Prendere il toro per le corna

Dopo le titubanze iniziali decido di prendere il toro per le corna. Abbandono gli acrilici e, a differenza di altre volte, affronto subito il dipinto coi colori ad olio.In realtà, come ho già avuto modo di dire in altre occasioni, i colori che utilizzo non sono precisamente ad olio, sono alchidici.

I colori alchidici (da non confondere con gli acrilici, coi quali non hanno niente da spartire) sono colori che, invece di essere mescolati con l’olio di lino, sono mescolati con una resina (alchidica per l’appunto) che è però completamente compatibile con l’olio, tanto da poter miscelare tranquillamente i due tipi senza problemi (qualche volta lo faccio).
Tecnicamente perciò si può continuare a parlare di pittura ad olio.

Il vantaggio dell’alchidico sull’olio è una maggior rapidità di asciugatura (meno di 24 ore), maggior trasparenza e brillantezza e infine scarso ingiallimento nel tempo.
Gli inconvenienti sono nel fatto che bisogna utilizzare il minimo colore indispensabile sulla tavolozza, in quanto l’eccedenza non è più riutilizzabile già il giorno seguente, e bisogna fare attenzione a richiudere bene il tubetto per non far essiccare anche quello.


Una attenta analisi del dipinto originale mi induce ad una prima scelta dei colori. Cerco di capire quali siano i colori utilizzati da Raffaello o almeno quali, tra quelli a mia disposizione, possano ottenere un risultato simile.

Le due terre di Siena (naturale e bruciata) sono già nella lista, va poi aggiunto il bianco, che in origine era sicuramente bianco d’argento, ma che oggi non è più praticamente utilizzato, sostituito dal più stabile bianco titanio. Aggiungerei la lacca di garanza e il blu oltremare. Per finire direi anche terra verde e terra d’ombra bruciata.
Sono colori tutti in dotazione a Raffaello e quindi è ragionevole che questa fosse la base di partenza anche per lui.

Inizio dalla veste rossa con la lacca di garanza e il bianco, accennando le pieghe e senza preoccuparmi delle parti in ombra che rinforzerò più avanti.

Proseguo poi con l’incarnato usando la terra di Siena naturale assieme al colore utilizzato per la veste.

Distribuisco il colore sulle tre figure senza preoccuparmi di dare volume, ma solo per intonare e togliere quel giallo di sfondo.

Con la terra d’ombra bruciata rinforzo le parti in ombra dell’architettura, i capelli della madonna, la veste e i capelli di S. Giovannino e accenno i volumi delle case nello sfondo.
Utilizzo il colore puro molto diluito in modo che non copra, ma si sommi al colore sottostante.

Il passo successivo è la veste azzurra.
Qui incontro un piccolo problema: la veste e il manto (la parte trattenuta nella mano destra) sembrano ad un’occhiata distratta dello stesso colore, in realtà sono leggermente diversi, ma quanto diversi? Quanto di quella diversità è giunta fino a noi e quanta invece si è persa col tempo? Fin dove mi posso spingere a diversificarli senza tradire le intenzioni dell’autore?
Per il momento le faccio uguali, spero di essere ispirato a sufficienza per capirlo più avanti.

Per concludere questa fase passo al paesaggio, poi al velo sulla testa della Madonna e infine ricopro il pavimento e il piano della cassapanca.
Tutto molto velocemente e senza troppa precisione, sempre comunque con poco colore, mai ad impasto.

Del giallo originale rimangono ormai solo due bande laterali che delimitano le dimensioni originali del dipinto (che è un po’ più piccolo della mia tela e che farò ricoprire dalla cornice) e i capelli del bambinello, che così hanno già un colore molto simile a quello definitivo.

Il dipinto comincia a respirare, ma mi stanno venendo molti dubbi. Ne parlerò la prossima volta.

L’ultima immagine è più sbiadita delle altre a causa di un riflesso del flash.
L’ho già detto che sono un cane a fare le foto?


8 pensieri su “Prendere il toro per le corna

  1. Ciao Bruno,
    passo per augurarti un buon fine settimana.
    Un saluto affettuoso.

    –>Dalla Terra di Mezzo<–
                  .::Yceap::.

  2. Buongiorno Maestro…
    Sono sicura che a lavoro finito
    Raffaello diventerebbe verde d\’invidia
    se potesse vedere la tua Madonna Aldobrandini!
    Come stai?
    Io quasi bene…
    Ti lascio un sorriso e un augurio
     di una splendida domenica…
    Baci…
    Ohara!
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  3. Grazie del link nonostante la spiegazione la tecnica mi sembra ugualmente difficile ma ci dovrò provare perchè sono lavori veramente belli…per quanto riguarda gli alchidici ma lo sai che io da un pezzo li cerco, non li vende nessuno! Dicono che non c\’è richiesta nessuno li conosce e molto spesso neppure i negozianti,io usavo quelli della Ferrario, mi trovavo bene,molto utile anche il gel,a parte il risultato ottimo a volte non c\’è proprio la pazienza di aspettare che l\’olio asciughi!! Ho notato che sei molto bravo anche con il panneggio, io non tanto e così i miei personaggi hanno deciso di denudarsi :-),per il momento mi son data ad una pittura più moderna se permetti ti farò vedere per e_mail le mie ultime tele così se ti va mi darai un giudizio.Ciao Anna

  4. – Caro Bruno!! Io…a bordo della tua lista AMICI!!! sono onorato davvero……studio architettura ed adoro l\’arte (tranne quella moderna) e quando ho un pò di tempo mi piace leggere le cose che scrivi…inoltre ho letto che ti intendi pure di grafica 3D…..il mio pane quotidiano…va bhè ora ti saluto….ciao ah ah….

  5. Parli di colori…ma era già pronto il disegno o lo hai fatto pure te? non he hai parlato( scusa ma non ho un linguaggio tecnico a riguardo)

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