agli autori o è meglio che li fornisca io? La domanda non è peregrina perché avere gli stessi nomi in tutti i racconti aiuterebbe il lettore a seguire meglio lo sviluppo della trama nelle varie versioni elaborate dai diversi autori. Vi dico subito che se lasciate a me questa incombenza ho già pronto il nome del protagonista… ehm… 😳

Non so se ho esposto con chiarezza tutti gli aspetti della cosa, ad ogni modo chi fosse interessato può inserire le domande o le riflessioni come commenti di questo post.

Un’ultima domanda: la cosa messa così vi interessa oppure è meglio lasciar perdere? Non è che mi fate arredare tutto l’ufficio e poi nessuno si presenta al lavoro, vero? 😥

La palla agli interessati e fatevi sotto. E, naturalmente, diffondete!

p.s. Per favore, chi preferisce utilizzare Facebook per i commenti, ma ha un blog su WordPress, faccia lo sforzo di commentare qui per non disperdere le varie osservazioni e puntualizzazioni.


Il Racconto della trama è attivo e sempre aperto a chiunque volesse partecipare: http://raccontodellatrama.wordpress.com/

41 pensieri su “Il racconto della trama

  1. non solo mi vuoi far pensare come un uomo ma anche come un ragazzo alla sua prima cotta e chi se la ricorda più!!!!troppo difficile per me!! posso pensarci ancora un pò?

  2. Anche Tolstoj, quando ha scritto Anna Karenina, non era né un giovanotto né una donna 😉
    Comunque non si parla necessariamente della prima cotta, anzi. Qui si parla di smontare uno stereotipo di bellezza femminile perfetta, e chi più di una donna può farlo?

  3. io sicuramente!!devo interrogare mio marito per fargli ricordare di cosa si è innamorato: se se lo ricorda!! Ho il dubbio però che oggi sceglierebbe la bellezza femminile perfetta ciao

  4. Accipicchia Bruno sei cattivik!
    in prima persona poi:@ grrrrrrrrrrrrr
    scommetto che quando hai pensato alla prima persona l hai fatto per fare un regalo ammè!!:@
    Dai dillo che pensavi a me!
    Impossibile il protagonista di nome Bruno….metti caso che lei si chiami Martina non ce la potrei fare!! E’ dai banchi di scuola che mi tocca fa Lucy !!!!
    E poi Martina non può innamorarsi dei parrucconi 😉 !
    spero di avere qualche illuminazione….troppi paletti:@
    e poi ho appena ricevuto una notizia che mi ha spezzato un po’ le gambine….
    Confiderò nella notte insonne…
    ti abbraccioMarty

    • Mi dispiace per la notizia cattiva, però ormai sai che scrivere può essere terapeutico per l’anima.
      Mi impegno a non chiamare Martina la protagonista 😉

  5. Resto dell’idea che dovresti scegliere tu i nomi dei protagonisti, per i motivi che hai appunto precisato. Non mi aspettavo una trama del genere e la sfida è davvero accattivante e divertente.
    Ti dirò, ho già in mente il protagonista maschile, che doveva entrare in uno dei racconti mai scritti, e tutti gli altri mi vengono in mente piuttosto spontaneamente. Sono un po’ spaventata, piuttosto, dall’elaborazione della trama…..nel riuscire a dare la cadenza giusta e la consequenzialità necessaria a far si che la storia abbia un senso…..e si concluda in sette giorni!
    In altre parole, sarà per me piuttosto faticoso, ne sono già certa, e avrò non poca difficoltà a rispettare tempi e modi, ma se troviamo chi ha voglia di giocare, io non mi tiro indietro 🙂

    • Si, sono orientato in questo senso, ma aspetto di sentire cosa dicono altri.
      Sono contento che la cosa non appaia banale e spero che sia anche divertente.
      Sui tempi e modi possiamo ancora ragionare, magari la scrittura di un capitolo si può portare a tre settimane.

  6. Aspetta Bruno! Sarà la stanchezza immane, ma c’è qualcosa che non ho capito. Ti elenco:

    – Il “romanzo” deve sviluppare la trama che tu hai scritto, giusto? Quindi a differenza del primo romanzo sul blog “L’eredità”, io non devo continuare il capitolo che ha scritto un altro partecipante. Correggimi se sbaglio.

    -L’idea di mettere dei paletti per ogni capitolo non è cattiva, in fondo siamo facilitati dal fatto che già una trama c’è, e poi in fondo, già nel precedente esperimento eravamo vincolati dal fatto di seguire un racconto scritto da altri, anche se potevamo svilupparlo a piacimento.

    – alla fine del gioco si avranno quindi tanti romanzi quanti saranno i partecipanti..ma così chi vince? 🙂 Scherzo! In fondo l’importante è partecipare e io credo che parteciperò!

    • Punto primo: è così. Ognuno scrive il proprio racconto completo in totale autonomia. Deve solo sviluppare la trama.

      Punto secondo: credo che i paletti li metterò solo se vedo che qualcuno rischia di deragliare. Non voglio essere quello che detta ciò che gli altri scrivono 😉

      Punto terzo: hai messo il dito in una delle piaghe 😦 L’ho scritto nel precedente intervento. Ci deve essere o non un vincitore? Al momento sono orientato su una specie di sondaggio finale on-line tra i partecipanti, però accetto suggerimenti.

      p.s. il “credo che parteciperò” non è previsto dal regolamento che devo scrivere 😉

  7. Mi piace scrivere, ma mai fatto niente del genere..E’ solo capitato un amico che ha scritto una sua cosa che finiva con una donne che guardavo un morto in terra, ed io sono ripartita dall’essere quella donna…Difficile che pensi come un maschio…Ma forse utile..I paletti mi angosciano, ma in un’orgia grafica servono…Talmente folle che mi attrae!!!!Perchè no!! Si chiameranno Bruno e Brunetta?????? ihihihihih

    • 🙂 Uno dei dubbi che ancora ho sull’assegnazione dei nomi dei protagonisti l’hai appena evidenziato. Se li assegno io freno un po’ la creatività degli autori. Una accoppiata come quella che hai scritto potrebbe suggerire uno sviluppo da commedia piuttosto intrigante 😉
      Dal tipo di commento che hai lasciato debbo dedurre che non hai un blog su wordpress. Non è un limite insormontabile, ma saremmo entrambi facilitati nella gestione se tu lo avessi.

  8. l’idea che un capitolo si concluda in tre settimane lo opprovo per me ce ne vorranno anche quattro per i nomi puoi decidere tu spero che almeno in quello sceglierai nomi brevi e non complicati come Piersilvio l’idea di partecipare come lettrice mi piace di più ma toglierei agli altri la possibilità di divertirsi quindi accetto la sfida ciaooooo

    • Per la durata sto pensando ad un meccanismo perverso 😈
      Non più un periodo fisso, ma la non autorizzazione a proseguire per tutti fino a quando l’ultimo ritardatario non abbia pubblicato. eheh 🙂

  9. Il tema m’intriga e già mi frulla in testa qualcosa. Tuttavia per me è un periodo molto faticoso e travagliato per cui non so se riuscirò ad avere il tempo e la voglia di partecipare. la scrittura creativa ha bisogno di mente sgombra, riflessione e tempo; prerogative che per adesso non ho. Ma non è detta l’ultima parola…

    • Come ho già detto a Martina, la scrittura può avere un effetto terapeutico sull’anima, ma certo non ti fa recuperare tempo. 😉
      Ad ogni modo non è che partiamo adesso subito in quarta. In questo momento sto solo cercando di mettere a fuoco la cosa e sondare l’interesse e la partecipazione.
      Tra l’altro, proprio in questo senso, si sta profilando un problema non da poco: non ci sono uomini! Se questo ancora non mi ha fatto inchiodare, mi sta inducendo però a tirare il freno a mano. 😦

  10. nn so se è rimasto il mio commento o è in attesa di approvazione…
    cmq la scelta dei nomi dovrebbe essere individuale…così come le storie saranno individuali…
    tanto i personaggi saranno facilmente riconoscibili!
    a poiz

  11. Dai che partecipo! (tanto dal prossimo mese sarò disoccupata, quindi, mi sa che di tempo per scrivere ne avrò abbastanza… 😦 )
    Il sondaggio on line è carina come cosa, ma si rischia effettivamente che ognuno si possa autovotare…(so che siamo tutte brave persone, eh, però …. 😀 )
    Sarebbe bella, come gratificazione comune, avere una copia cartacea del nostro operato…stavo pensando che in fondo, sembra molto stile “variazione sul tema” e quindi divertente da leggere come “libro”. Sarebbe un bel premio per tutti, che dici? magari informandosi su internet, ci sono molti servizi di editoria on line a costi bassi… (o, se rimango disoccupata, mi immolo a scrivere e impaginare e mandare tutto io via mail, e poi ognuno si stampa tutto da sè…)
    Ok Bruno, io vado a nanna, che la notte porta consiglio, e per i nomi, io ho già in mente i miei, quindi ….:-)

    • WP ha la possibilità di fare qualcosa più delle stelline e credo che ci sia una specie di controllo anti-furbi. Lo studierò a fondo.
      La mia idea è quella di lasciare libertà di “apprezzamento” dei singoli capitoli tramite le stelline e i “Mi piace”, aperta a tutti i lettori, ma solo a titolo orientativo e non vincolante. Alla fine pensavo ad un sistema di polling tra i partecipanti con un post ad hoc.
      La stampa finale del libro non è una cattiva idea, ma, considerando che ogni autore potrebbe scrivere un vero e proprio romanzo di parecchie pagine (non ci sono limiti alla scrittura), alla fine verrebbe fuori un volume mastodontico, senza contare i costi di stampa che andrebbero comunque gestiti, anche in caso di autotassazione dei partecipanti.
      Potremmo comunque riparlarne alla fine.
      Il mio problema adesso sono i partecipanti uomini, che non si trovano 😦

  12. va bene capiro’strada facendo …^_^ il nome bruno mi piace come maschio strullo che rinsavisce(risata pazzesca..)al femminile fate voi per me e’uguale!!!!!vado a cercare Micky e lo stordisco al fine di scrivere!!!ed ho in mente altre vittime maschili……

    • Vorrei ben vedere. Considerando anche che sono l’unico maschio su questa piazza 😦
      … AHhh… ma tu parlavi del protagonista!! Sissì, puoi fare ciò che vuoi nel finale 🙂
      …pfuii… pensavo volessi far fuori me 😥 e non capivo perché 😀

  13. ma va la’!!!^_^…ho gia’cominciato ad immedesimarmi …mi gratto leggo in bagno non abbasso la tavoletta e mi puzzano i piedi!!perche’non mi cambio le calze…lumo le pupe e faccio scommesse oscene al bar con gli amici su di loro..uhm…comincia a piacermi !!Ciao sono Bruno il protagonista che non deve chiedere mai del tuo nuovo romanzo….e non so neanche temperare una matita…..

  14. bruno ma fammi capire!! hai detto che ci vuole tre settimane per capitolo e poi leggo che si deve scrivere un capitolo al giorno fino alla conclusione del racconto in una settimana. Mi spieghi meglio questo passaggio!! forse sono ancora in tempo per ritirarmi ciaoooooooo buona domenica

    • Non cercare scuse, eh?! 😉
      Un conto è la durata per la scrittura di un capitolo (orientativamente due/tre settimane), un’altro è l’arco temporale del racconto. Ogni capitolo deve coprire nella narrazione un’intera giornata e solo quella.

  15. mi sa che ha ragione Gabry…ma a pensarci meglio … se non si e’arricciata a me la codaaa!!!????a sentir parlar d’amore…..brrrrrrrrrr……..!!!!vedremo di metterci del nostro peg……..ehm..meglio….

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